Mogli: Severa Massima, Joan Dunne
Figli: Taliesin, Charles Moore
Oenghus Mordha (di Mauro Laurenti, Dampyr 185)
Oenghus Mordha, il signore di Erin, era un Maestro della Notte, padre dei Dampyr Taliesin e Charles Moore.
Attivo da oltre duemila anni, il suo territorio di caccia era situato nelle isole britanniche, dove riuscì a costituire un personale regno nella selvaggia Irlanda. Circondato e protetto dal suo fidato branco di non morti, Mordha mostrava un carattere ambiguo: da un lato era un ambizioso guerriero e leader dei mostruosi Dearg-Dul, dall'altro un ingenuo Maestro della Notte, troppo facilmente raggirato dall'umana Severa Massima. Quest'ultima, nel tentativo di colpire l'odiata matrigna Ambra di Gwynedd, riuscì infatti a generare insieme a lui il Dampyr Gwion, destinato a diventare Taliesin. Ingannato nuovamente da Severa, che gli fece credere della morte del figlio, Mordha, assumendo le sembianze di un vecchio cieco, riuscì invece a entrare in contatto con il giovane dampyr e a influenzarne il destino (Dampyr 185).
Riuscendo a manipolare le azioni dell'incantatrice Keridwen, fu forse proprio Mordha a provocare l'incidente che trasformò il piccolo Gwion nello "Splendente" Taliesin. Successivamente favorì la fuga del giovane dampyr, proteggendone il viaggio fino al regno di Cantrer Gwaelod (Dampyr 186).
Quando Taliesin raggiunse l'età adulta, tentò più volte di entrare in contatto con il padre. Temendo tuttavia che il figlio potesse cercare vendetta, Mordha fece rapire Creirwy ed Essylt, rispettivamente moglie e figlia di Taliesin. Pur promettendo di non arrecare loro alcun danno, impose una condizione: Taliesin non avrebbe mai dovuto mettere piede nel suo regno. Non pago di ciò, mise inoltre i propri Dearg-Dul al servizio dei Pitti e uccise Morfran, l'amato fratello di Taliesin, trasformandolo in un non morto (Dampyr 197).
In seguito al rapimento di Essylt da parte dei pirati irlandesi e agli eventi che ne derivarono — l'incontro con Drustan, i negoziati con re Marcus, il duello di Morholt e il ritorno di Drustan nel proprio regno — Mordha non intervenne mai personalmente, preferendo delegare ogni incarico ai Dearg-Dul e al fidato Branduff. Amorale, cinico e indifferente, assistette senza intervenire alla distruzione del regno rivale di Lyonesse (Dampyr 198 e 199).
Tempo dopo, Taliesin raggiunse il padre in Irlanda deciso ad affrontarlo e a riportare con sé Creirwy. Mordha acconsentì ai desideri del figlio, ma comunicò con lui soltanto attraverso Branduff e manifestandosi in forma onirica (Dampyr 296).
Negli anni successivi Mordha si trovò più volte a confrontarsi con Taliesin. Giunto però allo scontro decisivo, preferì tirarsi indietro, scegliendo di sacrificare il proprio branco di non morti anziché affrontare personalmente il figlio. In seguito a questa scelta arrivò a definirsi un "cavaliere con macchia e con paura" e decise di autoesiliarsi, anche in seguito alla fine della relazione con Sjobhàn. La sua decisione gli fece perdere definitivamente la credibilità agli occhi del suo stesso branco. Dopo un lungo periodo di isolamento in un maniero normanno, trascorse gli ultimi anni della sua esistenza sotto l'identità di Charles Moore, vivendo in un appartamento di Dublino e affidando parte dei propri affari al non morto Giles, presentato ufficialmente come suo nipote. Assunta come domestica Joan Dunne, finì per innamorarsi di lei a causa della forte somiglianza con la sua antica amante Sjobhàn. Questo sentimento lo spinse, almeno in parte, a riprendere la propria attività di Maestro della Notte, ma il suo ritorno fu di breve durata: ormai rassegnato al proprio destino, trovò la morte poco tempo dopo nello scontro con Harlan (Dampyr 119).