Caerleon (Galles)
Anfiteatro romano di Isca Silorum
National Roman Legion Museum
Cottage di Amber Tremayne
Dal racconto di Harlan
Castello sotto il lago (Armorica, Francia)
Cavalieri della tavola rotonda (Bedwyr, Kei, Gwalchmei, Geraint, Llenleawg, Drustan)
Dearg-Dul (Non morti di Mordha)
Eiddilig il nano
Amuleto di Menw l'elegante
03/08/2016
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Marcello Mangiantini
Copertina: Enea Riboldi
Harlan e Matthew Shady raggiungono Caerleon, in Galles, quella che un tempo era Isca Silorum, "La città delle legioni", ed è in questo luogo che Harlan racconta cosa accadde ai valorosi guerrieri giunti nel regno di Annwn narrato in Dampyr 196. Harlan dichiara che fu Amber Tremayne a raccontargli i dettagli.
Dal racconto di Harlan
V secolo. Dopo aver attraversato le sette fortezze, Aurelio Ambrosio giunge al cospetto della legione di Black Annis per reclamare la liberazione della sua amata Aidan. La sovrana oscura di Annwn sembra disposta ad accettare, ma a una condizione: Taliesin e Aurelio Ambrosio devono consegnarsi a lei. Con grande stupore, i due accettano e si avvicinano...
Ma si tratta di un inganno. Dietro le sembianze dei due eroi si celano in realtà Eiddilig il nano e Menw l'Elegante, grazie ai poteri di illusione donati loro dall'amuleto della Dama del Lago. Colta di sorpresa, Black Annis non fa in tempo a reagire prima che Ambra scenda in campo. La Maestra della Notte scatena la sua potenza devastante e annienta quasi completamente la legione di Annwn, riuscendo a liberare i prigionieri. Poi, assumendo la forma di un drago rosso, Ambra si unisce a Taliesin, Artos, Morfran e Llenleawg per un'ultima missione: raggiungere la capitale del regno di Annwn e recuperare il Calderone di Dagda.
Contro ogni regola di buon senso i quattro scelsero di dividersi per cercare più in fretta il nascondiglio del magico manufatto, e notando una grande presenza di nemici a difesa di un sotterraneo Llenleawg intuisce che forse era sulla strada giusta. Ma avvicinandosi troppo al cospetto del calderone fumante il valoroso cavaliere venne invaso dalle potente esalazioni che lo indussero a terribili allucinazioni. Anche la sua spada, finita per puro caso a contatto col fluido bollente, finì per essere quasi completamente dissolta, e se non fosse intervenuto il valoroso Morfran in sua difesa per Llenlawg non ci sarebbe stato scampo. Morfran ottenne la sua vendetta uccidendo suo padre Afagddu, mentre Llenleawg del lago, dopo aver già danneggiato il magico calderone con la sua spada non trovò altro modo per tenere a bada l'orda dei Tylwyth teg che rovesciare su di loro il già danneggiato Calderone di Dagda, che finì per frantumarsi. Morfran riuscì a portare in salvo il cavaliere del lago, e anche se la ritirata verso l'oceano fu dura e non priva di ostacoli la Prydain riuscì a salpare e guadagnare il passaggio verso il mondo terreno. Gli eroi erano tutti in vita e molti prigionieri erano stati salvati, in particolare due di loro avrebbero avuto notevole importanza nel corso della storia: Aidan e Morgawse.
Giunti nuovamente nel loro regno i vari personaggi devono affrontare ciascuno questioni piuttosto delicate. Taliesin scopre che suo padre Mordha ha rapito Creirwy e Essylt (moglie e figlia di Taliesin). Il rapimento è una minaccia velata: Mordha non farà loro del male, ma in cambio Taliesin non dovrà mai mettere piede nelle sue terre irlandesi.
Aurelio Ambrosio si sposa con Aidan, la prigioniera Sidhe appena salvata. Dalla loro unione nascerà Myrddin.
Artos si trova invischiato in un complicato triangolo amoroso: Gwenyfahr, promessa sposa di Llenleawg, si è sposata con Artos mentre il cavaliere del lago era prigioniero della Dama del Lago. Dal loro matrimonio nasceranno Ahmar, Llacheu e Gwyneth.
Con Ambrosio come re, Artos diventa il suo grande generale. La tradizione ricorda dodici famose battaglie, ma furono molte di più, combattete contro Pitti, Scoti, Angli e Sassoni, sia in Britannia che nelle Gallie. Fu in una di queste battaglie che suo padre, Manlio Artorio, cadde gravemente ferito. Poco prima di morire, ricevette la visita di Ambra, che gli offre l'immortalità nelle tenebre. Manlio rifiutò e, in punto di morte, rivelò un segreto: Artos aveva un'amante, Morgawse, e da lei un figlio illegittimo, Medraut. Ambra, incredula, si reca alla villa fortificata dove Artos aveva nascosto Morgawse e scopre il bambino. Nel frattempo, Gwenyfahr, furiosa per il tradimento del marito, cerca di convincere Llenleawg a vendicarla, ma il cavaliere del lago rimane fedele ad Artos.
Gwenyfahr, la moglie di Artos, non prese bene la notizia della relazione clandestina, e sfruttando il suo ascendente verso Llenleawg, ancora innamorato di lei, tentò di coinvolgerlo nella questione. Tuttavia il cavaliere del lago era assolutamente fedele nei confronti del suo generale. Ma la questione era destinata a ripresentarsi...
Nel frattempo continuavano le lunghe campagne di Artos, nelle marche orientali per arrestare le incursioni sassoni o riconquistare i territori perduti, accettando talvolta di affrontare i guerrieri germanici sul loro stesso territorio. L'armata di Artos non perse mai nemmeno una battaglia e si spostava rapidamente. Nel Nord riconquistò Lindum ed Eburacum, le ordierne Lincoln e York, sino a portare l'offensiva oltre il Vallo di Adriano per scoraggiare le incursioni dei Pitti, e fu proprio durante questa campagna che anche Morfran, Taliesin e Drustan decisero di raggiungere a Nord l'invincibile armata di Artos.
Mentre l'armata britanna era occupata nel nord, a Isca Silorum Morgawse ha segretamente stretto un patto con Black Annis. Con la promessa di rovesciare il regno a favore di Artos e Medraut, Morgawse "consegna" Aurelio Ambrosio nelle mani di Gwrach-y-Rhybin che lo sgozza senza pietà. Ma il piano di Black Annis è ancora più subdolo perchè convince Medraut a "ripulirsi" la visibilità uccidendo sua madre Morgawse e combattere eroicamente l'offensiva dei Tylwyth Teg che la stessa Black Annis gli aveva scagliato contro.
Aurelio Ambrosio venne sepolto, e per acclamazione collettiva il generale Artos, suo fratello d'adozione, venne incoronato re di Britannia con Gwenyfahr sua regina. Medraut che aveva "eroicamente" difeso Llenleawg fu accolto a corte pur senza mai essere accettato sino in fondo, il tutto mentre una seconda spedizione ad Annwn stava per essere organizzata. Il vile attacco che ha causato la morte di Aurelio Ambrosio andava vendicato, ma la Britannia era sempre assediata su più fronti con Artos costretto ad affrontare una nuova campagna contro i predoni del nord. Non era ancora giunto il momento di partire per Annwn, mentre una nuova spedizione contro i popoli del nord andava organizzata.
Quella che nella leggenda divenne nota come la grande decima battaglia di Artù si svolse oltre il Vallo, nella piana dell'odierna Edimburgo, sotto la fortezza di Din Eydin, da lui strappata ai Pitti anni prima. Angli, Juti, Normanni e Pitti avevano formato una pericolosa coalizione, ed il novello re Artos non attese l'invasione, e dopo una compagna vittoriosa a Bassus (l'odierna Glasgow) e nella foresta di Celyddon la battaglia decisiva si svolse nella piana dell'odierna Edimburgo alla base del vulcano ancora oggi noto come "Arthur's seat", il trono di Artù. Taliesin sapeva con chi aveva a che fare, e non ci pensò due volte a "trattare" tutte le spade dell'invincibile armata di Artos col suo sangue. Alla coalizione dei popoli nordici partecipavano anche i mostruosi Dearg-Dul, il branco di guerrieri lupo non morti di Mordha Oenghus, che credendosi invincibili affrontarono l'armata di Artos in maniera spregiudicata, finendo per essere pesantemente sconfitta. Ma Mordha ebbe ugualmente una sua vittoria. Un dearg-dul riuscì ad uccidere Morfran che venne trasformato in non morto da Mordha, e proprio sotto gli occhi di Taliesin venne rapito dal Maestro della Notte che lo avvertì dicendo che se avesse deciso di partire per l'Irlanda per recuperare Creirwy e Essylt avrebbe trovato l'amato fratello Morfran come nemico a difesa del regno.
Nel frattempo in Britannia, Ambra ritrova suo fratello Draco (Draka) e desiderosa di vendetta per la morte del figlio decide di partire assieme ad Ayldon dei Sidhe, fratello di Aidan e figlio dell'ex sovrano sidhe Eylion, per Annwn. La strada scelta questa volta è attraverso il pozzo senza fondo di Dinas Emrys. I tre si lanciarono in quell'abisso oscuro, il buio era assoluto a parte la fioca luminosità che emanava Ayldon, e mentre l'elfo procedeva davanti indicando la direzione, Draco difendeva l'avanzata dalle creature poste a guardia del passaggio. I tre giunsero ad Annwn, ma ad attenderli c'erano Black Annis e la sua legione di Tylwyth Teg, che avviarono immediatamete un feroce combattimento, e mentre Draco e Ayldon si battevano valorosamente Ambra studiava l'antica formula per avviare l'incantesimo studiato sui libri dell'antica scienza per chiudere i varchi di Annwn, il cosiddetto Sigillo Nero. Mentre recitava le antiche formule Ambra comprese di essere riuscita nel suo intento quando avvertì un primo alito di vento agitare i suoi capelli. Subito dopo un forte vento spazzò via nemici con Ambra, Draco e Ayldon che vennero rispedito nel mondo terreno. Gwrach-y-Rhybin vive ancora, la vendetta è incompleta, ma il regno di Annwn è ora isolato ed il regno di Britannia non deve più temere le incursioni dei Tylwyth Teg e di Black Annis.
Ma nella corte di Artos il veleno lasciato da Black Annis è ancora presente. Si tratta di Medraut, il figlio illegittimo di re Artos, che prima spinge la regina Gwenyfahr tra le braccia dell'ex amato Llenleawg (il famoso tradimento di Ginevra e Lancillotto), per poi organizzare a loro insaputa il ritorno inaspettato di Artos che coglie i due a letto insieme. Tra Artos e Llenleawg nasce un feroce combattimento e ad avere la meglio è il cavaliere del lago, che tuttavia decide di non uccidere Artos, e anzi stringe un patto con lui. Llen e Gwenyfahr sarebbero fuggiti insieme in Armorica, dalla Dama del Lago, e Artos avrebbe dovuto dimenticare l'accaduto. E questo accadde.
Nei tempi che seguirono Ambra avviò una relazione con Drustan, ed insieme riuscirono a provare il tradimento di Medraut, che passò al nemico. Llenleawg e Gwenyfahr furono perdonati ed i britanni iniziarono la riscossa, ma in una grande battaglia nelle gallie Artos morì alcuni dopo. I guerrieri superstiti, tra cui Llenleawg e Taliesin portarono il corpo di Artos nel palazzo di Araxe, in bretagna, nel Castello sotto il lago.
La vicenda prosegue in Dampyr 198.
NOTE
Cosa accadde dopo la morte di Artos viene narrato in Dampyr 198.
Del Sigillo Nero si era parlato per la prima volta in Dampyr 44.
La rottura del Calderone di Dagda apre numerosi scenari che vengono sviluppati fino a Dampyr 300.