Stazione Shimbashi (Tokyo, Giappone)
Venezia (Italia)
Museo di Ca'Pesaro
Monastero nell'Isola di San Gabriele
Hotel Do' Frari
Pozzo del diavolo
Ca' Dario
Mercato di Rialto
Chiesa nel Sestiere di Cannaregio
Enrico Carlo di Borbone
Barnaba (Amico di Enrico, bisnonno di Veniero Zen)
Don Achille
Padre Zane
Padre Lucas
Ishiyama Saemon (Samurai)
Lady Nahema (Nada Mahley)
Belyalis (Belcore)
"Mappa di Fra Mauro"
Chiave di Salomone
11/07/2006
Testi: Luigi Mignacco
Disegni: Fabrizio Russo
Copertina: Enea Riboldi
Tokyo, 1889. Il principe Enrico Carlo di Borbone compie lunghi viaggi intorno al mondo, con tappe a Sumatra, Giava, Hong Kong, Macao e soprattutto in Giappone. Qui soggiorna per nove mesi, visitando Tokyo, Nagasaki e Yokohama, spingendosi fino all’isola di Hokkaido. Il principe e la sua consorte sono molto interessati all’arte orientale e acquistano numerose opere giapponesi. Tra queste spicca sicuramente l’armatura completa di un samurai morto nel XVI secolo: un pezzo unico, completo di Kabuto e Kogake (elmo e calzari), oltre che di Katana, Wakizashi e Naginata (spada lunga, spada corta e lancia).
Una leggenda narra che quel samurai non si sia ancora liberato dalla ruota del Samsara, il ciclo delle reincarnazioni. Alla morte del principe molte di queste opere vengono disperse o vendute e finiscono in varie parti del mondo. La katana, di pregevole fattura e con un drago inciso alla base della lama, è ancora oggi conservata a Venezia. È proprio questo antico reperto ad attirare l’attenzione del ladro Veniero Zen, che ne viene a conoscenza grazie ad alcune lettere di uno scambio epistolare tra Enrico di Borbone e suo bisnonno Barnaba.
Ma sulla katana ha messo gli occhi anche la demonessa Lady Nahema, che si aggira per le strade di Venezia sotto la falsa identità di Nada Mahley. Il suo obiettivo è ambizioso e pericoloso: impossessarsi della Spada senza Tempo, la leggendaria katana appartenuta al samurai Ishiyama Saemon, una reliquia mitica che si dice conferisca l’immortalità a chi la possiede. Per realizzare il suo piano, Nahema avvicina Veniero Zen, già intenzionato a rubare la spada proprio per ottenere l’immortalità. Grazie ai suoi enormi poteri di seduzione e persuasione, la demonessa lo convince a lavorare per lei.
Tuttavia, perché il dono dell’immortalità possa compiersi, è necessario contattare il diavolo. Per evocarlo occorre una mappa dei luoghi diabolici di Venezia: la "Mappa di Fra Mauro", un antico documento cartografico custodito nella biblioteca del monastero sull’isola di San Gabriele. La mappa, disegnata nel XV secolo dal celebre cartografo veneziano, è avvolta da mistero e leggenda, si dice che indichi i sette luoghi di Venezia nei quali è possibile evocare il demonio.
La mattina seguente Nahema e Veniero Zen approdano a San Gabriele e, grazie ai poteri ipnotici della demonessa, riescono a entrare nella biblioteca senza incontrare resistenza da parte di Padre Zane e Padre Lucas, che consegnano spontaneamente la mappa. Con la “Mappa di Fra Mauro” nelle loro mani, Nahema e Veniero sono pronti alla fase successiva del piano, ignari di star attirando attenzioni indesiderate.
I due raggiungono uno dei sette luoghi mistici segnati sulla mappa, il pozzo del diavolo. Seguendo le istruzioni, eseguono un rituale e, dopo un sacrificio simbolico in cui Veniero versa alcune gocce del proprio sangue, una terrificante entità demoniaca si manifesta assumendo ben presto forma umana. È Belcore, demone infernale tornato recentemente libero in seguito alla devastante alluvione di Praga (Dampyr 50). Belcore accetta di esaudire il desiderio di Nahema e Veniero, ma chiede in cambio un prezzo altissimo: il “Trentesimo denaro di Giuda”, leggendario oggetto dal potere immenso, custodito segretamente in una chiesa del sestiere di Cannaregio.
Non c’è tempo da perdere. Veniero e Nahema si organizzano e riescono a mettere le mani sulla Spada senza Tempo. Parallelamente, Harlan Draka indaga insieme a Padre Alvise, corrispondente veneziano di Caleb Lost, residente al monastero di San Gabriele insieme a Padre Zane e al bibliotecario Padre Lucas. Dopo diverse ricerche e tentativi, i due individuano il pozzo del diavolo e, scrutando al suo interno, Harlan stabilisce un contatto psichico che gli permette di riconoscere Belcore — alias Belyalis — e Lady Nahema.
Nel medesimo istante Nahema capisce di essere stata scoperta e accelera i piani, costringendo Veniero a uccidere un uomo con la spada, consacrandola al male. Intanto Padre Alvise ipotizza che il “Trentesimo denaro di Giuda” non esista davvero, e che in realtà si tratti della "Pietra Nera di Abraxas", una gemma magica famosa tra gli studiosi di arti occulte, nascosta a Venezia dagli eretici di una setta legata a Simon Mago.
Nonostante le indagini di Harlan e Padre Alvise, Veniero riesce a individuare per primo il luogo in cui è custodita la pietra, la ruba e torna al pozzo del diavolo. Lì evoca nuovamente Belcore, ferendosi con la katana e versando il proprio sangue. Ma al manifestarsi del demonio Veniero scopre l’inganno: Nahema, in combutta con Belcore, lo ha usato solo per recuperare la Pietra Nera, necessaria a spezzare la maledizione che imprigionava il demone. Disilluso e ormai inutile, Veniero viene ucciso senza pietà da Lady Nahema.
Belcore, una volta libero e in possesso della pietra, decide di disobbedire agli ordini superiori, così invece di fuggire e restituire la Pietra a Nergal, preferisce vendicarsi di Harlan. Alla vista del dampyr scatena contro di lui un’orda di demoni — guerrieri della settima gerarchia — ma è allora che, katana in mano, Harlan entra in contatto con lo spirito del samurai Ishiyama Saemon, che gli suggerisce di usare la spada. Harlan combatte e uccide tutti i demoni, infilzando infine anche Belcore. Nahema, invece, riesce a fuggire.
Terminata la battaglia, lo spirito del samurai si manifesta davanti a Harlan. Si presenta come Ishiyama Saemon e, per saldare il debito d’onore, chiede al dampyr di restituire la Spada senza Tempo a Kenshin, il ronin. Lo farà in Dampyr 77.
Nada Mahley, di dublino
Veniero Zen, veneziano da generazioni, esoterista per hobby
NOTE
Seconda apparizione per Lady Nahema.
Padre Alvise torna in Dampyr 107.
Belyalis esce definitivamente di scena.
La vicenda della katana di Ishiyama Saemon prosegue in Dampyr 77.
Harlan torna nuovamente a Venezia in Dampyr 143.