Albo di 110 pagine a colori
Battaglia di Bilà Hora (Repubblica Ceca)
Libreria Obrazek (Praga, Repubblica Ceca)
Castello Guizzardi (Valtellina, Italia)
Castello di Von Stein (Carinzia, Austria)
Castello di Hochosterwitz (Carinzia, Austria)
Horacio, duca di Feira y Valhermosa
Jeronimo (Spagnolo)
Draka, Giovanni Drago Cavaliere di Roccabruna
Drahomìr (Mercenario armata di Roccabruna)
Cavaliere Von Stein
Conte Georg Khevenhüller
Barone Sigmund Khevenhüller (Nipote di Georg)
Mastro Staffen
Gabor Vlatna (Maestro della Notte)
Lupi (Branco di non morti)
03/04/2020
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Majo
Colori: Matteo Vattani
Copertina: Enea Riboldi
Libreria Obrazek. Prendendo in mano e sfogliando l'antico volume Annales Ferdinandeorum di Franz Christoph Khevenhiller (o Khevenhüller), edizione del 1608, il bibliofilo Alfonso Saugrénes si ritrova improvvisamente a rivivere in prima persona la battaglia della Montagna Bianca (Bilá Hora), avvenuta nei pressi di Praga nel 1608, tra l'armata ribelle dei protestanti boemi e l’esercito imperiale di Ferdinando, che infine riuscì a prevalere.
Dopo un momento di esitazione, Saugrénes riprende la lettura. Ma ora lo scenario è cambiato, si trova in Valtellina, nel 1621. Le truppe spagnole stanno avanzando e conquistano il castello del conte Guizzardi, nobile proprietario di quelle terre. Al sopraggiungere del duca Horacio di Feira e Valhermosa, inviato di Sua Maestà Filippo IV di Spagna, i due giovani conti Guizzardi Fortunata e Orlando vengono inizialmente risparmiati.
Tuttavia, poche ore più tardi, l’indole irruenta di Orlando lo spinge a ribellarsi apertamente contro gli occupanti spagnoli, e viene condannato a morire trafitto dalla spada. A salvarli interviene il Cavaliere di Roccabruna, un tempo alleato degli ungheresi, poi degli spagnoli, ora deciso a tradire entrambi pur di proteggere i due ragazzi. Da quell'istante Orlando divenne il luogotenente del Cavaliere di Roccabruna nella sua armata, e Fortunata la sua amante.
Saugrénes ha un altro flash: stavolta la location è il castello di Hochosterwitz, appartenente ai conti Khevenhüller, la casata più ricca e potente del ducato di Carinzia sin dall'Anno 1000. Nel Cinquecento, l'imprenditore donò alla famiglia l'imprendibile collina di Hochosterwitz, sulla quale sorgeva un piccolo castello. Su richiesta di renderlo ancora più inespugnabile in caso di un’invasione turca, Georg Khevenhüller fece edificare la fortezza di Hochosterwitz, con le sue quattordici porte difensive e altrettante torri di guardia poste lungo il sentiero. La Carinzia era una regione di frontiera ambita da tutti gli imperi, anche dai Turchi, che in quel momento erano sostenuti dal Maestro della Notte, Gabor Vlatna, da tempo signore e padrone della regione della Transilvania.
Col desiderio di espandere i confini e mettere le mani sui possedimenti di Khevenhüller, Gabor Vlatna intende conquistare la preziosa roccaforte di Von Stein, appartenente anche questa alla nobile casata dei Khevenhüller. Strategicamente importante per i piani del Maestro della Notte, Vlatna manda in avanscoperta due dei suoi principali non morti: Varojan Vulcan e Dorothea Szentes, alias Dorka, entrambi trasformati in non morti un paio di secoli prima e parzialmente dotati di libero arbitrio. Vulcan e Dorka riescono a penetrare nella fortezza di Khevenhüller, prendendone il controllo e facendo una strage, uccidendo tutti, compreso il cavaliere conte Von Stein, che deteneva il comando. Particolarmente sadica è la non morta Dorka che non risparmia le donne del castello allo strazio della vergine di ferro.
Venuti a conoscenza dei piani del loro acerrimo nemico Draka, Orlando e Fortunata si incamminano verso Hochosterwitz, ora controllata dal barone Sigmund Khevenhüller, nipote di Georg, e si presentano alla Fahnrichtor, la Torre dell’Alfiere, accesso principale al castello, proprio durante un imminente attacco di un branco di non morti al servizio di Vlatna, sotto forma di famelici lupi. Secondo Draka il successivo bersaglio di Vlatna sarà proprio il Castello di Hochosterwitz.
Draka, presentatosi come Giovanni Drago, Cavaliere di Roccabruna e colonnello dell'Armata Imperiale, respinge il primo assalto e riesce ad essere accolto dal signore Sigmund Khevenhüller. Draka spiega al barone che l’attacco dei non morti di Vlatna si farà più insistente nelle prossime ore, e prepara la difesa del castello con le potenti armi nascoste e la costruzione del fuoco greco. I lupi di Vlatna vengono in parte respinti con l’ausilio del Cheirosifone, una sorta di bazooka lanciafiamme, ma si tratta solo di un diversivo: i non morti al servizio di Varojan Vulcan riescono infatti a rapire Fortunata Guizzardi e portarla via con sé.
Draka però si accorge subito del rapimento e riesce a raggiungere Vulcan solo alcune ore dopo, nella pianura ungherese. La sua vendetta è spietata: Vulcan viene bruciato dalla luce del sole, evocata dal sopraggiungere di Draka, e Fortunata viene condotta in salvo, anche se fortemente debilitata dal sangue che il non morto le aveva prelevato.
Fortunata è salva, così come la fortezza di Hochosterwitz. In onore del grande gesto di Draka, il barone Sigmund Khevenhüller gli dona il libro Annales Ferdinandeorum, ora in mano a Saugrénes e Harlan, apponendo il suo fluido genetico nella rilegatura.
Ma il destino per Fortunata è già scritto: perirà uccisa dai Werewolfe nella landa di Lünemburg alcuni anni dopo (Come gia visto in Dampyr 27).
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Praga, 1648. Pochi anni dopo la morte di Fortunata, Draka fa visita a Caleb Lost. Afferma di voler creare un Dampyr e di dover solo trovare la morte giusta. Se il destino non fosse stato così crudele, quella poteva essere Fortunata Guizzardi. Caleb risponde che, quando lo vorrà, potrà indirizzare il futuro Dampyr da lui.
NOTE
Il destino di Fortunata e Orlando è stato già visto in Dampyr 27.
Di Dorka, già apparsa in Dampyr 228, viene svelata l'origine fino a questo momento sconosciuta.
Come già visto in Dampyr 20, Vlatna verrà sconfitto da Draka solo in epoca molto recente.
Il controfinale di pagina 112 è una rivelazione importante, e svela come Draka abbia indirizzato Harlan da Caleb Lost nel finale di Dampyr 4 ed in Dampyr 5.
Quello che fino a quel momento era un dubbio ora diviene una certezza. Il Maestro della Notte Draka ebbe l'incarico di imprigionare e punire i trasgressori della Regola della segretezza imposta da Dagda, e decise di generare un Dampyr per perseguire i suoi scopi e controllare i suoi nemici. Il suo dubbio riguardava solo con quale donna poterlo fare.