Gomòria è un romanzo di Carlo Hakim de Medici, pubblicato originariamente nel 1921. Si tratta di un romanzo gotico e decadente, riscoperto in tempi recenti dalla casa editrice Cliquot
Fragile e malsana cima avvizzita del suo aristocratico albero genealogico, Gaetano Trevi di Montegufo è un dandy d’inizio Novecento, un esteta amato dalle donne più per la munificenza con cui dona i suoi ori e sé stesso che per la prestanza del suo fisico guasto. La noia ha da tempo piantato in lui il seme dell’insoddisfazione, e soltanto una sottile e ben covata meschinità contro gli esseri umani più deboli è in grado di dargli quel fremito che gli alimenta la vita. Così, quando Zimzerla, zingarella di quindici anni, si presenta alla sua porta, lui la accoglie, la accudisce, trasforma la stracciona in una bambola raffinata. E mentre il fiore sboccia, lui si prefigura il gusto che proverà nel carpirlo, deturparlo, e infine gettarlo all’angolo della strada. Zimzerla, però, forse non è chi dice di essere, e il suo piano contro Gaetano si rivela ben più meticoloso, quasi che a ordirlo sia stato Belzebù in persona, o un demone delle sue schiere, il perfido Gomòria, che si palesa sempre sotto il sembiante di donna. (Cliquot Editore)
Il romanzo "Gomòria" di Carlo Hakim de’ Medici viene citato da Caleb Lost, che incarica il suo contatto milanese, Edgardo Zani, di indagare su alcune somiglianze tra il protagonista del racconto, Gaetano Trevi, e gli eventi legati a Lorenzo Arrighi.
Lo scrittore Carlo Hakim, appassionato dei Rosacroce, sarebbe venuto a conoscenza dei fatti riguardanti Arrighi e Gomorya grazie all’amicizia con Frederick Wald, alias il Maestro della Notte Saint Germain, al quale dedicò perfino una copia del suo romanzo.
Si racconta che Carlo Hakim abbia compiuto un viaggio a Parigi per incontrare l’occultista Joséphin Péladan, intenzionato a resuscitare l’Ordine dei Rosacroce, e che in quell’occasione abbia stabilito contatti anche con lo scrittore decadente Joris-Karl Huysmans.