Praga (Repubblica Ceca)
Pub Hostinec
Casa di Nikolaus
Cafè Arco
Muro di John Lennon (Malà Strana)
Bottega di Erasmus Nacht
Spok: Vladimìr Holan, Barista, Rysanek, Shegl, Franz Kafka, Max Brod, Egon Kisch, Franz Werfel Rainer Maria Rilke, Paul Leppin, Gustav Meyrink
Sfinge del Muro all'ultima lanterna
Dottor Cindarella / Erasmus Nacht / Belyalis
Boccia di cristallo
Pendola
Chiave del Muro all'ultima lanterna
08/05/2004
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Luca Rossi
Copertina: Enea Riboldi
Nikolaus, ormai divenuto padrone della Bottega antiquaria di Franz Frantisek in via Husova, riceve la visita di Alfonso Saugrénes. Per lui ha preparato un dono speciale, una copia del libro I racconti di Nikolaus, lo stesso che Saugrénes aveva a lungo cercato tempo addietro (Dampyr 41). All’interno, una dedica preziosa: «All’amico Saugrénes, collezionista di immagini perdute e libri dimenticati. Nikolaus».
Pochi giorni dopo, nell’agosto del 2002, la straordinaria alluvione che colpì Praga spinge Caleb Lost ad aprire le porte del Teatro dei Passi Perduti anche a Nikolaus, come aveva già fatto in passato per gli sfollati dei quartieri popolari di Karlin e Troja, ai piedi della Moldava.
Mentre si discute di un pericolo imminente che grava sull’intera città, una violenta onda anomala — con ogni probabilità guidata da forze infernali — si abbatte sulla Bottega antiquaria di via Husova. Il negozio viene devastato e ridotto nel caos. Lo scopo dell’attacco appare subito evidente: liberare Comenius e Belyalis, prigionieri rispettivamente in una boccia di cristallo e in una pendola.
Libreria Obrazek. Harlan riceve per la visita del bibliofilo Alfonso Saugrénes. Questo lo informa di aver finalmente ottenuto da Nikolaus la copia del libro che cercava da tempo. Confessa, però, di essere stato vittima di due visioni incredibilmente reali. In entrambe si era ritrovato faccia a faccia con i personaggi dei Racconti di Nikolaus, salvo poi risvegliarsi, privo di sensi, per le strade di Praga.
Harlan prende sul serio le sue parole e decide di interrogare direttamente Nikolaus. Ma, giunto alla Bottega antiquaria di via Husova, trova la saracinesca abbassata. Di Nikolaus non vi è traccia da settimane.
Il congedo con Saugrénes dura poco. Poche ore più tardi, l’uomo lo ricontatta sconvolto. Incontratosi con l’amico Jorge, ha appreso che anche lui è entrato in contatto con gli spiriti dei personaggi dei Racconti di Nikolaus, in particolare di quelli della Storia di Ruschena e della Casa delle donne farfalla. Le apparizioni sono brevi ma inquietanti, minacciose, e tutte sembrano riconducibili a un’unica regia oscura: il famigerato Dottor Cindarella, pseudonimo dietro cui si nasconde un nemico ancora ignoto. Il primo sospettato, inevitabilmente, è Nikolaus stesso, sia per il suo humor nero, sia per il legame con la sua antologia.
Saugrénes telefona ad Harlan e i due fissano un incontro, ma la comunicazione si interrompe bruscamente. Harlan, Kurjak e Tesla si recano allora alla casa di Saugrénes, a Nový Svět, non lontano dal Teatro dei Passi Perduti. Ma all’arrivo scoprono che l’amico non è lì. Saugrénes è rimasto intrappolato all’interno della locanda Fraumerische Kaffee Haus, insieme al persiano Darasche Alì e a sua figlia Layla.
Consapevoli del suo destino incerto, i tre decidono di ritirarsi temporaneamente al Teatro. Qui Harlan si concede un momento di riposo, mentre Kurjak, testardo, riprende da solo le ricerche della misteriosa locanda. Nel suo vagare si imbatte nella Birreria all’Aquila Verde e, guidato dall’intuito, entra nella speranza di incontrare Nikolaus. Non trovandolo, chiede aiuto agli spok di Rysanek e Shegl, che lo accompagnano fino alla presunta casa di Nik lungo il Ruscello del Diavolo. Ma proprio davanti all’abitazione Shegl lo spinge — forse per caso, forse no — facendolo precipitare nel canale. La corrente lo trascina verso le pale del mulino della Čertovka, quando un uomo gli porge un bastone e lo salva. È l’orologiaio Erasmus Nacht.
Nella sua bottega, piena di intricati e inquietanti meccanismi, Nacht rivela la propria vera identità, egli è il Dottor Cindarella. Kurjak viene rinchiuso nello scantinato, davanti a un gigantesco orologio. Al posto dei numeri, il quadrante reca dodici simboli di mostri mitologici. Allo scoccare di ogni ora, una creatura prende vita e lo affronta. Prima una chimera, poi un’arpia: Kurjak combatte con tutte le forze, ma capisce di non poter resistere a lungo contro dodici avversari simili.
Nel frattempo, su consiglio di Caleb Lost, Harlan torna a Nový Svět per contattare Athanasius Pernath, un immortale in grado di aiutarli contro Cindarella. Per raggiungere la sua dimora invisibile — il Muro all’ultima lanterna — è necessario ottenere l’aiuto di Hinterstoisser, il muratore che un secolo prima l’aveva costruita. Vecchio e decrepito, ma ancora vivo, Hinterstoisser consegna loro la chiave d’accesso, pur con memoria vacillante. Tesla lo porta in braccio attraverso la nebbia, fino a individuare la porticina nascosta. La chiave funziona, e il gruppo entra nella casa impossibile, un dedalo privo di pareti e tetto, con scalinate che sfidano ogni logica.
All’interno incontrano finalmente Pernath, che li guida verso la “Praga che non c’è”, un frammento del Multiverso dove Nacht ha nascosto Kurjak. Harlan e Tesla raggiungono in tempo la sua prigione, trovandolo alle prese con una Gorgone. Con il loro intervento, il soldato è salvo.
Intanto Nikolaus, accusato ingiustamente di essere il Dottor Cindarella, ricompare al fianco della cornacchia Kavka (fuggita dalla Libreria Obrazek). Al Cafè Arco, il caffè degli Arconauti, evoca gli spok di Kafka, Brod, Kisch, Werfel, Rilke e Leppin. Ma è Gustav Meyrink, autore del Golem, l’unico di cui ha davvero bisogno, poiché solo lui aveva stabilito un contatto diretto con Athanasius Pernath.
Il confronto finale avviene nella dimora di Nacht. La furia di Kavka si abbatte sull’orologiaio, smascherandolo. Il Dottor Cindarella è in realtà Belyalis, liberato dal pendolo della Bottega antiquaria durante l’alluvione del 2002. In combutta con Comenius — anch’egli fuggito allora — Belyalis ha catturato sette prigionieri (tra cui Jorge e Saugrénes) nella Fraumerische Kaffee Haus, intenzionato a sacrificarli ai demoni del quarto livello.
Ma l’intervento congiunto di Harlan, Kurjak, Tesla e Nikolaus ribalta la situazione. Comenius trova la fine divorato dai suoi stessi demoni evocati, mentre Belyalis viene ricacciato via. Saugrénes e Jorge, finalmente liberi, fanno ritorno sani e salvi alla Praga reale.
NOTE
Si rivedono Belyalis e Comenius. Belyalis torna in Dampyr 76, Comenius è invece definitivamente fuori gioco.
Nikolaus afferma di essere colui che disegna il murales John Lennon.
Numerosi elementi di questa storia sono una citazione dell'opera "Der golem" di Gustav Meyrink.
Lo spok con cui conversa Nikolaus a pagina 28 è quello dello scrittore Vladimir Holan.
NOTE SUGLI AUTORI
37° storia di Mauro Boselli
7° storia disegnata da Luca Rossi