Dampyr 266 - Nel nome del figlio
Le origini - 1 di 4
Le origini - 1 di 4
Praga (Repubblica Ceca)
Ponte Carlo
Spok di Nikolaus: Josef Sudek, Jaroslav Seifert, Franz Kafka, Gustav Meyrink, Bozena, Giacomo Casanova, Shegl, Rysanek, Barista
Dal racconto di Draka
Villaggio di Velma Malovic
Personaggi
04/05/2022
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Luca Rossi (Pag 5-17, 72-73), Stefano Andreucci (Pag 18-71, 74)
Copertina: Enea Riboldi
PROLOGO: Uno strano incontro alla Birreria all'Aquila Verde. Ospiti del locale di Nikolaus e di tutti i suoi spok riuniti ci sono Caleb Lost e Draka. Ed è proprio il Maestro della Notte che si lascia andare ad un lungo racconto che riepiloga le fasi salienti della sua vita a partire dalla guerra dei trent'anni, quando si faceva chiamare il Cavaliere di Roccabruna, alla nascita di Harlan.
Dal racconto di Draka:
(Si tratta di un riepilogo di eventi già narrati in Dampyr 20, 27, 93, 241)
Durante la guerra dei Trent’anni, sotto l’identità del generale Drago, Cavaliere di Roccabruna, Draka guidò la sua armata di mercenari prima al servizio dei ribelli, poi sotto la bandiera dell’Impero, combattendo in realtà solo per i propri interessi. In quel periodo incontrò Fortunata Guizzardi, che salvò dalle mani di un crudele spagnolo. Lei e suo fratello Orlando cavalcarono al suo fianco finché la giovane non cadde mortalmente ferita (Dampyr 27, 241).
Draka confidò poi a Caleb Lost di essere stato vicino alla decisione di generare un Dampyr. Ma, per concepire un essere così unico, potente e pericoloso, era necessario trovare una donna straordinaria, degna di quel destino. Dopo aver conosciuto e perso Fortunata, la ricerca divenne per lui ancora più difficile. Negli anni successivi Orlando Guizzardi continuò a difendere il Castello di Roccabruna insieme ai mercenari non morti di Draka. Mutilato ma ancora valido condottiero, rifiutò l’offerta dell’immortalità e preferì fondare una famiglia. Dopo quell’incontro, Draka non lo rivide più, probabilmente Orlando morì di vecchiaia nella roccaforte.
Con il passare del tempo, Draka assunse l’identità del bucaniere cavaliere di Rochebrune, tornando a combattere e frequentando molte donne. Una di esse fu Sandy O’Sullivan, che considerò seriamente per il suo ambizioso progetto. Era bella, intelligente e audace, ma il suo cuore apparteneva al maggiore Edward Foster, che come narrato nel romanzo di Dolly MacLaine "Transylvanian Express", Draka la incontrò, lo salvò e lo prese con sé.
Durante la Seconda guerra mondiale preferì non intervenire, pur soffrendo nel vedere città e popoli a lui cari distrutti dal conflitto.
"Erano almeno due secoli che la dinastia di generali Draco e Drago (tutti con il medesimo volto, il mio) si era estinta. Il mondo moderno con le fotografie e i film presentava ormai troppe insidie per un essere millenario bisognoso di privacy... così decisi di tornare al Castello di Roccabruna"
Qui Draka risvegliò i suoi non morti dopo oltre trecento anni, spingendoli a nutrirsi di sangue nella Jugoslavia degli anni ’40, smembrata dalle potenze dell’Asse e sconvolta dalla guerra. In Serbia, una notte, si imbatté in due giovani soldati – probabilmente croati ustascia – nell’atto di massacrare contadini serbi. Li uccise, liberando i prigionieri. In quell’occasione conobbe il giovane Drailo Malović e, intravedendo in lui la bellezza della sorella, decise di visitare il loro villaggio per aiutare quella povera gente.
Lì, sotto il nome di Arlan Drakulović, incontrò la giovanissima Velma Malović: fu amore a prima vista, e lo stesso Draka ne rimase sorpreso.
"Prese lei l'iniziativa. E fu così che in quel momento, dopo quasi tre secoli dalla morte della contessa italiana Fortunata Guizzardi, capii che una semplice contadina serbo-bosniaca chiamata Velma Malovic aveva conquistato l'amore del maestro della notte Draka".
Ma la tragedia incombeva. Mentre Draka era in Masuria per una ricerca, il padre di Velma venne ucciso da un colpo di fucile. La vendetta dei serbo-bosniaci scatenò un’ulteriore spirale di sangue: villaggi rastrellati dagli ustascia, uomini giustiziati, donne violentate. Proprio mentre Velma subiva la brutalità di alcuni soldati croati, Draka irruppe nella stanza e li uccise, portandola poi con sé, in motocicletta, al Castello di Roccabruna. Fu lì che avvenne il concepimento di Harlan. Velma, già in quel momento, cominciava a intravedere la presenza delle Guardiane dell’Equilibrio.
"Non potevo comunicare con gli altri della famiglia, neppure con mia sorella Amber. Nessuno doveva sapere che stavo per mettere alla luce un dampyr. Era contrario alle regole, e se gli altri fossero venuti a saperlo non credo che mio figlio sarebbe riuscito a sopravvivere più di qualche settimana. Probabilmente anche io avrei dovuto battermi contro di loro, e sarei stato sconfitto. Ma avrei dovuto capire che gli altri della mia stirpe non erano gli unici avversari da cui dovevo gurdarmi".
Draka alludeva a Nergal, che già progettava di sfruttare il dampyr nelle gerarchie infernali. Scambiando le Guardiane per demonesse, Draka lasciò Roccabruna per raggiungere Caleb Lost a Praga. Fu l’Amesha a rivelargli la verità. Al suo ritorno, Velma era stata rapita dalle tre Parche. Draka le trovò poco dopo la nascita del bambino, ma le vide svanire davanti ai suoi occhi portando con sé il piccolo Harlan e lasciando la madre senza vita.
"Me lo portarono via! In quel momento però capii che non era per lui che soffrivo. Quel piccolo essere mostruoso aveva ucciso sua madre: la mia Velma."
Furioso, Draka incolpava il figlio della morte dell’amata. Privo ancora delle Swastike, non poteva raggiungere le Guardiane nei loro viaggi attraverso il Multiverso. Dopo qualche anno, visitando la tomba di Velma, scoprì che le Guardiane e Harlan non se n’erano mai andati, ma si erano nascosti in una piega dimensionale. Draka strinse con loro un patto: avrebbe lasciato l’educazione del figlio alle Guardiane, in cambio della possibilità di incontrarlo saltuariamente e di apparirgli in sogno. Ma per Harlan la sua figura paterna assunse presto un’aura ambigua. Più che un conforto, l’imponente immagine sanguinaria del Maestro della Notte nei suoi sogni lo intimidiva e lo confondeva.
Gli anni passarono. Harlan, ormai adolescente, ricevette non solo le visite di Draka, ma anche quelle del duca infernale Nergal, che attraverso gli occhi dei suoi Naphidim – in particolare Semyaza – mise in moto un complotto contro di lui, sfruttando l’odio e la rabbia di Rade, suo eterno rivale.
Il racconto di Draka prosegue in Dampyr 267
NOTE
Il racconto di Draka prosegue su Dampyr 267.
Casanova afferma che fu ospite di Draka al Castello di Roccabruna. Le gemelle di Treviso che Casanova conobbe in quella occasione poi compaiono in una vignetta a pagina 25.