Praga (Repubblica Ceca)
Isola di Kampa (Verlorene Gasse)
Venezia (Italia)
Villa del Conte Foscari
Palazzo Navager (Sestiere di Castello)
Monastero di San Gabriele
Cella dei Piombi
Cappella a San Giovanni in Bragora
"La polvere dei secoli" (Bottega di Zurlin)
Alan Boyd e Pat (Turisti americani)
Juliet
Tony (Operatore ecologico)
Karin Nilsson (Turista svedese)
03/02/2012
Testi: Samuel Marolla (Soggetto) - Mauro Boselli (Sceneggiatura)
Disegni: Alessio Fortunato
Copertina: Enea Riboldi
Praga, Teatro dei Passi Perduti. Nikolaus evoca lo spirito di Giacomo Casanova, convinto che possa fornire informazioni decisive su un caso che Harlan e Caleb Lost stanno seguendo. A Casanova viene chiesto di rievocare un episodio della sua vita legato all’incontro con Barbarina, dama di corte della baronessa Barbara Navager, di cui si era perdutamente innamorato dopo un’avventura amorosa avvenuta alla Villa del Conte Foscari.
Solo in occasione di una seconda visita alla baronessa, Casanova scopre una verità sconvolgente: Barbarina non è una donna, bensì un automa capace di assumere fattezze umane con il calare della notte. La bambola era un dono ricevuto da Barbara Navager da Jérôme Sombre, un orafo magico noto per le sue creazioni proibite.
La baronessa aveva preso come amante stabile Pietro Zorzi, ma non rinunciava ad avventure occasionali. A procurargliele era proprio Barbarina, che di notte si aggirava per Venezia scegliendo giovani amanti e attirandoli a Palazzo Navager. Sulla sorte di questi uomini circolarono voci contrastanti: alcuni furono probabilmente uccisi da Pietro Zorzi; altri scomparvero nel nulla. Intorno alla baronessa si diffuse la fama di strega, e si mormorava che la sua longevità e l’eterna giovinezza fossero dovute al sangue degli amanti sacrificati.
Prima che il Consiglio dei Dieci potesse avviare un’inchiesta ufficiale, Pietro Zorzi — nominato unico erede — uccise la baronessa e giacque con la bambola Barbarina. Arrestato, decise di togliersi la vita prima dell’istruttoria. Barbarina, invece, non venne mai più ritrovata.
Da allora, la vicenda cadde nell’oblio… fino ai giorni nostri, quando alcuni turisti e ignari veneziani sono misteriosamente scomparsi dopo aver avvistato una giovane donna corrispondente alla descrizione della “bambola” Barbarina.
Venezia, oggi. Harlan, Kurjak e Tesla si uniscono al loro vecchio amico Padre Alvise per verificare se dietro le recenti sparizioni si nasconda davvero quella leggenda dimenticata. Tra i dispersi figurano un turista americano, Alan Boyd, e un operatore ecologico veneziano, Toni. In entrambi i casi, testimoni li hanno visti allontanarsi in compagnia di una splendida ragazza vestita con abiti settecenteschi.
Alla lista si aggiungono poi due studentesse di Ca’ Foscari, un altro turista portoghese e un veneziano di trent’anni.
Le indagini conducono il gruppo a Lazzaro Zurlin, antiquario e restauratore veneziano, proprietario della bottega La Polvere dei Secoli, nel cuore della città. Zurlin è soggiogato dal richiamo dello spirito di Barbara Navager e ha recentemente ritrovato l’antico automa. Dopo aver trafugato il cadavere della baronessa, tenta in ogni modo di rigenerarla, utilizzando il sangue delle vittime procurate proprio attraverso Barbarina.
Il piano viene infine scoperto. Zurlin viene ucciso da Harlan e la sua anima sembra venire assorbita all’interno di Barbarina. L’automa sopravvive alla distruzione, ma, in assenza della chiave necessaria alla sua ricarica, rimarrà per sempre inutilizzabile.
NOTE
Seconda storia ambientata a Venezia. La prima era Dampyr 76.
Lo spok di Casanova torna protagonista in Dampyr 205, così come Padre Alvise.
Si accenna nuovamente a Jérôme Sombre (alias Sonderling, alias Sinistrari) tuttavia senza comparire. Il suo destino è ormai segnato dopo quanto visto in Dampyr 105.
NOTE SUGLI AUTORI
2° storia scritta da Samuel Marolla, assieme a Mauro Boselli alla sua 96° storia
2° storia disegnata da Alessio Fortunato