Milano (Italia)
Casa di Cattaneo
Largo Corsia dei servi
Palazzo Gorani
Villa Triste
Villa Arconati (Castellazzo, Bollate)
Bosco della Merlata (Lombardia, Italia)
Cimitero di Locate Triulzi (Lombardia MI, Italia)
Baharel (Barelli, Luciano Barelli)
Torresani (Capo della polizia milanese)
Giuseppe Gorani (Non morto)
Vassago (Inquisitore)
Ferenc Rakoczy Bathory (Saint Germain)
"Capsula del tempo" di Bruno Zani
Manoscritto di Bruno Zani
Violino di Luciano Barelli
Clavicula Salomonis (Grimorio del XVII secolo)
Mappa di Palazzo Arconati
Anello di Giuseppe Gorani
05/04/2012
Le indagini di Harlan, Kurjak ed Edgardo Zani su chi sia il misterioso "Bagatto" che ha indirizzato i tre alla ricerca della Corona ferrea inserendosi nella competizione secolare tra Vassago ed il Maestro della Notte Ferenc Rakoczy Bathory alias conte di Saint Germain, prosegue nella lettura del manoscritto ritrovato nella Torre Gorani e un tempo appartenuto a Bruno Zani, padre di Edgardo.
Milano, 1848. Barelli è ospite di Carlo Cattaneo, patriota, politico e filosofo del Risorgimento Italiano in un delicato momento storico nel quale il popolo italiano e milanese sembrava insorgere nei confronti del governo austriaco che deteneva il controllo politico di quel territorio. Barelli era il segretario, e forse anche l'amante, della principessa Cristina di Belgiojoso anch'essa patriota, rivoluzionaria e repubblicana ma fortemente interessata alla ricerca della Corona ferrea, lo stesso prezioso oggetto di cui non intendono separarsi i nemici austriaci. In quei giorni dopo il cosiddetto "sciopero del fumo" per protestare contro gli austriaci che detenevano il monopolio dei tabacchi si scatenarono quelle che in seguito vennero soprannominate le "Cinque giornate di Milano" che portarono alla temporaneo liberazione della città di Milano dal dominio austriaco. In questa occasione anche Barelli, alla sua ennesima onirica incarnazione, partecipò all'evento distinguendosi tra il popolo sulle barricate. Barelli su pressione della principessa Cristina Truivulzio di Belgiojoso riuscì ad essere accolto a Palazzo Gorani da Giuseppe Gorani, se non fosse che questo avrebbe dovuto essere morto da almeno 30 anni. Gorani infatti era stato trasformato in non morto dal Maestro della Notte Saint Germain, e ora lavorando per lui gli confessa la sua reale natura: Barelli è da secoli vittima inconsapevole del demone Vassago che lo costringe a infinite reincarnazioni per motivi a lui ancora sconosciuti, ma sempre legati alla ricerca dei pezzi perduti della Corona ferra. Riferendo alla principessa dell'incontro con Gorani e del fatto che lui sia un vampiro questa si appassiona e decide di approfondire. Poco tempo dopo Barelli viene fatto prigioniero di Vassago, Gorani interviene in extremis ma non riesce ad evitare le torture di Vassago nei confronti del milanese ed infine della sua morte.
Milano, oggi. Edgardo Zani termina la lettura del capitolo che riguardava l'incarnazione ottocentesca di Barelli per ricollegarsi a quanto accaduto a suo padre Bruno Zani ed al suo amico Luciano Barelli. Lo scritto procede nella Milano del 1994.
Milano, 1944. Palazzo Gorani venne duramente colpito durante la seconda guerra mondiale e distrutto quasi totalmente ad eccezione della Torre Gorani. In quel periodo Milano faceva parte della Repubblica di Salò ed il partigiano Bruno Zani era caduto nelle mani dei fascisti, prigioniero a Villa Triste. A guidare l'interrogatorio è Vassago, ora schierato coi fascisti, ossessionato dall'idea di ritrovare Barelli che sapeva essere amico di Zani. Barelli a sua volta ha un solo pensiero, ritrovare il suo amico caduto prigioniero dei nemici, e stringendo un accordo col questore di Milano riesce a fingersi alleato dei fascisti e organizza un blitz per liberare Bruno. Il piano riesce e Barelli giunge ad un faccia a faccia con Vassago, che gli ricorda nuovamente la sua origine. Vassago è in realtà un agente proveniente dal regno infernale dell'Altra Parte, e Barelli (o Barello, o Baruello...) o tutte le sue altre incarnazioni non sono altro che le molteplici vite che è costretto a rivivere Baherel, anch'esso una creatura infernale anticamente al servizio di Vassago colpevole di aver tradito secoli prima il suo superiore in occasione del ritrovamento della Corona ferrea. Quando Baherel riuscì a mettere le mani alla Corona ferrea, al tempo in mano ai frati Umiliati, questo anziché consegnare il ritrovamento a Vassago fece sparire le parti preziosi (gli archetti formati dai Sacro chiodi e la Pietra azzurra che conteneva un frammento della croce di Cristo) per nasconderli in un luogo sconosciuto e terminare la sua vita impiccandosi. Vassago furioso poiché qualcuno aveva sottratto Baherel alla sua influenza fece quanto poteva in suo potere per ritrovare i reperti magici, e fece tornare in vita Baherel innumerevoli volte costringendolo a ritrovarlo ed a farlo parlare, fino a quando questo gli avesse confessato il nascondiglio degli archetti e della pietra azzurra. Il dialogo tra Barelli e Vassago viene interrotto da Bruno Zani, e Luciano nella confusione dei combattimenti cade dalla Torre Gorani morendo nell'impatto. L'ennesima onirica incarnazione di Baherel termina qui, e lo scritto di Bruno Zani termina in questo modo.
Milano, oggi. Harlan, Kurjak ed Edgardo Zani hanno concluso la lettura del manoscritto. Hanno chiaro quasi tutto tranne chi si cela dietro la figura del "Bagatto" che ha indirizzato Harlan e Zani in tutta questa storia. Seconda Harlan si tratta di Giuseppe Gorani, il non morto di Saint Germain.
Esaminando il violino di Luciano Barelli ritrovato nella "capsula del tempo", un Bergonzi del 1737, Zani trova all'interno della cassa armonica una mappa, forse il luogo dove sono nascosti gli archetti e la pietra azzurra portati dal Barello del seicento, al tempo brigante della Merlata ma anche segretario del conte Galeazzo Arconati, che nascose per lui le parti preziose della Corona a Villa Arconati.
Villa Arconati (Castellazzo). Giunti nell'immensa villa Harlan, Kurjak, Tesla e Edgardo Zani entrano di notte oltre i muri di cinta, ed esplorando la villa incontrano lo spok di Barello che gli indica il punto dove sono nascosti i resti della corona, ma ecco che compare il demone Vassago circondato da quattro imponenti demoni di rango inferiore che riescono ad immobilizzare Harlan. A questo punto interviene mostrandosi per la prima volta il non morto Giuseppe Gorani che riesce a scacciare Vassago ed i suoi demoni attraverso un anello contenente materiale organico di Saint Germain, che in tutta la vicenda ha scelto di rimanere elusivo e guardare da lontano.
Vassago viene sconfitto e fugge nel suo mondo, i pezzi della Corona vengono infine affidati da Gorani (e Saint Germain) a Caleb Lost, che li conserverà al Teatro dei Passi perduti a Praga. Saint Germain invece preferisce non mostrarsi mai in tutta la vicenda.
NOTE
La storia prosegue da Dampyr 144.
Parlando a proposito delle precedenti incarnazioni di Luciano Barelli, Harlan fa riferimento a quando accaduto a Kenshin Hasegawa in Dampyr 77 e 78.
Carlo Cattaneo e Cristina di Belgiojoso sono celebri personaggi realmente esistiti attivi durante il Risorgimento Italiano. Altri personaggi citati, ma non apparsi, sono Carlo Giusto Torresani ed il maresciallo Radetzky.
Anche Giuseppe Gorani è un avventuriero italiano realmente esistito (1740 - 1819).
Pur senza essere identificati, Vassago utilizza alcuni demoni di rango inferiore, molto probabilmente di IV livello.
Alcune notizie riguardo Vassago sono contenute nella clavicula salomonis, grimorio anonimo del XVII secolo realmente esistente.