La città (Sarajevo)
Biblioteca nazionale
Mattatoio di Gorka
Velma Malovic (madre di Harlan)
Suora di clausura (non morta di Draka)
Gorka (Maestro della notte)
Stanko Radek (Capo della Legione nera, non morto di Gorka)
Tenente Molnar (Legione nera)
Collegamenti esterni
14/5/2000
Testi: Mauro Boselli e Maurizio Colombo
Disegni: Majo
Copertina: Enea Riboldi
Nella puntata precedente. Dopo la fuga dalla chiesa di Yorvolak, il gruppo — per la prima volta davvero unito — composto da Harlan, Kurjak e dalla non-morta Tesla, si dirige verso la “Città”, la capitale jugoslava stretta dall’assedio della guerra. Intrappolati tra due fuochi, i tre sono costretti a separarsi: Tesla sceglie volontariamente di abbandonare il gruppo, consapevole di essere una spia involontaria, poiché il Maestro della Notte Gorka è in grado di vedere attraverso i suoi occhi. Prima di andarsene, questa riceve in dono da un bambino una stella da sceriffo, che decide di appuntarsi al petto come segno di gratitudine per aver salvato sua madre.
Ottenute le informazioni necessarie per raggiungere il mattatoio, il nascondiglio segreto di Gorka, Harlan e Kurjak giungono alla Biblioteca Nazionale della Città, intuendo che il rifugio del Maestro della Notte possa trovarsi nei suoi sotterranei. Una volta all’interno scoprono una sezione segreta dell’edificio: una biblioteca nascosta, custodita da una suora di clausura trasformata in non-morta nientemeno che da Draka, il padre di Harlan. La donna rivela che Draka ha effettivamente vissuto in quei luoghi fino a pochi anni prima, ma che da allora se n’è andato, cambiando dimora.
Harlan avrebbe molte domande da porle, soprattutto riguardo al padre, ma la non-morta — forse vincolata da un ordine impartitole tempo addietro dal suo Maestro — si suicida prima di poter rispondere. Ad Harlan non resta che esplorare la biblioteca: i volumi custoditi potrebbero contenere informazioni cruciali. Tuttavia il tempo stringe e la priorità resta Gorka, così lui e Kurjak decidono di scendere nei sotterranei.
È lì che ritrovano Tesla, legata e torturata dal sanguinario Stanko Radek, capo della Legione Nera e ora non-morto al servizio di Gorka. Harlan lo elimina senza difficoltà con uno dei suoi proiettili intrisi di sangue, ma lo scontro con Gorka si rivela ben più arduo. L’arcivampiro, accecato da un occhio e consumato dall’odio dopo il loro precedente scontro, rivela di aver attirato deliberatamente Harlan nel cuore segreto della biblioteca, lo stesso luogo che un tempo Draka utilizzava come mattatoio.
Approfittando di un attimo di distrazione, Harlan scaglia contro Gorka una fiala preparata con il proprio sangue venefico. Il Maestro della Notte accusa il colpo, ma Harlan non arretra, lo affronta corpo a corpo, lo ferisce gravemente e gli infligge il colpo di grazia mordendolo al collo. Un gesto che trova ripugnante, ma che gli consente di assimilare frammenti della sua natura e dei segreti dei Maestri della Notte.
Con Gorka sconfitto, Harlan, Kurjak e Tesla riescono infine ad allontanarsi. La scena si chiude in modo toccante, con Kurjak che si offre di curare Tesla donandole parte del proprio sangue. È solo l’inizio di una grande amicizia.
Nella puntata precedente. Dopo la fuga dalla chiesa di Yorvolak, il gruppo — per la prima volta davvero unito — composto da Harlan, Kurjak e dalla non-morta Tesla, si dirige verso la “Città”, la capitale jugoslava stretta dall’assedio della guerra. Intrappolati tra due fuochi, i tre sono costretti a separarsi: Tesla sceglie volontariamente di abbandonare il gruppo, consapevole di essere una spia involontaria, poiché il Maestro della Notte Gorka è in grado di vedere attraverso i suoi occhi. Prima di andarsene, questa riceve in dono da un bambino una stella da sceriffo, che decide di appuntarsi al petto come segno di gratitudine per aver salvato sua madre.
Ottenute le informazioni necessarie per raggiungere il mattatoio, il nascondiglio segreto di Gorka, Harlan e Kurjak giungono alla Biblioteca Nazionale della Città, intuendo che il rifugio del Maestro della Notte possa trovarsi nei suoi sotterranei. Una volta all’interno scoprono una sezione segreta dell’edificio: una biblioteca nascosta, custodita da una suora di clausura trasformata in non-morta nientemeno che da Draka, il padre di Harlan. La donna rivela che Draka ha effettivamente vissuto in quei luoghi fino a pochi anni prima, ma che da allora se n’è andato, cambiando dimora.
Harlan avrebbe molte domande da porle, soprattutto riguardo al padre, ma la non-morta — forse vincolata da un ordine impartitole tempo addietro dal suo Maestro — si suicida prima di poter rispondere. Ad Harlan non resta che esplorare la biblioteca: i volumi custoditi potrebbero contenere informazioni cruciali. Tuttavia il tempo stringe e la priorità resta Gorka, così lui e Kurjak decidono di scendere nei sotterranei.
È lì che ritrovano Tesla, legata e torturata dal sanguinario Stanko Radek, capo della Legione Nera e ora non-morto al servizio di Gorka. Harlan lo elimina senza difficoltà con uno dei suoi proiettili intrisi di sangue, ma lo scontro con Gorka si rivela ben più arduo. L’arcivampiro, accecato da un occhio e consumato dall’odio dopo il loro precedente scontro, rivela di aver attirato deliberatamente Harlan nel cuore segreto della biblioteca, lo stesso luogo che un tempo Draka utilizzava come mattatoio.
Approfittando di un attimo di distrazione, Harlan scaglia contro Gorka una fiala preparata con il proprio sangue venefico. Il Maestro della Notte accusa il colpo, ma Harlan non arretra, lo affronta corpo a corpo, lo ferisce gravemente e gli infligge il colpo di grazia mordendolo al collo. Un gesto che trova ripugnante, ma che gli consente di assimilare frammenti della sua natura e dei segreti dei Maestri della Notte.
Con Gorka sconfitto, Harlan, Kurjak e Tesla riescono infine ad allontanarsi. La scena si chiude in modo toccante, con Kurjak che si offre di curare Tesla donandole parte del proprio sangue. È solo l’inizio di una grande amicizia.
NOTE
Viene fatto la prima volta il nome di Draka. Harlan lo incontrerà di persona solo più avanti
All'interno della Biblioteca Harlan trova molti documenti per lui indecifrabili. Alcuni segreti sono svelati su Dampyr 269.
La Città sede degli eventi e del mattatoio di Gorka è chiaramente Sarajevo. Non è espressamente indicato nelle fonti della storia, ma è facilmente intuibile dalla Biblioteca, chiaramente ispirarata alla Biblioteca Nazionale della Bosnia Herzegovina (vedere immagini sotto). In seguito lo confermerà lo stesso Boselli.