Dampyr 267 - Ritorno a Yorvolak
Le origini - 2 di 4
Le origini - 2 di 4
04/06/2022
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Luca Rossi (Pag 5-14, 30, ), Majo (Pag 15-29) e Maurizio Dotti
Copertina: Enea Riboldi
Praga, Birreria all’Aquila Verde. Dopo il lungo racconto di Draka, alla birreria fa il suo ingresso Harlan.
Davanti ai presenti, il giovane Dampyr rievoca l’episodio in cui riuscì a sconfiggere il rivale Rade, trasformato in non morto da Nergal, senza tuttavia ucciderlo come invece avrebbe voluto il granduca infernale (gli eventi sono narrati in Dampyr 51). Grazie all’intervento della “zia” Aysha, Stana, Mihailo e Ivo persero la memoria di quanto accaduto, mentre Harlan tornò alla sua vita di sempre.
Siamo negli anni Sessanta. Harlan, ormai ventenne, decide di lasciare il villaggio per inseguire i propri sogni. Confuso e ignaro della sua vera natura, prende un treno e si dirige in Inghilterra. A Londra si guadagna da vivere con mille lavoretti, iniziando a frequentare i leggendari pub di Notting Hill. È lì che conosce Isobel, una giovane e affascinante ragazza con la quale vive una breve e intensa relazione. Ma i segnali che suo padre gli invia sono sempre più frequenti, e Harlan, incapace di comprenderli, li interpreta come incubi spaventosi.
Nel frattempo Draka, sapendo che suo figlio si muove proprio nella zona di influenza del suo acerrimo nemico, Lord Marsden, decide di bluffare. Marsden aveva in effetti percepito la presenza di un Dampyr a Londra, ma privo di informazioni precise mise in scena la farsa del “vampiro di Highgate”. L’inganno non attirò l’attenzione di Harlan, ma solo quella di Dean Barrymore e di pochi ammazzavampiri dilettanti. All’insaputa del figlio, Draka continuò a depistare Marsden inscenando la morte di un suo non morto e facendogli credere che fosse opera del Dampyr, proprio ad Highgate.
La parentesi inglese, come la storia con Isobel, ebbe vita breve. Harlan fece ritorno al suo villaggio (come narrato nello Speciale 5). Non avendo più nessuno al mondo, decise di andare a trovare Mihailo Andric, un tempo alleato di Rade e ora marito di Stana. L’accoglienza di Mihailo fu cordiale, molto meno quella di Stana, che col passare del tempo aveva iniziato a ricordare la terribile avventura vissuta anni prima, fino a rammentare in dettaglio lo scontro tra Harlan e Rade. Convinta che Harlan fosse un pericolo per sé e per la sua famiglia, lo accompagnò bruscamente alla porta.
Così, più solo che mai, Harlan tornò nella sua vecchia casa, ormai in rovina e abbandonata, portando con sé soltanto una bottiglia. Ed è lì che incontrò Yuri, un ragazzino di tredici anni che si manteneva imbrogliando i contadini con storie di vampiri inventati. Senza nessun altro a cui rivolgersi, Harlan decise di unirsi a lui, iniziando la discutibile carriera di “uccisore di vampiri” nei villaggi jugoslavi.
Come raccontato nello Speciale 5, durante una visita a Mostar, Nergal liberò il non morto Gjorje, che attaccò Harlan. Riconosciutolo come Dampyr, il non morto preferì morderlo per poi gettarsi dal ponte suicidandosi. Nonostante questo, Harlan e Yuri continuarono la loro singolare attività, guadagnando una certa fama nei villaggi della Jugoslavia.
Fu proprio questa fama a portarli all’attenzione di un battaglione dell’esercito serbo, guidato da Kurjak, che li prese con sé contro la loro volontà e li condusse a Yorvolak (come narrato in Dampyr 1).
La città era ormai un cumulo di macerie, disseminata di cadaveri massacrati dai non morti di Gorka. Kurjak chiese a Harlan di occuparsi della minaccia. Il Dampyr riuscì a uccidere Kaesar e a intrappolare Tesla. Ma quando la verità venne a galla, i soldati di Kurjak si ribellarono e decisero di disertare allontandosi dalla cittadina. Lungo la fuga, però, furono raggiunti da Gorka, che trasformò tutti loro in non morti. Tra le vittime c’era anche Yuri.
NOTE
La storia prosegue su Dampyr 268.
Il racconto di Harlan è basato su quanto già narrato in Dampyr 1, 45, 51 e Speciale 5.