Tokyo
Tempio del drago
Baia di Dan-no-Ura
Giappone era sengoku
Castello dei mille soli
Kenshin Hasegawa (Ishiyama Saemon)
Taira O'Yumi
Mito, Kuma, Robun (Alleati di Harlan e Kenshin)
Kami (spirito benevolo all'interno della spada)
Daimyo hirada
Sojobo (consigliere del daimyo)
Jikininki (divoratore di cadaveri)
Oni, Rokurokubi, Yama-uba, Yurey, Gaki, Shikome, Hannya (spiriti malvagi nel castello)
Takezo
Keiko (incarnazione di O'Yumi)
08/09/2006
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Nicola Genzianella
Copertina: Enea Riboldi
Nelle puntate precedenti: Seguendo le indicazioni dello spirito del samurai Ishiyama Saemon, Harlan vola in Giappone e consegna a Kenshin Hasegawa, yakuza del clan Hirada, la Spada senza Tempo. Scopre così che Saemon non è un non-morto, ma la remota incarnazione guerriera di Kenshin, legata da secoli a una misteriosa ragazza di nome Yumi. Tuttavia la verità è ancora più complessa: guidati da Takezo, sennin e custode del Tempio del Drago, Harlan e Kenshin accettano di intraprendere un viaggio nel Mondo dei Destini Possibili, per tentare ciò che un tempo fallì: spezzare la maledizione del Tempio e liberare finalmente l’anima di Yumi dal demone marino Tako. Harlan e Kenshin vengono così catapultati in un mondo alternativo, un Giappone del XV secolo, nel preciso istante in cui sarebbe dovuto morire il vero samurai Ishiyama Saemon.
Giappone sengoku, XV secolo. Nel nuovo mondo in cui è stato proiettato, Harlan si risveglia su un campo di battaglia e interviene appena in tempo per salvare Kenshin da due donne che stanno per giustiziarlo mentre è privo di sensi. Così facendo, Harlan diventa la variabile capace di mutare il destino: permette a Ishiyama Saemon di sopravvivere e a Kenshin, ora nel corpo del samurai, di poter ancora sperare di spezzare la maledizione che imprigiona Yumi.
Nel tentativo di lasciare il campo di battaglia, Harlan cade in una trappola e precipita in una fossa dove lo attende un Jikininki, divoratore di cadaveri e creatura mostruosa del folklore giapponese. Intanto Kenshin, allontanatosi per cercare una corda con cui trarlo in salvo, è costretto a fronteggiare un antico yoroi animato da un Oni apparentemente invincibile. Harlan riesce a sopravvivere al Jikininki grazie all’intervento di una Rokurokubi, uno spirito dalle sembianze femminili capace di allungare il collo, che però pretende in cambio una notte d’amore.
Superati i primi ostacoli, Harlan e Kenshin comprendono il passo successivo: raggiungere il leggendario "Castello dei Mille Soli", roccaforte del potente daimyo Hirada, dove si dice che Yumi sia tenuta prigioniera. Il viaggio è insidioso, ma lungo la strada trovano preziosi alleati: Mito, guerriero agile e letale, maestro del manrikigusari; Kuma, possente combattente esperto nell’uso dei nunchaku; Robun, solido difensore armato di bastone, in grado di deviare anche i colpi più pericolosi; mentre Harlan trova la sua arma ideale nel jitte. Con il gruppo ormai compatto, partono verso la fortezza.
Il Castello dei Mille Soli, protetto da un esercito di samurai fedelissimi, richiede audacia e velocità. Il gruppo sfrutta l’effetto sorpresa e fa irruzione nel castello, ma l’allarme suona presto e un’orda di guerrieri dilaga nei corridoi. I cinque decidono allora di dividersi: Mito, Kuma e Robun trattengono le guardie, mentre Harlan e Kenshin si lanciano alla ricerca di Yumi.
Tra inganni e pericoli, i due si imbattono in una Yama-uba che tenta di ingannarli fingendosi Yumi, ma l’inganno viene svelato grazie a Saya, l’ancella di O-Yumi, qui sotto forma di Yūrei, uno spirito errante che li guida verso la verità. Il loro percorso è ostacolato da numerosi spiriti maligni, tra cui Gaki e Shikome, che Kenshin riesce a sconfiggere grazie alla benevolenza del Kami che risiede nella sua katana. Più ardua è la prova rappresentata dalle Hannya, spiriti vendicativi travestiti da geishe, terribili e manipolatrici.
Nonostante tutto, Harlan e Kenshin riescono a superarle e affrontano infine Sōjōbō e lo stesso Hirada. Lo scontro culmina in un atto tragico: la spada di Kenshin, guidata dal Kami, prende vita e, contro la sua volontà, trafigge O-Yumi. La sua morte spezza la maledizione. Con il dissolversi dell’incanto, il castello inizia a crollare e l’intero mondo attorno a loro si sfalda.
Giappone, oggi. Harlan e Kenshin, dopo aver compiuto il loro destino si ritrovano esattamente di fronte a a Takezo (Tako) e per chiudere il cerchio devono uccidere anche lui. La questione sembra chiusa definitivamente, e dopo aver sconfitto gli ultimi killer yakuza del clan Hirada che volevano saldare i conti con Kenshin, appare una ragazza di nome Keiko, del tutto identica a Yumi.
Keiko, pur condividendo una somiglianza fisica con Yumi, si dimostra una persona completamente diversa. Si avvicina a Kenshin con una genuinità che lo lascia sorpreso e, nel giro di poco tempo, i due fanno amicizia. Kenshin, ora che il suo passato da Yakuza è definitivamente alle spalle, si ritrova libero da una vita di omicidi e vendette, senza più killer alle calcagna.
NOTE
Si conclude la vicenda iniziata in Dampyr 77.
Kenshin e Keiko tornano in Dampyr 184.
In arancione sono evidenziati i collegamenti esterni
NOTE SUGLI AUTORI
57° storia di Mauro Boselli
10° storia disegnata da Nicola Genzianella