Pietra Nera di Abraxas (di Fabrizio Russo, Dampyr 76)
La pietra nera di Abraxas è un manufatto di antichissima origine.
Nell'immaginario popolare è conosciuto come il "Trentesimo denaro di Giuda", nell'atto pratico non è una moneta ma una gemma magica ben nota agli studiosi di scienze occulte, una pietra nascosta a Venezia dagli eretici di una setta legata all'eretico Simon Mago, ricercata invano da ebrei cristiani e arabi.
Si dice sia appartenuta a San Marco Evangelista patrono di Venezia. Fu proprio per rubargliela che i sicari di Simon Mago lo uccisero ad Alessandria, in Egitto. Quella gemma proveniva dal pettorale di Re Salomone, e li vi erano incise le indicazioni per ritrovare uno dei tesori della Regina di Saba, un tesoro che non è da considerarsi una ricchezza materiale ma una coordinata esoterica per raggiungere luoghi e conoscenze sconosciute, la cosiddetta "Chiave di Salomone".
Uno studioso del XVIII secolo conferma che questa introvabile "chiave dei mondi" sia una gemma di tipo Abraxas fabbricata dallo gnostico e mago Basilide, che si dice ricavata da un vero frammento di corno demoniaco.
Conservata per secoli in una chiesa del Sestiere di Cannaregio a Venezia, viene rubata da Veniero Zen (Dampyr 76) che la consegna a Belyalis, che avrebbe dovuto consegnarla a Nergal. Il piano non riesce e la pietra è ora custodita in un luogo segreto da Padre Alvise.
Di fatto la pietra sembra essere in grado di aprire varchi verso nuovi mondi ed è talmente potente da poter alterare l'intero equilibrio dell'universo. Tuttavia non viene mai utilizzata.