Casa dei Kurjak (Traska)
Casa di Stana e Mihailo
Casa di Harlan
Zenice
Mostar
Miklos Kurjak (Padre di Emil)
Goran Kurjak (Cugino di Emil)
Lara Hadzic (Infermiera) 10
Kosta Kurjak (Cugino di Emil)
Dottore di Traska
Shawn Karver (Leader delle "Tigri")
Shrek (Maestro della Notte)
Gjorje l'Hayduk (Non morto)
Gorka (Maestro della Notte)
Kaesar (Non morto di Gorka)
Sultano Soluleiman
Ayruddin (Luogotenente del sultano)
Angela (Figlia di Stana e Mihailo)
Tigri di Arkan (Paramilitari Yugoslavi)
20/10/2009
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Fabio Bartolini
Copertina: Enea Riboldi
Kurjak, accompagnato da Harlan e Tesla, raggiunge il suo paesino di origine, Traska, per rivedere il padre Miklos Kurjak che ha appena avuto un malore. Ad assistere Miklos l'infermiera Lara Hadzic, e Goran, cugino di Emil. Poco dopo l'arrivo del figlio le condizioni di Miklos sembrano migliorare leggermente risvegliandosi dal sonno in cui si trovava. A quel punto inizia ad evocare alcuni ricordi legati allo Stari Most, l'antico ponte edificato dai turchi del 1566 nella città bosniaca di Mostar che ancora oggi rappresenta un vero e proprio simbolo per gli abitanti di quella città. Miklos racconta di aver portato anni prima il piccolo Emil proprio su quel ponte raccontandogli dell'antica leggenda, che vuole che a sorreggere il ponte ci sia un leggendario angelo invisibile. Ed è proprio su quel ponte anni prima Miklos conobbe sua moglie, la madre di Emil. Evocare quei ricordi fa tornare a Miklos la voglia di rivisitare quei luoghi, e nonostante la città bosniaca si trovi a 250km di distanza da Traska e le condizioni di salute di Miklos siano precarie Harlan, Tesla e Kurjak insieme all'infermiera Lara Hadzic e ai cugino Goran e Kosta assecondano il vecchio decidendo di partire a bordo di una autoambulanza.
Il viaggio è lungo e tortuoso, e darà modo a tutti i personaggi di raccontare una parte del loro passato. La prima che si lascia andare ad un interessante racconto è Tesla, un racconto risalente al periodo in cui era una schiava sotto il potere del Maestro della Notte Gorka.
Racconto di Tesla. Dopo essere finita nella mani di Gorka Tesla venne trasformata in non morta, divenendo sua amante e sua schiava. Un giorno questa giunse assieme al suo Maestro e al non morto Kaesar a Mostar e assistendo all'omicidio di un povero vecchio vide Gorka nello strano gesto di far penetrare il sangue di quella vittima all'interno del famoso ponte della città. Cosa significava quel gesto? La città Mostar fu edificata intorno al XV secolo e deve il suo nome ad un ponte di legno che successivamente venne abbattuto da alcuni banditi così per attraversare il fiume sottostante, la Neretva, gli abitanti si erano organizzati con una sorta di zattera che fungeva da traghetto per passare da una sponda all'altra e ogni giorno a remare c'erano alcuni ragazzi slavi della leva obbligatoria. Si trattava di bambini sottratti alle loro famiglie condotti a Istambul per essere arruolati a forza nell'esercito del sultano. Un giorno uno di essi sfuggì alla sorveglianza e si gettò nella Neretva scomparendo nell'acqua tumultuosa. Ma non morì, e qualche anno dopo cominciò a far parlare di se come Gjorje, capo degli Hayduk, i sanguinari ribelli delle montagne. Da quel momento i lavori di costruzione del ponte furono funestati da misteriosi incidenti, fino a quando si scoprì che Gjorje aveva preso accordi con alcuni sabotatori. Il ribelle venne catturato successivamente dal Maestro della Notte Gorka, giannizzero e consigliere del sultano Suleiman il magnifico, mentre gli altri sabotatori impalati lungo la riva delle Neretva alla vista di tutti per scoraggiare ulteriori sabatori. Al contrario di loro a Gjorje venne riservare un destino diverso, venne trasformato in non morto e seppellito in una botola all'interno del ponte, poi murato vivo al suo interno cosciente della sua prigionia. Regolarmente ogni due o tre anni Gorka torna su quel ponte uccidendo una vittima nutrendo col sangue il non morto attraverso le fessure della pietra, solo per il gusto di donargli un po' di vita per ricordargli la sua punizione.
Il racconto di Tesla fa tornare alla mente un ricordo ad Harlan sempre legato al ponte di Mostar che confermerebbe quasi totalmente la storia di Gjorje e Gorka.
Racconto di Harlan. Prima che di scoprire i suoi reali poteri e prima degli eventi di Yorvolak Harlan, che per tutti era "Il figlio del diavolo" iniziò a girare per il mondo: Perù, Nepal, Australia fino a quando decise di tornare nel suo villaggio di origine. Giunto quì decise di rivedere i suoi vecchi amici, Stana e Mihailo Andric ora sposati e con famiglia. L'incontro coi due non andò come sperava, specie con Stana che ricordando i tragici eventi di alcuni anni prima (Dampyr 51) decide di allontanare Harlan. Deluso e solo Harlan viene avvicinato dal giovanissimo Yuri, che in breve diventa il suo migliore amico ed il suo "manager" per quella che in breve tempo divenne la loro professione di "ammazzavampiri". Durante una di queste occasioni Harlan, trovandosi in prossimità dello Stari Most prima avvertì la presenza di un Maestro della Notte (a questo poteva essere Gorka), poi venne attaccato da un non morto (Gjorje?) che nonostante avesse identificato la sua reale natura decise di mordere Harlan ponendo fino alla propria vita. Ma se quello era Gjorje l'Hayduk chi lo aveva liberato dalla secolare prigionia a cui lo aveva condannato Gorka? Ragionandoci sopra Harlan ricostruì quella vicenda intuendo che dietro quell'attacco poteva esserci solo che Nergal, l'unico assieme a Marsden a sapere dell'esistenza del dampyr prima che questo divenisse consapevole dei propri poteri. Nergal infatti controllava Harlan si dalla nascita attraverso i Naphidim, i suoi "occhi", e durante questo periodo liberò Gjorje e lo fece rinascere col proprio fluido rendendolo suo schiavo strappandolo definitivamente dalle dipendenze di Gorka. Gjorje si rese responsabile di nove omicidi a Mostar fino a quando, giunto di fronte ad Harlan rendendosi conto di essere al cospetto di una creatura che poteva porre fine alla sua sofferente esistenza decise di scagliarsi contro di lui.
Terminato il racconto i presenti nell'ambulanza diretta a Mostar sono costretti a deviare il loro percorso. Le strade della montagna sono parzialmente bloccate dalla neve per cui il gruppo decide di passare per una strada più lunga, casualmente non è distante dal paesino originario di Harlan, che a quel punto si decide di fare tappa li. Una volta giunti nel suo paesino Harlan vuole fa una prima sosta per salutare Stana, ma quando bussa la porta ad aprirgli è la giovane Angela, sua figlia. Questa racconta che sua madre è già morta da qualche anno ma che invece suo padre Mihailo è ancora vivo, anche se con qualche problema di salute. Harlan viene invitato a entrare ma quando l'ormai vecchio Mihailo ricorda quanto accaduto a lui e Stana ormai molto tempo fa (Dampyr 51) scaccia Harlan di casa in malo modo accusandolo di aver fatto soffrire la sua povere moglie.
Harlan non avendo altra meta decide di rivedere la sua vecchia casa. Una volta giunto li rimane sorpreso nel rivederla in così buone condizione, entra così nell'ampio cortile di casa e dopo un breve saluto alla tomba della madre Velma si accorge che le luci della casa sono accese ed il comignolo del camino fumante. Decide allora di entrare e con stupore scopre che al suo interno ci sono le sue tre zie, Aysha Chloe e Vivian, alias le Guardiane dell'Equilibrio. Nonostante la situazione sia totalmente surreale decide di accomodarsi e portare al suo interno anche Miklos. Le Guardiane, che alternano il loro aspetto da vecchie rinsecchiete a bellissime ragazze fanno la conoscenza degli altri e li invitano a rimanere. Cala la notte la notte ma nessuno riesce a prendere sonno, Goran ed Emil affrontano le divergenze avute in passato durante la guerra civile mentre improvvisamente Miklos dopo l'incontro ravvicinato con Chloe sembra improvvisamente riprendere forze e lucidità. Riuniti nel soggiorno della casa prende infine la parola Emil Kurjak, che racconta una storia del suo passato legata anch'essa allo Stari Most.
Racconto di Kurjak. Durante il conflitto yugoslavo Emil Kurjak si trova a Mostar costretto a fronteggiare il comandante dei paramilitare yugoslavi noti "Tigri di Arkan", teoricamente suoi stessi commilitoni, che per questioni legate al conflitto avevano intenzione di abbattere lo Stare most. La schermaglia fece cambiare idea al comandante delle Tigri, ma era solo questione di tempo perché il ponte andasse in pezzi, l'anno dopo infatti saltò in aria per mano dei croati, e di li a poco caddero sotto le bombe del fuoco amico anche sua moglie Miljana e suo figlio Miklos Jr.
Terminato il racconto di Emil Kurjak, Harlan torna in quella che un tempo era la stanza di sua madre e cade in un sonno profondo, dritto nella trappola di Nergal. Il duca infernale riesce nel suo intento di sottrarre Harlan proprio quando questo si trova nelle mani delle Guardiane dell'Equilibrio. Ad Harlan prima compare lo spok di Lajos, poi quello di Gorka, ma è tutta una trappola organizzata da Nergal che ammette il suo coinvolgimento in occasione del primo scontro tra Harlan e Gorka, artefice della macchinazione. Harlan è poi costretto ad affrontare alcuni Demoni di quarto livello, tecnicamente battili ma comunque insidiosi e molto numerosi. Tutto questo avviene mentre Harlan è avvolto nel sonno, quindi nessuno dei suoi alleati può giungere in suo aiuto, Guardiane comprese. Aysha ha un'ultima pensata, recidere "il filo della vita" di Harlan per farlo credere morto a Nergal per poi riannodarlo subito dopo e sconfiggere il duca infernale, i demoni ed il naphidim Semyaza. Il bluff sembra funzionare ed il piano di Nergal viene respinto.
Concluse tutte le vicende personali il gruppo giunge infine a Mostar con Harlan, Tesla e Kurjak che si tuffano dallo Stari most, e proprio con l'arrivo in quella città le condizioni di Miklos Kurjak sembra migliorare notevolmente.
Osman ingegnere minerario, Ivo fa il militare a Belgrado
NOTE
Si parla per la prima volta, piuttosto vagamente, della madre di Emil Kurjak.
La visita di Harlan alla casa di Stana e Mihailo viene nuovamente raccontata in Dampyr 267.
Harlan racconta che nella sua giovinezza ha viaggiato molto tra Perù, Nepal e Austrlia.
Viene rivelato il cognome di Mihailo, vale a dire Andric.
Tesla racconta il suo passato di quando e di come finì nella mani di Gorka, come già visto in Dampyr 9.
Il non morto che accompagna Tesla a Mostar è Kaesar, lo stesso che venne ucciso in Dampyr 1.
A pagina 50 viene detto che la famiglia di Tesla è originaria di Brno, Slovacchia. Brno è in realtà in Repubblica Ceca.