Almerinda (di Stefano Andreucci, Dampyr 52)
Almerinda era 'na janara de nciarme, una fattucchiera. Conosciuta da tutti a Spaccanapoli, è solita raccogliere ogna da janara, un erbaccia prediletta dalle fattucchiere come lei, che cresce sui tetti della città di Napoli.
Incontra il Monacello quando è ancora una bambina, e tra i due nasce un legame di amicizia tanto profondo da durare per tutta la vita. Crescendo, Almerinda si prende cura di lui, portandogli regolarmente sangue di animale nel suo rifugio: un antico palazzo abbandonato in via Nilo, nel cuore di Napoli.
Viene scoperta da Harlan, Kurjak e Don Raffaele nell'atto di portare cibo al Monacello. Dopo una iniziale resistenza si convince della bontà di quelle persone accompagnandoli prima nei sotterranei di Napoli, poi nel vero nascondiglio del Monacello e a sconfiggere il dottor Chillingworth. (Dampyr 52 e 53)
Almerinda torna brevemente alcuni anni dopo, contribuendo assieme a Don Raffaele ed al Monacello alle indagini sullo spirito di Agnese Ayala (Dampyr 160).
Amata e rispettata da molti napoletani, Almerinda diventa una figura quasi leggendaria. Quando, ormai molto anziana, muore, la città intera le rende omaggio. Il suo funerale è affollatissimo, e la bara viene trasportata in una carrozza nera trainata da due cavalli. (Dampyr 281).