Dagda e Gwion (di Mauro Laurenti, Dampyr 186)
Dagda era un Maestro della Notte, definito anche "il padre degli dei", il più nobile e saggio dei Tuatha de Danann, venerabile scienziato, unico sapiente riuscito a fuggire vivo dal Mondo dei Maestri.
E' conosciuto anche per essere il creatore del Calderone di Dagda.
Dagda era un docente e scienziato visionario del Mondo dei Maestri, considerato da molti un genio da altri uno scienziato pazzo. Quando il loro mondo iniziò a morire, con il sole in agonia e la vita ormai al collasso, fu lui a offrire alla propria razza una possibilità di salvezza diversa dal classico viaggio interstellare considerato troppo lungo e poco praticabile. Dagda introdusse il concetto fino a quel momento sconosciuto di attraversare le membrane del Multiverso e aprire uno squarcio nello spazio-tempo verso un nuovo mondo abitabile. Fu lui a guidare l’esodo, scegliendo il punto di apertura del varco, stabilendo tempi e modalità del passaggio e inoculando ai viaggiatori un siero destinato a renderli più resistenti alle condizioni del nuovo pianeta. Durante il viaggio accadde una tragedia. Un vortice spazio-temporale trascinò via molti viaggiatori e, anche dopo l’arrivo sulla Terra, il disastro continuò (Dampyr 300).
Raggiunta la terra gli schiavi e il bestiame morirono carbonizzati dal sole, mentre alla razza alata si bruciarono le ali, lasciandoli mutilati e allo stremo. Nonostante tutto, Dagda sopravvisse e divenne la guida spirituale dei giovani superstiti.
Fu lui a comprendere per primo le conseguenze della mutazione genetica causata dal siero che lui stesso aveva inoculati ai ragazzi. I membri della sua razza svilupparono ferocia, istinti predatori estremi e una superiorità assoluta sugli esseri umani, che presto divennero il loro nutrimento. Mentre i suoi simili conquistavano territori e venivano venerati come divinità, Dagda intuì il pericolo morale e biologico che stavano correndo. Per questo impose delle leggi, destinate a contenere la loro natura ormai alterata.
La più importante fu il tabù dell’uccisione, che rese parte integrante della loro stessa biologia, impedendo loro di togliere la vita direttamente. Il divieto, tuttavia, non riguardava punizioni corporali e torture, e la prima applicazione di esse ricadde su Mhorag, uno dei primi esploratori, che aveva deciso di disobbedire alle Leggi (Dampyr 300).
Non avere figli.
Tabù della non uccisione tra Maestri. E' un tabù imposto geneticamente, tuttavia è possibile aggirare questa regola per interposta persona o mutilare un proprio simile.
In fuga dal suo Mondo e raggiunto questo piano di esistenza Dagda guidò i superstiti della sua famiglia professando pace e tolleranza, tuttavia si dice che la sua esistenza dal suo arrivo durò solo poche centinaia di anni (Dampyr 186).
Nei tempi immediatamente successivi al suo arrivo prese con se, adottandola come propria figlia, la Maestra della Notte Azara, la più giovane della loro stirpe giunta in vita, sola e senza famiglia. Dagda si prese cura di lei facendola divenire la sua assistente e rivelandole molti dei suoi segreti (Dampyr 259).
Giunto molto debole giovane sulla terra, il giovane e debole Maestro della Notte Ryon finì in uno stato di catalessi del quale nemmeno la scienza del venerabile Dagda potè fare nulla. Dagda forgiò uno speciale sepolcro avvolgendo il giovane Maestro della Notte in una speciale membrana protettiva per poi nasconderlo nelle viscere dei colli pisani. Dagda continuo le cure del giovane innestando nel suo corpicino parti vive di suo fratello Krigar, con l'unico risultato di conservarlo in una sorta di catalessi, una sospensione tra la vita e la morte (Dampyr 277).