di Majo, Dampyr 144
Ferenc Rakoczy Bathory, alias Conte di Saint-Germain, principe di Transilvania, è un Maestro della Notte di cui si sa pochissimo e che non ama farsi notare.
Nel 1690 ha assunto l'identità del principe Fridericus Waldus, mentre in epoca più recente quella di Frederick Wald, meglio noto come Federico Gualdi, sedicente inventore e alchimista di origine ungherese o tedesca, al quale la leggenda attribuisce immortalità.
Attraverso il potere dei cambiaforma dei Maestri della Notte è in grado di assumere l'aspetto di un grande pipistrello.
Da secoli impegnato alla ricerca delle parti perdute della Corona ferrea, tenta in tutti i modi di ostacolare la ricerca di Vassago ingaggiando in passato alcuni briganti della Merlata, in particolare Saracco della Merlata. Per lo stesso scopo trasforma in non morto il conte Giuseppe Gorani per poi lasciare quasi totalmente la questione in mano a lui fino al ritrovamento dei sacri chiodi della croce di Cristo, che Gorani per volere del suo Maestro decide di lasciare in affidamento a Caleb Lost. (Dampyr 144 e 145).
Ferenc Rakoczy Bathory coinvolge Harlan per la custodia del Sigillo di Lazzaro in passato posseduto dal Maestro dell Notte e da lui affidato da secoli all'alchimista Brenno, divenuto non morto di fiducia e custode del Sigillo. Bathory afferma di non aver mai voluto utilizzare il potere del Sigillo per scopi personali (al contrario di Draka o Marsden che invece hanno sempre desiderato aumentare e perfezionare i loro poteri di Maestri della Notte). Bathory mantiene un ruolo ancora una volta passivo, affermando che il potere e la custodia del Sigillo doveva essere affidata a Caleb Lost e non doveva finire nelle mani di Vassago (Dampyr 155).
Attraverso Matteo Ballarin mette Harlan sulla pista della Clavis Pristina, la più potente delle Sette chiavi dell'inferno, oggetto che alla fine riesce a recuperare. Molto probabilmente è proprio Saint-Germain a spingere Wolfgang Amadeus Mozart (e Sussmayr dopo di lui) a comporre la sonata "Requiem", che se suonata permette di raggiungere, o quantomeno identificare, il luogo dove veniva custodita la Clavis Pristina (Dampyr 205).
Attraverso il suo servitore Ruslan Egorov, cerca di recuperare il Libro Nero delle Anime, un tomo maledetto che consente di imprigionare le anime delle donne e stabilire un contatto con esse. L’interesse personale di Saint Germain deriva da una ferita del passato: durante la battaglia di Caricyn, il demone Vassago uccise la sua amata Zilya e ne intrappolò l’anima nel Libro Nero. Pur avendo sconfitto Vassago e conquistato i suoi territori, Saint Germain allora ignorò il reale valore del volume, che finì nelle mani di Jacov Brius e poi di Lavrentij Berija, fino a tornare nuovamente sotto il controllo del demone. La vicenda attuale rappresenta dunque un nuovo capitolo della lunga contesa tra Saint Germain e Vassago, con Harlan coinvolto nel recupero del libro e nella possibilità, per il Maestro della Notte, di ritrovare finalmente l’anima perduta di Zilya (Dampyr 249).
Un indizio piuttosto vago lascia intendere come dietro le sue ricerche e gli esperimenti sull’essenza vitale di Zumbo ci sia lo “zampino” di Rakoczy – Saint Germain, suggerendo che sia lui il vero artefice occulto della vicenda (Dampyr 265).
Da sempre interessato alla Chiave perduta, una delle Sette Chiavi dell'Inferno, un manufatto in grado di dominare la volontà dei demoni dell'Altra Parte. E' costretto ad abbandarne la ricerca dopo aver scoperto la sua completa distruzione.
Corona ferrea (Attualmente custodito da Saint Germain)
Sigillo di Lazzaro (Attualmente custodito da Saint Germain)
Clavis Pristina (Attualmente custodito da Saint Germain)
Libro Nero delle Anime (Attualmente custodito da Harlan)
Chiave perduta (Manufatto perduto)
Brenno (Custode del Sigillo di Lazzaro)
Matteo Ballarin (Servitore)
Ruslan Egorov (Servitore)
Zilya (Amante)
Stenka Razin (Guerriero cosacco)