Campanile di Val Montanaia (Friuli, Italia)
Milano (Italia)
Palazzo Crivelli
Via Gorani
Torre Crivelli (Torre Gorani)
Casa di Edgardo Zani
Camera della corda
Piazza Vetra
"Osteria dei 6 ladri"
"Al garghet" (Ristorante)
"La Pobbia" (Ristorante)
Duomo di Milano
Questura
Monza (Italia)
Cappella di Teodolinda
Avignone (Francia)
Palazzo dei Papi
Ponte di Avignone
Bosco della Merlata (Lombardia, Italia)
Melgasciada (Osteria della Merlata)
Cascina Merlata
Praga (Repubblica Ceca)
Bruno Zani (Padre di Edgardo)
Luciano Barelli / Barello / Baruello
Edgardo Zani (Corrispondente di Caleb Lost)
Vassago / Inquisitore / Segretario di Giovanni Visconti
Francesco Maria Guaccio (Frate Inquisitore)
Oste dell' "Osteria dei sei ladri"
Ferenc Rakoczy Bathory (Conte di Saint Germain)
Sacro Chiodo
Capsula del tempo
03/03/2012
1939. Due amici milanesi, Bruno Zani e Luciano Barelli, scalano il Campanile di Val Montanaia. In quell'occasione Luciano facendosi calare con una corda sospeso nel vuoto della montagna dal suo amico Bruno ha una stranissima esperienza, vede tra la fitta nebbia qualcosa che gli ricorda una corona di ferro, per poi svenire e rimanere per alcuni istanti a testa in giù come "L'Appeso" dei tarocchi.
1943. Alcuni anni dopo Bruno e Luciano hanno nuovamente una strana esperienza. A viverla è nuovamente Luciano Barelli che come impazzito esce di notte durante il coprifuoco mentre Milano subiva uno storico bombardamento da parte delle forze Alleate, sostenendo di voler visitare Villa Crivelli, l'antica villa milanese parzialmente distrutta in occasione da quei bombardamenti ad eccezione della Torre Crivelli, o Torre Gorani come veniva comunemente chiamata. L'ossessione di Luciano per quel "fantasma" che vedeva nei pressi della torre continua anche nei mesi seguenti, ed in un' altra delle sue escursioni proibite durante i coprifuoco riesce a scorgere una inquietante figura, quella di uomo calvo dal naso aquilino, e poco dopo un cadavere appeso a testa in giù da quel che rimane della Torre Gorani.
Ma da cosa viene questa ossessione e questa serie di visioni di Luciano Barelli? In un altra delle sue visioni Luciano sogna di essere un certo Barello, forse in una sua precedente incarnazione, ex domestico del conte Arconati e brigante della Merlata vissuto nel 1630 accusato di essere un untore e per questo condannato a essere appeso in Piazza Vetra dalla Santa Inquisizione, il tutto inserito in un gioco più grande di lui che vedeva contrapposto il demone Vassago ed il Maestro della Notte Ferenc Rakoczy Bathory. Entrambi sono alla ricerca della preziosa Corona ferrea, un manufatto che si dice essere stato forgiato a partire dai chiodi della croce di Cristo che ora risultano scomparsi, rubati dalla corona. Vassago assumendo l'identità di uno spietato Inquisitore (accompagnato da Frate Guaccio) tenta di interrogare Barello, ma questo viene ucciso mentre era appeso a testa in giù, da un colpo di fucile sparato dal brigante Saracco della Merlata, che operava per conto del rivale Ferenc Rakoczy Bathory. In un altro sogno Luciano sogna di essere tale Baruello da Avignone, al Palazzo dei Papi, e di rubare la sacra corona per consegnarla al segretario di Giovanni Visconti, signore di Milano, in realtà il temibile Vassago. Anche in questa occasione Baruello finisce impiccato.
Oggi. Harlan e Kurjak sono a Milano ospiti di Edgardo Zani, corrispondente milanese di Caleb e figlio di Bruno Zani. Edgardo sostiene di aver ricevuto per posta uno degli autentici tarocchi scomparsi di Bonifacio Bembo, "La Torre" per la precisione, un reperto storico preziosissimo e ricercatissimo. Chi lo custodiva prima di allora ed il motivo della spedizione a Zani è il mistero che Edgardo, Harlan e Kurjak devono risolvere. Zani ricostruisce abilmente la storia della Corona ferrea e dei suoi passaggi tra i più importanti sovrani della storia europea, da Costantino a Carlo Magno per finire a Napoleone, intuendo che il periodo nel quale i sacri chiodi fossero stati sottratti alla corona fossero intorno al 1300.
Attraverso le preziose conoscenze della storia di Edgardo Zani, Harlan e Kurjak riescono a capire che alla base della ricerca della Corona c'è una spietata competizione che dura da secoli tra Vassago e Saint Germain, e dopo aver comunicato i vari progressi a Caleb Lost anche Tesla (sino a quel momento a Praga) chiede di essere della partita, il tutto mentre nella Torre Gorani le autorità scoprono una scatola di latta contenenti effetti personali appartenenti a Bruno Zani, che la polizia ora deve consegnare al figlio Edgardo. Tra le cose contenute in quella "capsula del tempo" di proprietà di Bruno, oltre al violino sicuramente appartenuto a Luciano Barelli c'è anche un manoscritto che Harlan ed Edgardo non vedono l'ora di leggere...
Continua su Dampyr 145.
NOTE
La storia prosegue e si conclude in Dampyr 145.
Tesla appare solamente a pagina 89.
A pagina 43-44 e 73-74 Harlan e Kurjak sono ai ristoranti "Al garghet" e la "La Pobbia", omaggi di Mauro Boselli a due locali che Sergio Bonelli amava frequentare.
Si fa riferimento al conte milanese Giuseppe Gorani come una delle possibili identità passate di Saint Germain. La vera identità di Gorani viene svelata in Dampyr 145.
NOTE SUGLI AUTORI