<<I frammenti del calderone hanno un grande potere, e forse se saranno ritrovati e impiegati nel giusto modo forse la stirpe dei maestri e quella degli umani troveranno la giusta pace>>
Gwion e il Calderone di Dagda (di Mauro Laurenti, Dampyr 186)
Il Calderone di Dagda è un grande bacile di un metallo sconosciuto, non terrestre, non ancora identificato nella tavola periodica degli elementi, originario del Mondo dei Maestri. E' uno dei pochissimi oggetti originari di quel mondo e giunti sulla terra. In origine era appartenuto al saggio Dagda, dopo di che passò nelle mani dell'incantatrice Keridwen.
E' un oggetto dagli straordinari poteri. La leggenda degli uomini dice possa essere in grado di guarire malanni e ferite, in realtà il suo vero potere è quello di conferire la sapienza e la somma conoscenza a chi trae beneficio dell'infuso preparato al suo interno.
Seguendo le indicazione fornite nell'antica pergamena, oggetto sulla cui origine non è ancora dato sapere, Il Calderone va scaldato e portato ad ebollizione, più precisamente scaldato e raffreddato, mescolando incessantemente dieci minuti nel senso del sole e altri dieci nel senso opposto, per tre giorni e tre notti, senza fermarsi e senza dormire, dalla stessa persona. Un lavoro durissimo che va svolto con attenzione evitando per quanto possibile di respirare le potenti esalazioni, potenzialmente dannose per un normale essere umano. Una volta eseguite questa indicazioni l'infuso può essere prelevato con un mestolo e bevuto lentamente, un sorso alla volta, per trarre beneficio e avvertire il cambiamento.
E' Amber Tremayne durante il suo lungo flashback a raccontare la storia e l'origine del calderone. Amber racconta di come l'incantatrice Keridwen, una volta venuta in possesso di questo oggetto magico, abbia costretto il giovane Gwion alla preparazione dell'infuso destinato a Morfran, e di come a seguito di un incidente Morfran ne sia rimasto ustionato in volto, mentre Gwion caduto interamente nel fluido bollente ne abbia tratto invece profondo giovamento divenendo il "fronte splendente" Taliesin. In seguito alla fuga di Gwion il prezioso oggetto viene rubato dalla casa di Keridwen dagli Sluagh per essere consegnato a Black Annis direttamente nel regno di Annwn. Col tentativo di recupero da parte di Ambra, Taliesin, Morfran e Llenleawg il Calderone già danneggiato dalla spada del cavaliere del lago viene rovesciato da Llenleawg finendo in frantumi. Ma molti dei suoi frammenti furono raccolti dagli eroi della nave "Britannia" e andarono dispersi per il mondo. Alcuni di loro furono lasciati ai loro discendenti (Dampyr 186).
Artos durante la sua eroica spedizione ad Annwn (Dampyr 196) riuscì a recuperare un frammento del calderone, ne fece una collana che donò a Morgawse, che dopo la sua morte passò a Medraut, e così per molte generazioni fino a giungere a John Ross, che divenne Sho Huan, che decise di mettersi al servizio di Black Annis. Anche Aurelio Ambrosio ebbe un frammento, che successivamente passò nelle mani di Myrddin, e di generazione in generazione rimase nella famiglia di Dolly MacLaine. Chi in una collana, chi in un anello, l'ultima discendente Dolly scelse di incastonarlo nella montatura dei suoi occhiali per non separarsene mai (Dampyr 284).
Un ulteriore frammento del Calderone venne recuperato da Myrddin ad Annwn. A partire da quello vennero forgiate le Tre Spade (Dampyr 296).
Viene portato a conoscenza un ulteriore frammento, una Vecchia croce appartenuta a Llenleawg e Gwenyfahr contenente un piccolo residuo del metallo del Calderone (Dampyr 297).
I frammenti del Calderone sono numerosi, alcuni più potenti degli altri poiché alcuni di essi sono rimasti impregnati delle sostanze in esso contenute.