Praga (Repubblica ceca)
Pub Hostinec
Casa all'angelo custode
Ponte Carlo
Asmodeus (Gatto di Matylda)
Johannes Jessenius (Vittima di Jan Mydlàř)
Jan Obrazek (Libraio)
Michael Sendivogius (Alchimista)
Athanor (fornello alchemico di Michael Sendivogius)
"Annales ferdinandeorum" (antico volume)
03/03/2001
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Luca Rossi
Copertina: Enea Riboldi
Praga. Incamminatasi durante la notte sul Ponte Carlo, Tesla incontra Nikolaus, che dopo essersi presentato a lei gli scaglia contro lo spok del cavaliere Brunsvìck, alias Rolando, il condottiero che cadde nella battaglia di Roncisvalle tradito da Gano di Maganza. Secondo Nikolaus questo possiede una spada d'oro, magica, la spada di San Venceslao destinata a difendere dal male Praga e tutta la Boemia, una spada in grado di uccidere i vampiri... Tesla evita l'attacco di Rolando e si congeda da Nikolaus gettandolo nella Moldava, per poi concludere la sua camminata attraversando Ponte Carlo e raggiungendo Harlan, Kurjak e Caleb Lost al Teatro dei passi perduti.
Conversando con lo spok dello scrittore e poeta Vladimìr Holan a Nikolaus viene in mente di evocare lo spok di Jan Mydlàř, il famoso boia di Praga famoso per le 27 esecuzioni. Nikolaus oserva Mydlàř camminare per la Praga senza una meta apparente fino a quando lo vede entrare all'interno di una vecchia libraria, la Libreria di Jan Obrazek. Incuriosito del legame tra Mydlàř e quell'anziano libraio, Nikolaus decide di entrare con la scusa della restaurazione di un antico e prezioso tomo, l'Annales ferdinandeorum di Khevenhillers, unica edizione del 1640 appena sottratto dalla Biblioteca dei Passi Perduti. Giusto il tempo che il libraio inizi a sfogliare quell'antico volume, che in lui partono terribili visioni, Jan Obrazek rivive in prima persona le crudeli esecuzioni di Jan Mydlàř, il boia di Praga. Quanto sta accadendo alla libreria in via Nerudova non sfugge al granduca infernale Nergal, avvertito dalla cornacchia Kavka, la sentinella infernale che l'ignaro Obrazek era solito tenere nel suo studio.
Ma cosa vuole esattamente Nikolaus da Obrazek? E cosa centrano Jan Mydlàř e Nergal? Poche ore dopo Nik è impegnato a visitare la Zlata ulicka il Vicolo d'oro, l'antico quartiere posto a ridosso del Castello di Praga, oggi ad uso e consumo dei turisti, ma che un tempo si diceva popolato dagli alchimisti al servizio dell'imperatore Rodolfo. Nikolaus evoca lo spok di Madame de Thebe, la sua amante nei decenni precedenti. Mathylda rievoca alcuni ricordi con lui di quando era in vita, e fornisce a Nikolaus esattamente l'indicazione che voleva conoscere. L'athanor, il leggendario fornello alchemico appartenuto a Michael Sendivogius, è nascosto in una cantina del Vicolo d'oro. Matylda gli indica il luogo esatto: la U andela strazce, ovvero la "Casa all'angelo custode".
Per collegare personaggi ed eventi è necessario partire dal XVII secolo. In quegli anni Praga fu teatro di una rivoluzione operaia contro gli imperatori Aburgo Mattia e Ferdinando. Per frenare lo spirito di ribellione venne incaricato Jan Mydlàř a giustiziare pubblicare ventisette detenuti. Mydlàř iniziò le esecuzioni con la spada, poi stremato dallo sforzo fisico proseguì con le impiccagioni, per finire completamente il suo lavoro nuovamente con la spada. Particolarmente truce fu l'esecuzione di Johannes Jessenius, uomo istruito e famoso chirurgo, noto per essere colui che utilizzò la prima autopsia pubblica, ma anche abile oratore e fomentatore dei rivoltosi. Per lui Mydlář dovette prima tagliargli la lingua, poi la testa e infine gli squartò il corpo. Dopo quanto accaduto Mydlàř proseguì la sua vita frequentando le locande praghesi vantandosi del suo operato, ed è in una di queste occasioni che il boia di Praga venne avvicinato dall'alchimista Michael Sendivogius. Questo di recente aveva avuto una illuminazione, smettere di pensare alla banale trasformazione del metallo in oro e interessarsi alla trasmutazione delle anime. Quale miglior esperimento dello studio dell'anima dannata di Jan Mydlàř? Il boia si prestò agli studi dell'alchimista, ma l'esperimento fallisce miseramente, e l'anima perduta di Jan Mydlàř si dice che da allori vaghi per le strade di Praga, rifugiandosi solo in epoca recente all'interno del librario Jan Obrazek.
L'intenzione di Nikolaus è dunque quella di recuperare l'anima persa di Jan Mydlàř, oggi all'interno del libraio Obrazek, e attraverso l'athanor di Michael Sendivogius proseguire la dove aveva fallito l'alchimista. Tuttavia Nikolaus non poteva sapere che il libraio Obrazek fosse anche il dybbuk del granduca infernale Nergal, un agente silenzioso e silente delle schiere infernali, forse anche inconsapevole di esserlo.
La trappola del dybbuk, in attesa di essere utilizzata da Nergal in futuro contro qualcuno dei suoi nemici, viene "bruciata" per colpa di Nikolaus, ed il granduca infernale, furioso per quanto accaduto, si consulta col principe infernale Samael e decide di rapire Nikolaus. Lo conduce alla Casa ai due serpenti, uno dei rifugi praghesi di Nergal, ma viene salvato dall'intervento di Caleb Lost, che sfoggia il potere della luce degli Amesha e lo sottrae dalle grinfie di Nergal. I combattimenti provocano anche un incendiò che distruggerà parzialmente quel rifugio.
In ultimo va segnalato l'interesse di Samael, il principe dei seduttori, per Tesla che si rivela a lei per la prima volta.
NOTE
Tesla si imbatte nello spok del Cavaliere Rolando di Brunsvìck, evocato da Nikolaus. Rolando (o Roland) e la sua spada in grado di uccidere i vampiri sono al centro di una storia su Dampyr 296 e 297.
Il libraio Jan Obrazek muore dopo poche pagine. Tuttavia la sua Libreria sita in via Nerudova diviene una delle dimore di Harlan a Praga.
Dei rapporti personali tra Nikolaus e Madame de Thebe se ne riparla in Dampyr 62 e 153.
Viene accennato il fatto che Nikolaus abbia avuto una discussione con gli alchimisti John Dee e Edward Kelly. La questione viene ampiamente approfondita in Dampyr 121.
Dell'Annales ferdinandeorum se ne riparla in Dampyr 23
NOTE SUGLI AUTORI
8° storia per Mauro Boselli.
3° storia disegnata da Luca Rossi.