Llandegant (Galles)
Cottage di Amber (Llandegant)
Dal racconto di Amber (V secolo)
Casa di Keridwen e Tegid (Irlanda)
Fortezza di Caer Widdno
Londinium (Capitale di Britannia)
Dinas Emrys (Gwynedd, Britannia)
Regno di Re Tallwch
Mondo dei Sidhe ("Terra dietro la collina")
In Britannia
Vortimer (Figlio di Vortigern e Severa)
Prima famiglia adottiva di Taliesin
Nella terra dei Sidhe
Altri personaggi
Antica pergamena
Altri personaggi citati: Re Tallwch, Drustan, Essylt, Myrddin, Lancillotto, Galvano, Ginevra, Kay, Bevidere, Mordred, Dama del lago
03/11/2015
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Mauro Laurenti
Copertina: Enea Riboldi
Continua da Dampyr 185.
Nel suo cottage di Llandegant, Amber riprende il racconto dove lo aveva lasciato, a proposito del dampyr Taliesin, il cui nome è inizialmente Gwion, dopo il suo "rapimento" da parte delle Guardiane della legge.
Dal racconto di Amber Tremayne
Irlanda V secolo. Dopo aver sottratto il piccolo dampyr Gwion alla malvagia Severa, le parche affidano il piccolo all'incantatrice Keridwen, una gwrach, che tuttavia non può opporsi al volere delle Guardiane e che quindi è costretta suo malgrado ad accettare il bambino. Keridwen era accompagnata a Tegid "il Calvo", dal quale aveva avuto la bella Creirwy. Ma Creirwy aveva anche un fratello maggiore, si trattava di Morfran, avuto da Keridwen ed un Tylwyth Teg di nome Afaggdu. In un contesto familiare piuttosto complesso e non proprio amorevole Gwion, ormai adolescente, diviene il guardiano dei porci della famiglia, mantenendo una certa simpatia nei confronti dei fratelli adottivi e rispetto e devozione nei confronti della matrigna, che invece aveva occhi solamente il deforme Morfran, avuto dal Tylwyth Teg Afaggdu che si era presentato a lei nascondendo il suo mostruoso aspetto con un glamour, un incantesimo di bellezza.
Talvolta Gwion riceveva la visita del padre Oenghus Mordha, il Maestro della Notte che aveva stabilito il suo regno nella vicina Irlanda e che amava circondarsi di un fedele esercito non morti, i mostruosi Dearg-Dul. Mordha si presentava a Gwion come un mendicante cieco, ma nessuno nella famiglia era in grado di vedere la sua reale natura. Nessuno tranne le Guardiane, che osservavano dall'alto della loro posizione senza intervenire, sicure che il Maestro della Notte non volesse interferire nel naturale percorso di indipendenza che doveva compiere un dampyr. Tuttavia grazie ai suoi poteri di ipnosi e persuasione Mordha aveva un preciso piano, e influenzò in alcune scelte l'incantatrice Keridwen.
Il destino che stava per compiersi per il giovane dampyr era nelle mani di Keridwen. Questa era entrata in possesso di un oggetto molto prezioso, uno dei pochi oggetti che i Maestri della notte erano riusciti a portare via dal loro Mondo perduto. Era appartenuto al più anziano dei Maestri, uno dei pochi sapienti sopravvissuti alla pericolosa fuga del Multiverso. Il suo nome era Dagda, venerato come un dio dal suo gregge umano, predicava la convivenza e la tolleranza, ma visse per poche centinaia di anni, e dopo di lui, tutto cambiò. La leggenda degli uomini parla del suo Calderone che guariva da ogni malanno e ferita, un grande bacile di metallo non terrestre dalle diverse proprietà. Al suo interno giacevano i ricordi e le conoscenza del dimenticato del Mondo dei Maestri, tuttavia Keridwen tentò di utilizzare il potente manufatto alieno in maniera del tutto impropria. Keridwen voleva utilizzare il Calderone per guarire i problemi ed i difetti fisici dell'amato figlio Morfran, al fine di trasformare il suo volto deforme in una creatura di straordinaria bellezza e intelligenza. Ma il Caldorone non aveva il potere della guarigione, e forse lei confusamente lo sapeva, ma decise lo stesso di seguire le indicazioni poste sull'Antica Pergamena per la preparazione del suo infuso.
Il Calderone andava scaldato e portato ad ebollizione, più precisamente scaldato e raffreddato, mescolando incessantemente dieci minuti nel senso del sole e altri dieci nel senso opposto, per tre giorni e tre notti, senza fermarsi e senza dormire, dalla stessa persona. Un lavoro durissimo che conoscendo le straordinarie doti di resistenza Keridwen decise di affidare al giovane Gwion, che nonostante non fosse ricambiato provava rispetto e devozione nei confronti della sua matrigna. Inoltre la duplice natura semimagica di Gwion lo avrebbe protetto dai nocivi fumi del Calderone, potenzialmente dannosi per un normale essere umano.
E fu così che Gwion si mise a mescolare l'infuso del calderone. Era un compito duro, ma Gwion era fiero della sua responsabilità, e sperava che la sua amata matrigna lo avrebbe da quel giorno iniziato a considerare. Gwion si impegnava duramente, a volte perdendo il respiro e con qualche vertigine ai causa delle potenti esalazioni, che gli mostravano con delle flebili visioni l'originario e tormentato Mondo dei Maestri e la nobile stirpe dei Maestri della Notte. Ma si trattava di brevi allucinazioni, dopodiché Gwion rientrava in se, e senza perdersi di forza continuava a mescolare. A intervalli regolari Keridwen scendeva a nutrire il giovane, meravigliandosi della forza e della straordinaria resistenza di Gwion fino a quando, una volta terminato il rituale, giunse nella stanza anche Morfran. Preoccupato per gli sforzi del fratello e per la paura che possa cadere all'interno del pericoloso Calderone, Morfran fece per toccare la spalla di Gwion, che di istinto si girò di scatto cadendo all'interno del Calderone. E' in quel frangente che alcuni schizzi del bollente liquido finirono sul volto di Morfran, ustionandolo notevolmente.
Gwion cadde nel calderone, ma anziché riportare danni fisici come il fratellastro Morfran visse una esperienza unica. Rivisse intensamente più di un milione di vite, conversò a tu per tu con Dagda e arrivò a conoscere tutti i membri della famiglia che erano fuggiti dalla distruzione del Mondo dei Maestri, arrivando a conoscere la loro storia e la loro origine. Nonostante sia il peggiore nemico per la loro speciale, Gwion comprese le ragioni dell'animo dei Maestri della Notte, evento che ebbe una grande influenza per il futuro del dampyr, forse il motivo per cui non iniziò una guerra spietata contro le creature delle tenebre allo stesso modo di come fece secoli dopo il dampyr Harlan.
Alcune ore dopo, o forse giorni, Gwion riemerse dal calderone e dovette affrontare l'ira di Keridwen, ma il dampyr che aveva assorbito il dono della conoscenza manifestò, in maniera del tutto analoga a come fanno gli Amesha, lo straordinario potere della luce. Forse si trattava di un effetto collaterale, una sorta di radioattività a seguito della caduta nel Calderone, ma Gwion manifestò questo potere in più di una occasione, il potere che lo portò a meritarsi l'appellativo di "fronte splendente". Keridwen diede la caccia a Gwion per tutta l'Irlanda, la leggenda narra che avessero il potere della metamorfosi dei grandi druidi o dei grandi sciamani, con Mordha che riuscì a proteggere la fuga del figlio influenzando la vista e i ricordi dell'incantatrice.
Gwion fuggì dalle coste dell'Irlanda a bordo di un curragh, una fragile imbarcazione di pelle procurata da Mordha, ed in balia delle onde del mare di Irlanda venne accompagnato dall'enorme drago nero (Mordha) nelle coste del Galles. Giunse così naufragando sulle coste del perduto regno di Cantrer Gwaelod, la "terra bassa". Il destino volle che a raccogliere il giovane fu proprio Elffin, il sovrano di Cantrer Gwaelod, che non avendo figli lo accolse e lo adottò nella sua famiglia proprio come un anziano indovino gli aveva predetto poco tempo prima. Gwion venne condotto alla fortezza di Caer Wyddno, curato e rivestito, e nonostante avesse perso il ricordo di chi fosse, grazie ai poteri del Calderone aveva il dono del canto e dell'eloquenza, tanto che se ne diffuse rapidamente la fama. Da tutte le isole britanniche, sapienti, saggi e curiosi giungevano nel castello di Caer Wyddno al solo scopo di fare la conoscenza del giovane principe, che aveva così assunto il nome di Taliesin, "fronte splendente".
Anche Amber, l'unica assieme a Mordha a sapere dell'esistenza del dampyr, giunse a Cantrer Gwaelod, regno che tra l'altro confina con il Gwynedd. Posto al capezzale di Taliesin, Ambra ebbe per la prima volta un incontro ravvicinato con un dampyr e per una frazione di secondo non potè fare a meno di nascondere il suo shock. Sentimento che venne condiviso dal giovane ragazzo che comprese la sua origine. Conversando con Taliesin, Ambra apprese tutta la sua storia, e viceversa il ragazzo ebbe nuovamente la sua memoria: Keridwen, Morfran, Creirwy.... e per proteggere il giovane dalla malvagia influenza della madre Severa, Ambra riuscì a convincere re Elffin e far terminare il flusso di curiosi che giungeva per osservare per Taliesin. Meno persone erano a conoscenza della sua esistenza, meno possibilità ci sarebbe stata che Severa fosse arrivata a sapere dove si trovava Taliesin.
L'attenzione di Ambra si sposta ora nel Regno dei Sidhe, ovvero la "Terra dietro la collina". Nel mondo sono passati diversi anni, ma in quel luogo in cui il tempo scorre diversamente di anni ne sono passati solo due o tre. Artos e Ambrosio sono ancora adolescenti, con quest'ultimo innamorato di Aidan, figlia di re Ayldon. Ma è tempo di lasciare il regno dei Sidhe. La Britannia è ancora nel caos, e re Vortigern che ha appena sposato Severa, è nel suo momento di maggior popolarità, ed è ora che i tre cavalieri si mettano nuovamente a disposizione della loro patria.
Ma nel frattempo anche Severa gioca le sue carte. Sulle tracce del dampyr rapito, Severa raggiunge Keridwen, e insieme decidono di stringere un patto coi Tylwyth Teg del regno di Annwn, o almeno con quelli malvagi della Corte Maledetta (Sluagh, Coblynau, Afanc..). Severa conservò ancora per poco la sua bellezza, iniziando a perdere il suo reale aspetto per trasformarsi nella mostruosa Black Annis, nota anche come Gwrah-y-Rhibyn. Non è chiaro cosa accadde a Keridwen, mentre Creirwy divenne una delle dame di corte della regina di Britannia, Severa Massima.
Tempo dopo anche Ambra decise di raggiungere la casa di Keridwen ma trovo l'abitazione in un completo stato di degrado e distruzione. Scese nei sotterranei, nei laboratori dove Keridwen era solita operare i suoi esperimenti, e vide che il Calderone era sparito. Dopo aver comunicato con Mordha, Ambra scopre che Keridwen riferì ad Afaddgu che suo figlio Morfran era stato ferito da Taliesin, e la prima reazione di quell'essere fu imprevedibile e crudele: rubare il Calderone di Dagda e vendicarsi sull'abitazione della sua amante umana devastando tutto, inviando contro di lei i ladri di anime della Corte Maledetta, gli Sluagh.
Preso atto della sparizione di Kerdiwen e Tegid, Ambra decide di contattare Taliesin, che ammette di avere il desiderio di conoscere la propria madre biologica che nel frattempo era tornata a Londinium dal suo sposo Vortigern assieme a Creirwy, divenuta una delle sue dame di corte. Ambra decide di assecondare Taliesin, e lo accompagna a Londinium. Qui ha il suo primo faccia a faccia con la sua madre biologia, che dimostra subito il tentativo di tirarsi fuori dalla brutta vicenda accaduta a Keridwen e Tegid, ma Taliesin dal canto suo possedendo la saggezza millenaria del Calderone di Dagda è ben attento dal prendere per vero le parole della madre.
Taliesin si accorge nel palazzo della presenza di Creirwy, e decidendo di portarla via con se si accorda col fratellastro Morfran, che girava mascherato nei pressi del palazzo, di organizzare un rapimento per riportare a casa la sorella. In realtà Taliesin non aveva legami di sangue con Creirwy, semplicemente ne era da sempre innamorato. E questo accadde: Morfran e Creirwy furono portati a Cantrer Gwaelod, mentre Taliesin "il bardo" rimase alla corte di Vortigern e Severa. Poi accadde quello che accadde, Vortigern si accordò coi Sassoni di Hengist, ripudiò Severa, sposò Rowena, il regno andò in subbuglio e Vortimer (figlio di Vortigern e Severa) venne avvelenato da Rowena con la capitale Londinium messa letteralmente data alla fiamme. Vortigern ed i suoi figli si rifugiarono nel Gwynedd continuando a regnare più o meno stabilmente fino all'arrivo di Artos, Aurelio e Ambrosio. Di tutto questo se ne era parlato anche in Dampyr 43 e 44.
Ma prima del loro arrivo nel Gwynedd i tre cavalieri tentarono (invano) di sventare il secondo attacco che Severa ha orchestrato ai danni del regno di Cantrer Gwaelod. Dopo essersi accanita contro la prima famiglia adottiva di Taliesin e aver messo fuorigioco Keridwen e Tegid, questa volta Severa scaglia la sua rabbia contro la seconda famiglia adottiva di suo figlio, vale a dire re Elffin ed il regno di Cantrer Gwaelod. Così, sempre in accordo con i mostruosi Sluagh della Corte maledetta di re Arawn, il mare sommerse la "Terra bassa", mentre i superstiti che si erano rifugiati sulle alture venivano attaccati dagli Sluagh. A nulla è valso l'intervento di Amber, Artos, Manlio Artorio e Aurelio Ambrosio, nonostante il loro eroico tentativo di affrontare l'orda distruttiva dei Tylwyth Teg. A seguito di questo attacco Caer Wyddno non esisteva più e la terra di Cantrer Gwaelod è ormai sommersa con pochissimi superstiti. Ambra allora spedì Artos, Manlio e Ambrosio in una spedizione a Nord, contro Pitti e Sassoni che premevano su quel fronte, mettendosi al servizio di re Tallwch, padre di Drustan.
Taliesin colmo di rabbia per la morte del suo padre adottivo Elffin e per la distruzione di Cantrer Gwaelod vorrebbe battersi contro le creature di Annwn, ma Ambra lo convince ad attendere il momento propizio, e Taliesin è costretto a rimanere in attesa alla corte di Vortigern. Taliesin si congeda da Morfran e da Creirwy, che nel frattempo era divenuta sua moglie, e che di lì a poco avrebbe messo al mondo Essylt, mentre Ambra tenta di instaurare una alleanza coi Sidhe di re Eylion per programmare un futuro scontro coi Tylwyth teg della Corte Maledetta. In poco tempo giungono nuovamente nel regno i tre cavalieri Manlio Artorio, Artos e Ambrosio giunsero alla corte di Vortigern e Paschent, nel Gwynedd. Quello che accadde è stato già raccontato, Manlio e Artos vennero arrestati e Aurelio Ambrosio scaraventato dentro Dinas Emrys per essere poi salvato dal drago rosso. A seguito di questo evento Aurelio Ambrosio venne incoronato re di Britannia col nome di Emrys Wledig, mentre Artos divenne il generale della sua armata, vittorioso in cento battaglie, prima sconfiggendo gli ultimi partigiani di Vortigern, poi annientando l'esercito sassone uccidendo re Hengist.
Artos divenne il mitico e leggendario Artù, che successe ad Emrys Wledig quando questo morì per mano di Severa. La leggenda e la gloria di Artos travalicava il tempo, e le sue gesta vennero in seguito raccontate da William di Malmesbury e Geoffrey di Monmouth, arrivando a confondere realtà, leggenda e gradi di parentela.
Prima di concludere il racconto Amber cita Drustan, Essylt, Myrddin, Lancillotto, Galvano, Ginevra, Kay, Bevidere, Mordred e la Dama del lago... il tutto mentre Severa, ormai completamente assimilata nella sua nuova esistenza come creatura nel regno di Annwn ed in possesso del Calderone di Dagda, in accordo con Afagddu si prepara a sferrare un attacco ad Aurelio Ambrosio...
Negli anni Taliesin assunse l'identità del bardo Aneirn, componendo il celebre poema militare ed elegiaco "Gododdn"