Napoli (Italia)
Via Toledo
Gambrinus Halle (Birreria)
Palazzo alla torretta (Villa di Arrighi)
Cimitero
Libreria Carmine (Via San Biagio dei Librai)
Villa abbandonata (Parco Grifeo)
Villa Arrighi (Collina del Vomero)
Gradisca d'Isonzo (Friuli, Italia)
Casa maledetta di Carlo Hakim
Hostaria Mulin Vecio
Venezia
Sestiere di Cannareggio
Campiello della civetta
Sotoportego del Sole Nero
Don Vicienzo (O'gassusaro, Capintesta del Rione Pendino)
Donna Concetta
Amelia Fleury (Annunziata Esposito)
Rosa (Domestica di Amelia)
Lorenzo Arrighi (O'Poeta)
Amedeo (Domestico di Lorenzo Arrighi)
Lamont Young (Architetto)
Cléo de gomory (Gomorya)
Assunta (Vicina di casa di Don Raffaele)
Don Carmine (Libraio napoletano)
Sigurdur Gustafsson (Poliziotto islandese)
Carlo Hakim de Medici (Scrittore friulano)
Saint Germain (Frederick Wald / Federico Gualdi)
Shamad (Segretario di Lady Nahema)
Sacerdote yazida
Romanzo Gomoria (di Carlo Hakim de Medici)
Anello di Matteo Ballarin
03/08/2023
Napoli, 1899. La cantante e ballerina Annunziata Esposito, in arte Amelia Fleury, diva dei café chantant partenopei, ingaggia don Vicienzo, detto ’O Gassusaro, capintesta del Rione Pendino, per compiere una vendetta d’amore. Amelia vuole punire una giovane donna, colpevole — ai suoi occhi — di essere l’amante di Lorenzo Arrighi, detto ’O Poeta, e di averle sottratto l’affetto dell’uomo. Ma le cose non vanno come previsto. Don Vicienzo, incaricato di sfregiare la rivale, scopre che la ragazza non è affatto umana ma una creatura diabolica. La vittima si ribella, e lo uccide con il suo stesso rasoio. La mattina seguente, Amelia si reca nella villa di Lorenzo, una sontuosa dimora progettata dall’architetto Lamont Young. Dopo una notte di passione con il suo amante, la cantante cade vittima della demonessa Gomorya, che domina corpo e volontà di Lorenzo.
Napoli, oggi. Harlan e Kurjak si trovano in città insieme a Don Raffaele, per partecipare ai funerali della fattucchiera Almerinda. Proprio in quelle ore, Caleb Lost ricontatta Harlan per aggiornarlo su una nuova indagine condotta in parallelo dal suo collaboratore milanese, Edgardo Zani. Si tratta di un’inchiesta “letteraria”, incentrata su un eccentrico autore forse realmente esistito — o forse no — e sui misteriosi protagonisti del suo libro.
Attraverso la collezione di dischi del libraio don Carmine, Harlan riesce a ricostruire in parte la storia di Amelia Fleury e di come, dopo la sua scomparsa, venne sostituita sulle scene del Gambrinus dall’affascinante Cléo de Gomory, la cui carriera fu breve e terminò anch’essa con una sparizione. Di lei si dice che fuggì con un uomo del Nord. A differenza di Amelia, Cléo ebbe però il tempo di incidere alcuni dischi. Ascoltando i 78 giri, Harlan riconosce immediatamente la voce. Per il Dampyr non ci sono dubbi, appartiene alla demonessa Gomorya.
Caleb aggiunge nuovi particolari. Gomorya e Haborym si manifestarono direttamente dalla Scuola Nera, soggiogando l’architetto Lamont Young e stringendo un patto con il ricchissimo Lorenzo Arrighi, amante prima di Amelia e poi della stessa demonessa. Tuttavia, esiste un’ipotesi ancor più inquietante: secondo Caleb, potrebbe essere stato Arrighi a dominare Gomorya e Haborym, sfruttandone i poteri a proprio vantaggio. Una teoria che troverebbe conferma nel romanzo "Gomoria" dello scrittore friulano Carlo Hakim de Medici, che nel suo libro — pur cambiando nomi e luoghi — rivelerebbe dettagli autentici della vicenda.
L’indagine sulla vita di Hakim, condotta da Zani, lo porta dapprima a Gradisca d’Isonzo, nella villa maledetta dove lo scrittore visse e morì, poi a Venezia, seguendo nuove tracce. Secondo Caleb, Arrighi potrebbe aver recuperato un oggetto mistico capace di conferirgli il potere di controllare entità infernali. La ricerca di Zani porta a un’incredibile scoperta. Carlo Hakim intratteneva rapporti con un certo Frederick Wald, meglio noto come Federico Gualdi, sedicente inventore e alchimista di origine ungherese o tedesca, vissuto nel Seicento e al quale la leggenda attribuisce immortalità. Quando Harlan scopre un suo ritratto del 1690, comprende la verità: Frederick Wald non è altri che il Maestro della Notte Saint Germain.
Nelle calli veneziane, Zani viene raggiunto da Tesla e da Matteo Ballarin, uomo di fiducia di Saint Germain. Ballarin non ha intenzioni ostili, vuole solo metterlo in guardia da Lady Nahema e, soprattutto, dal suo amante e segretario Shamad. Raggiunto l’introvabile Campiello della Civetta, Zani, Ballarin e Tesla si addentrano nel Sotoportego del Sole Nero, un autentico passaggio dimensionale che depista Shamad e conduce a un antico ponte veneziano senza parapetto — una vera porta verso un mondo parallelo. Da quel momento, Zani e Tesla diventano ospiti della dimora di Saint Germain, al momento assente.
Ballarin rivela il segreto al centro di tutta la vicenda, l’antico manufatto che concesse a Lorenzo Arrighi lo straordinario potere di soggiogare Gomorya e Haborym, e di cui Carlo Hakim era venuto a conoscenza. Arrighi possedeva una delle Sette Chiavi dell’Inferno, ritrovata durante uno dei suoi viaggi in Oriente, tra le rovine di un tempio yazida. Ma quel luogo sperduto non era del tutto abbandonato, tra le rovine viveva un eremita, un sacerdote che accolse Lorenzo e lo iniziò ai precetti della sua antica religione. Lo Yazida gli parlò della leggendaria Chiave, senza spiegare come ne fosse entrato in possesso, né perché fosse ridotta in polvere. Poi ne raccolse una manciata nella mano e la soffiò sul volto di Arrighi, che da quel momento divenne portatore di un potere oscuro e terribile.
Per recuperare quella Chiave, Adar Melek e Haborym arruolarono la seducente Gomorya, che prese le sembianze di una zingara mendicante, bellissima e vestita di stracci. Il suo compito era sedurre Arrighi e introdursi nella sua casa per frugare nel suo immenso bric-à-brac di collezionista. Ma Arrighi, ammaliato dalla sua bellezza, la fece sua, trasformandola in una dama elegante. Quando scoprì il vero motivo della sua visita, usò il potere della Chiave ormai dentro di lui per dominarla. Gomorya finì per innamorarsi di lui, arrivando a uccidere per gelosia e prendendo il posto della povera Amelia Fleury. Fu allora che nacque il sontuoso palazzo del Vomero.
Quando Adar Melek comprese come stavano davvero le cose, ordinò brutalmente a Haborym di “rimettere le cose a posto”. Non potendo agire di persona, Haborym si rivolse alla Camorra, che accettò l’incarico di assassinare Arrighi per vendicare la morte di don Vicienzo. Gomorya, sconvolta dalla morte dell’amato, sterminò i camorristi e vendicò il tradimento del cocchiere Amedeo. Poco dopo, Cléo de Gomory lasciò le luci della ribalta e scomparve misteriosamente.
Riuniti per raggiungere una villa abbandonata al Parco Grifeo, dove il Monacello afferma di aver visto una donna somigliante a Gomorya, Harlan, Kurjak e Don Raffaele si preparano ad affrontare la demonessa per chiudere i conti con lei. Nell’antica villa, Gomorya conserva ancora la salma di Arrighi — un corpo rinsecchito, divorato dal tempo, ma che racchiude l’essenza della Chiave dell’Inferno. Di fronte alla demonessa appare anche Saint Germain, anch’egli alla ricerca del potere perduto. Ma ormai è troppo tardi, la Chiave è polverizzata da tempo e irrecuperabile, la sua essenza dispersa. Harlan, Gomorya e Saint Germain scelgono di non combattere.
NOTE
Tesla compare solamente a pagina 58.
Della Chiave Perduta non viene svelato nome, forma e origine. E' la terza delle Sette Chiavi dell'Inferno incontrata sinora.
Alla ricerca della Chiave partecipava anche Lady Nahema, ma in questo momento non presente a Venezia.
La fattucchiera Almerinda esce definitivamente di scena.
I personaggi di Lamont Young e Carlo Hakim sono realmente esistiti, così come il romanzo Gomoria al quale è dedicata una pagina approfondita.