14/04/2000
Testi: Mauro Boselli - Maurizio Colombo
Disegni: Majo
Copertina: Enea Riboldi
Guerra di Yugoslavia, anni 90. La truppa della Repubblica Federale di Jugoslavia, comandata da Emil Kurjak, raggiunge il piccolo villaggio di Yorvolak. Il paese è ormai ridotto a un ammasso di rovine: edifici sventrati, corpi straziati disseminati ovunque, un silenzio irreale spezzato solo dall’odore della morte. I cadaveri appartengono a entrambi gli schieramenti e molti mostrano ferite innaturali, come se fossero stati dilaniati da zanne e artigli. Con Kurjak ci sono Istvan, Lajos, Janos, Miklos, Lazar e altri soldati. Dopo una rapida ispezione, nella notte il gruppo viene assalito da un branco di esseri assetati di sangue, non-morti che si accanisce brutalmente su alcuni di loro.
Seguendo le parole di un’anziana sopravvissuta, che indica il Dampyr come unica speranza contro quelle creature, a Lajos torna in mente Harlan Draka: un ragazzo del suo villaggio, emarginato e additato come “figlio della strega”. Si dice che vaghi per la Jugoslavia spacciandosi per cacciatore di vampiri. È proprio in uno di quei villaggi che Lajos riesce a rintracciarlo. Harlan, insieme al suo assistente Yuri, sfrutta la superstizione degli ingenui contadini, fingendo di scacciare maledizioni inesistenti in cambio di denaro e profanando tombe.
Harlan e Yuri vengono prelevati con la forza e condotti a Yorvolak, quindi portati al cospetto del comandante Kurjak. Nonostante Harlan confessi di essere un impostore, al calare della notte viene chiuso fuori dalla chiesa del villaggio, lasciato completamente in balia dei non-morti che di lì a poco sarebbero tornati all’attacco, nel cuore della notte, per mettere alla prova le sue presunte capacità.
Contro ogni previsione, Harlan riesce a uccidere uno di loro, Kaesar, e a catturare una donna, Tesla, imprigionandola all’interno della chiesa.
All’alba, ai primi raggi del sole, i soldati aprono il portone della chiesa e osservano ciò che resta di Kaesar: il non-morto ucciso da Harlan continua a dissolversi sotto la luce solare. Ma il panico serpeggia nella piccola unità. I soldati decidono di abbandonare Kurjak e affidarsi a Istvan, che sceglie di fuggire con gli altri, lasciando il comandante, la non-morta Tesla e il Dampyr Harlan Draka all’interno della chiesa.
La fuga, però, si rivela un’illusione. Poco fuori Yorvolak, il gruppo viene raggiunto e quasi completamente sterminato. Alcuni sopravvivono, ma il loro destino è ancora più orribile, vengono trasformati in non-morti dal vero mandante del massacro di Yorvolak, l’arcivampiro e Maestro della Notte Gorka.
Nella chiesa di Yorvolak restano in tre: un uomo, un Dampyr e una non-morta. In modo inatteso, riescono a trovare un fragile accordo. Tesla rivela loro il nome del vero responsabile: Gorka, un essere sadico e crudele che controlla mentalmente i suoi schiavi non-morti, a suo dire vittime della volontà dell’arcivampiro.
I tre decidono di lasciare la chiesa, ma vengono improvvisamente affrontati da Lajos, Yuri e dagli altri soldati che avevano tentato la fuga. Istvan è già morto, sbranato dalle creature. Quegli uomini non sono più soldati: sono ormai non-morti al servizio di Gorka, e attaccano senza esitazione.
Scoperto di poter distruggere i non-morti grazie al potere venefico del proprio sangue, Harlan si ferisce e ne impregna i proiettili, fornendone alcuni anche a Kurjak. Nella sparatoria che segue vengono abbattuti quasi tutti i non-morti, compreso Lajos. Anche il Maestro della Notte Gorka, presente allo scontro, resta gravemente ferito e accecato da un colpo a un occhio.
Yuri, costretto da Gorka ad attaccare Harlan, riesce a resistere all’ordine di uccidere l’amico, ma crolla sopraffatto dalla disperazione. Per pietà, Harlan compie un gesto estremo e pone fine alle sue sofferenze, giurando vendetta contro Gorka davanti alle rovine di Yorvolak.
La vicenda prosegue su Dampyr 2.