Taira O-Yumi era una gentildonna del clan Heike vissuta nel periodo Heian, educata alle virtù militari dello shagei, l'arte dell'arco. Partecipò agli scontri contro i rivali del clan Genji e divenne celebre per il coraggio e la ferocia.
Durante la disfatta di Dan-no-Ura (1185), quando gli Heike vennero annientati e l’imperatore bambino Antoku scomparve nelle acque, O-Yumi scelse di condividere il destino del suo clan: si gettò in mare lanciando prima una maledizione di sangue e vendetta. Nel profondo degli abissi la sua anima venne catturata dal demone-piovra Tako, che nutrendosi del dolore e dell’odio degli Heike la trasformò in un vincolo eterno. Da allora O-Yumi non può trovare pace e la sua essenza tormentata diventa strumento del demone.
Il legame con Ishiyama Saemon nasce da questa maledizione. Il destino di Saemon (e poi di Kenshin, sua incarnazione) si intreccia a quello di O-Yumi, perché solo spezzando il patto con Tako e ripagando il “debito di sangue” il ciclo di dolore può interrompersi.