Luoghi
Cottage di Amber
Gwen (barista del pub di Llandegant)
Dal racconto di Amber (V secolo)
Gwynedd (Regione del Galles)
Isola di Môn (Isola dei druidi)
Monastero di Aquileia
Isca Silorum (Castrum legionum)
Irlanda (Regno di Mordha)
Caio Flavio
Magno Flavio Massimo (Macsen Wledig)
Madre Superiora, Suor Eufemia, Suor Margarita (suore del convento di Aquileia)
Venerabile druido dell'isola di Mon
04/08/2015
Llandegant, oggi. Harlan e Amber Tremayne si ritrovano a nel cottage dove risiede stabilmente Amber. Dopo aver brevemente illustrato ad Harlan la preziosa e fornitissima biblioteca della sua abitazione questa, riparte con un lungo racconto allo scopo di informare Harlan su cosa accadde al regno di Britannia dopo la morte di Massimo e chi fosse realmente Aurelio Ambrosio.
Dal racconto di Amber Tremayne
Britannia, IV secolo. In amichevole tregua col popolo dei Tylwith Teg che avevano ingressi privilegiati tra le montagne di Snowdonia, Ambra (l'antico nome di Amber Tremayne) regnava nel Gwynedd, nel galles settentrionale. La confraternita druidica della Sacra isola di Môn la accettava come loro sacerdotessa data la sua conoscenza nelle discipline più antiche, mentre il popolo del Gwynedd la amava e rispettava poiché aveva influenze sul drago rosso, loro potente protettore che li difendeva dalle scorrerie nemiche dalla selvaggia isola di Irlanda. Quando i romani conquistarono la Britannia la loro influenza sul Galles fu tutto sommato limitata, Ambra continua a mantenere il controllo sul proprio popolo intrattenendo cordiali rapporti coi nuovi padroni dell'isola. Uno di essi fu il litoris di Segontium, un certo Caio Flavio, ma l'unico che ha veramente amato fu il generale Magno Massimo, inizialmente inviato dall'imperatore Teodosio allo scopo di limitare le scorrerie di Pitti e Scoti. Dopo aver avviato un relazione duratura con lui, Massimo decide di coprirsi di gloria scegliendo di marciare su Roma alla conquista dell'impero, ma i suoi sogni di conquista si infransero nella battaglia di Aquileia. Massimo morì tra le braccia di Ambra, rifiutando di essere trasformato in una creature delle tenebre, ma non prima di essere stato in grado di concepire un figlio che la stessa Ambra portava in grembo.
Ambra decise di proteggere il figlio di Massimo e portò avanti la gravidanza. Il bambino nacque, e assunta l'identità di un innocua bambina Ambra chiese aiuto al vicino monastero di Aquileia, che accolse senza indugi sia Ambra che il piccolo Aurelio Ambrosio. I mesi passano, Aurelio cresce ben nutrito, ma i sospetti di suor Eufemia sulla reale matura Ambra costringe i due a lasciare il monastero, che decisero di proseguire in direzione Britannia.
Il viaggio di ritorno verso la Britannia fu lungo e pieno di imprevisti. L'Europa era nel caos e le legioni formate da franchi e visigoti non facevano che ribellarsi e scannarsi tra loro, e nel loro percorso verso Nord, per le campagne della Gallia, era normale incontrare qualche barbaro disertore prepotente. Ma per un Maestro della Notte non erano questi reali problemi, come del resto non fu un problema l'attraversamento della Manica dopo aver trasformato in schiavi alcuni marinai inizialmente non accondiscendenti.
Ambra e Aurelio Ambrosio giunsero così a Isca Silorum, più tardi nota come Castrum Legionum, l'odierna Caerleon, e fu nei pressi di questa città che si riunirono nuovamente a Manlio Artorio, comandante della Legione Augusta, ora sposato con Rhianydd, dalla quale ebbe figlio che decisero di chiamare Artos. Manlio Artorio illustra ad Ambra l'attuale situazione politica: Roma ha definitivamente abbandonato la Britannia al suo destino, e Manlio Artorio non ha intenzione di servire ne gli imperiali romani ne i barbari tiranni.
Ora che Ambra ha portato al sicuro suo figlio decide di dedicarsi alla sua unica e reale preoccupazione: Severa Massima. Dopo aver delegato la sua educazione ai saggi druidi dell'isola di Môn ed averla lasciata nelle mani di Manlio Artorio prima della sua partenza, è lo stesso Artorio ad informare Ambra che Severa già da qualche anno ha scelto di abbandonare la Britannia per ricongiungersi ai druidi della sacra isola. Raggiunta Môn, dopo un breve dialogo col Venerabile Druido, Ambra riesce ad ottenere un primo faccia a faccia con Severa, che si dimostra estremamente ostile nei confronti della matrigna, minacciando di aver scoperto il segreto dell'immortalità e di voler generare un dampyr al solo scopo di voler uccidere Ambra. Ma Ambra commise un grave errore, non prese troppo sul serio le minacce della figliastra e abbandonò l'isola.
La Britannia, abbandonata da Roma e minacciata nei propri confini da Pitti, Scoti e Sassoni attraversò una grave crisi politica che gli storici in seguito definiranno "L'età oscura dei malvagi tiranni", ma almeno inizialmente fu un ex governatore romano, Vitalis a riunificare la Britannia meridionale. Come già raccontato, Vitalis cambiò il suo nome in Vortigern e sposò Severa Massima.
Ambra nel frattempo riprese possesso del Gwynedd scacciando gli invasori, invitò nel suo regno Manlio Artorio, ma non prima di aver portato al sicuro i giovani Aurelio Ambrosio e Artos nel Regno dei Sidhe, un luogo inaccessibile nel quale crescere al sicuro acquisendo l'esperienza nell'arte delle armi, del combattimento, nella magia, musica ed eloquenza, ma nel quale il tempo scorre molto più lentamente che sulla terra.
Messi al sicuro i futuri leader della Britannia, Ambra torna a concentrarsi su Severa Massima. Quella di voler generare un dampyr pareva essere una folle minaccia, tuttavia Ambra decise di richiamare in udienza i più vicini membri della famiglia dei Maestri della Notte, vale a dire Angus Og il lord delle isole, Kostantin e Oenghus Mordha. Il primo a rispondere alla chiamata fu Angus Og, che nonostante la rivalità con Ambra afferma di repellere anche solo l'idea di voler generare un pericolo per la loro stirpe. Dopo il suo congedo appare Mordha in un tono invece differente, interlocutorio, difficilmente decifrabile. Era insolito per un Maestro della Notte partecipare alla convocazione psichica e poi non dare mostra di udire né di essere realmente presente. E' chiaro che qualcosa era successo. Ambra decise di allora di volare verso la sua terra, la selvaggia Irlanda.
Raggiunta la verde Irlanda, e portato al suo cospetto dal non morto Branduff, Ambra scopre con sorpresa che Severa ha di fatto prima generato un figlio con Mordha, e poi raggirato il Maestro della Notte facendogli credere della sua morte. Severa è dunque riuscita nel suo intento, generare un dampyr e fuggire allo scopo di crescerlo e vendicarsi di Amber. Il piccolo dampyr, che di nome faceva Gwion, venne affidato da Severa ad una prima nutrice, ma a seguito della sua morte venne avvicinato da una delle Morrigan, che presero in consegna il bambino strappandolo dalle mani di Severa.
Continua su Dampyr 186
NOTE
La storia prosegue su Dampyr 186.
Durante il racconto di Amber fa una breve comparsa Gwen, la barista del pub di Llandegant già incontrata in Dampyr 43 e 44
Amber Tremayne riprende il racconto sul suo passato e sulle leggende di Britannia, riepilogando brevemente quanto già raccontato in Dampyr 43 e 44, aggiungendo ulteriori dettagli sulla nascita Aurelio Ambrosio e di Taliesin.
Il non morto Branduff è lo stesso già incontrato in Dampyr 119.