Ypres (Francia)
Praga (Repubblica Ceca
Casa di Nikolaus
Vecchio ghetto
Hostinec
Monaco di Baviera (Germania)
Schwabing (Quartiere degli artisti)
Cimitero di guerra di Langemarck (Belgio)
Gand (Belgio)
Maniero di Boissy-Levieux (Maison deas gueules-cassées, Dipartimento della Marna, Francia)
Spok di Nikolaus: Bozena, Rysanek, Shegl, Signora Peralek, Matylda Prusova, Zdenek Prusov, Jeanne
Asmodeus (Gatto di Matylda e Zdenek)
Signora Abel (Madre di Mordechai Abel)
Mordechai Abel (Marc Abel
Klaus Lehmann, Hans Wagner (Amici bavaresi di Zdenek e Mordechai)
Von Stuck (Maestro di arte di Mordechai)
Klara (Modella di Mordechai)
Weber, Volkers (Soldati tedeschi)
Maestro della Notte ignoto
Ghoul (Non morti)
Jeanne (Infermiera di Boissy-Levieux)
Custode di Boissy-Levieux (Figlio di Jeanne)
Delphine (Nipote di Jeanne)
Diario di Jeanne
05/12/2012
Vicolo d’Oro, Praga. Su consiglio di Caleb Lost, Nikolaus decide di affrontare i fantasmi del proprio passato. Attraverso i suoi poteri raggiunge quella che fu la casa di Matylda Prusova ed evoca il suo spok. Tra loro, un tempo, vi fu un legame profondo, qualcosa di più di un semplice amore: un intreccio di vite che lega Nikolaus al giovane Zdenek Prusov, il figlio di Matylda, scomparso in circostanze mai del tutto chiarite. Nik promette allo spok di Matylda che è giunto il momento di scoprire la verità sulla sorte del ragazzo. Una verità che, per troppo tempo, egli stesso ha temuto di affrontare.
A quel punto Nikolaus chiama Harlan e gli chiede di aiutarlo nella ricerca. Come primo passo rievoca il vecchio ghetto di Praga, ormai scomparso; poi cerca lo spok di Zdenek, che sembra percorrere un cammino abituale diretto verso la casa di Mordechai Abel, un ragazzino ebreo di cui era stato grande amico.
Mordechai aveva un talento naturale per la pittura e, mentre Nikolaus segue quella traccia, i ricordi riaffiorano. Rammenta il violento litigio tra Zdenek e il suo amico pittore, quando questi si permise di ritrarre Matylda — la madre di Zdenek — in pose che il ragazzo giudicò oscene, accanto alla figura di un demone. Mordechai ignorava la vera natura di Nikolaus, ma possedeva un dono e aveva intuito la relazione tra lui e Matylda. Zdenek reagì con rabbia, ma i due fecero presto pace. Poco tempo dopo lasciarono Praga per Monaco di Baviera, decisi a tentare la fortuna come artisti.
A Monaco iniziarono a frequentare il circolo degli artisti. Se nei quadri di Zdenek dominavano soggetti luminosi e solari, le tele di Mordechai — che nel frattempo aveva iniziato a firmarsi Marc Abel — assumevano toni cupi e inquietanti. Pur essendosi quasi innamorato di Klara, la sua modella e musa ispiratrice, la ritraeva in pose agghiaccianti, deformate e orrorifiche. Il suo talento iniziò a essere riconosciuto, ma della sua arte si parlava con un misto di ammirazione e orrore.
Poi scoppiò la Prima Guerra Mondiale. Zdenek e Mordechai furono costretti ad arruolarsi e, di comune accordo, scelsero di combattere con l’esercito tedesco anziché con quello austro-ungarico.
Nel settembre 1914 l’avanzata verso Parigi fu arrestata sulla Marna. I belgi, dopo aver perso quasi tutto il Paese, si asserragliarono a Langemarck, nel saliente di Ypres. Gli Alleati intervennero e i tedeschi subirono una durissima sconfitta nella cosiddetta Prima battaglia di Ypres, dove morirono venticinquemila giovani studenti tedeschi.
Nikolaus, deciso più che mai a scoprire il destino di Zdenek, è convinto che i due ragazzi siano sopravvissuti a quell’inferno. Poco dopo, infatti, scrissero a Matylda annunciando di essere stati trasferiti nelle trincee.
Per saperne di più, Harlan e Nikolaus si recano a Gand e chiedono aiuto a Hanneke Gerts. Attraverso le sue conoscenze, la poliziotta rintraccia alcuni ritratti firmati Marc Abel conservati presso la Biblioteca di Gand, confermando così che Mordechai è sopravvissuto alla guerra. Di Zdenek, invece, nessuna informazione.
I soggetti di Abel sono quasi monotematici, evidente segno dei traumi subiti al fronte. Uno in particolare è agghiacciante e sembra alludere alla presenza dei ghoul durante la battaglia. Secondo alcune fonti, Marc Abel disertò e venne catturato dai francesi. Trasferito in ospedale per gravi ferite al volto, divenne uno dei cosiddetti gueules cassées, i mutilati di guerra dal viso devastato, talmente sfigurati da rendere quasi impossibile il loro reinserimento nella società.
Grazie alla sua arte ottenne una certa celebrità e la cittadinanza francese. Per lungo tempo fu ricoverato al Maniero di Boissy-Levieux, conosciuto anche come Maison des Gueules-Cassées. È lì che Harlan e Nikolaus decidono di dirigersi per scoprire cosa accadde loro al termine della guerra.
Il castello è abbandonato da oltre cinquant’anni, ma Nikolaus riesce a convincere il custode, con i suoi poteri di persuasione, a lasciarli entrare. L’uomo racconta di testimonianze mai prese sul serio, passanti che avrebbero visto luci accendersi tra le finestre o avvertito presenze all’interno dell’edificio, nonostante fosse deserto e disabitato da anni.
Il guardiano di Boissy Levieux, figlio di Jeanne — un’infermiera assunta nella struttura nel 1941 — mostra loro il diario della madre. Sfogliandone le pagine, Nikolaus scopre che Jeanne riuscì a incontrare quello che tutti chiamavano “il pittore senza volto”. Tra i due nacque in breve tempo una relazione. L’infermiera scoprì ben presto che, dietro la maschera, non vi era alcuna ferita. Marc Abel celava il proprio volto durante il giorno per ragioni che non spiegava. Jeanne chiese e ottenne turni notturni per poterlo incontrare, e la loro storia proseguì anche quando Marc rimase ufficialmente l’unico paziente della struttura, nel 1940 — l’anno in cui si disse fosse morto.
Jeanne chiese al marito di trasferirsi vicino a Boissy-Levieux e di diventarne custode. Ufficialmente Marc era deceduto, ma i loro incontri continuarono in segreto.
Harlan e Nikolaus comprendono allora che Marc è con ogni probabilità ancora nascosto all’interno del maniero. Intuiscono anche che a fornirgli sangue sia Delphine, la nipote di Jeanne e figlia dell’attuale custode. Nikolaus segue la giovane e incontra finalmente Marc Abel, che lo riconosce immediatamente.
Marc racconta di essere stato trasformato in non morto dopo la diserzione,ma di non avere nessuna informazione sul Maestro della Notte. I ghoul lo avevano condotto, insieme a Zdenek e al loro compagno Klaus Lehmann, in un sotterraneo nella terra di nessuno. Zdenek, che non venne trasformato, rimase sé stesso e convinse Marc a fuggire. Durante la fuga, però, furono colpiti entrambi. Zdenek venne gravemente ferito al volto da una scheggia di shrapnel, Marc invece grazie ai suoi poteri da non morto ebbe la meglio.
Marc allora scambiò le proprie medaglie identificative con quelle dell’amico. Fu Zdenek, con il nome di Marc Abel, a essere portato in salvo e trasferito a Boissy-Levieux come mutilato di guerra. Il vero Marc lo raggiunse nel 1920 e decise di restare clandestinamente nel castello, dipingendo tele che Zdenek avrebbe potuto firmare e vendere per garantirsi il sostentamento.
La relazione con Jeanne fu dunque ambigua e condivisa: la donna amò entrambi, ma fu soprattutto a Zdenek — l’uomo dal volto devastato — che legò il proprio destino.
Fu Zdenek a morire nel 1940. Jeanne, distrutta e più innamorata di lui che di Marc, si allontanò dal maniero, tornando solo saltuariamente fino al 1960.
Nikolaus ha così ottenuto la verità che cercava. Grazie ai ricordi di Marc riesce a evocare lo spok di Zdenek — e anche quello di Jeanne. Harlan stringe un accordo con il non morto: non lo ucciderà, a condizione che rimanga per sempre a Boissy-Levieux e lasci libera Delphine.
Nikolaus può ora tornare a Praga e permettere agli spok di Matylda e Zdenek di incontrarsi ancora una volta.
NOTE
Nikolaus nomina il cavaliere Dalibor comparso in Dampyr Speciale 4.
Di Matylda Prusova si è parlato per la prima vola su Dampyr 12 e 62.
A pagina 18 appare lo spok della signora Peralek già apparso in Dampyr 62.
Non viene rivelata l'identità del Maestro della Notte che ha generato i Ghoul e che ha trasformato Marc Abel. Il mistero viene svelato su Dampyr 165.
NOTE SUGLI AUTORI
104° storia scritta da Mauro Boselli
10° storia disegnata da Alessandro Bocci