Zdenek e Mordechai (di Alessandro Bocci, Dampyr 153)
Mordechai Abel (successivamente Marc Abel) nasce nel ghetto di Praga ed è, fin da ragazzo, un talento naturale della pittura. Amico fraterno di Zdenek Prusov, condivide con lui sogni artistici e il desiderio di lasciare una città che per loro stava troppo stretta.
A differenza dell’amico, però, la sua sensibilità è attraversata da qualcosa di oscuro, nei suoi quadri affiora un’inquietudine ed un orrore forse non dovuto ad un semplice gusto per il macabro. Col tempo i due decidono di trasferirsi a Monaco di Baviera.
A Monaco entrano nel circolo degli artisti. Qui Mordechai comincia a firmarsi Marc. Mentre Zdenek dipinge soggetti luminosi e solari, le tele di Marc si fanno sempre più cupe e ossessive. Anche quando ritrae Klara, la modella di cui è quasi innamorato, la rappresenta in pose agghiaccianti. Il suo talento viene riconosciuto, ma suscita fascinazione e turbamento.
La guerra interrompe ogni cosa. Lui e Zdenek si arruolano nell’esercito tedesco. Dopo l’inferno delle prime battaglie sul fronte occidentale, maturano la decisione di disertare. È durante quel tentativo che avviene l’incontro con i ghoul, i non morti della terra di nessuno. Mordechai viene trasformato in non morto e la sua esistenza subisce un punto di svolta.
Nonostante la nuova vita è Zdenek a convincerlo a fuggire dai ghoul. Durante la fuga Zdenek è gravemente ferito al volto, sfigurato da una scheggia di shrapnel. Per salvarlo, Mordechai pensa allo scambio delle medaglie identificative. Zdenek viene soccorso con il nome di Marc Abel e trasferito in Francia, tra i mutilati di guerra. Il vero Marc scompare nell’ombra. Nel 1920 raggiunge clandestinamente l’amico al Maniero di Boissy-Levieux. Da allora vive nascosto nel castello, dipingendo per lui le tele che Zdenek firma e vende.
Nel maniero conosce l'infermiera Jeanne. Per tutti è “il pittore senza volto”, nascosto dietro una maschera. Jeanne scopre che sotto quella maschera non vi sono ferite visibili, il suo è un volto che non può mostrarsi alla luce del giorno. Tra loro nasce una relazione complessa, condivisa con Zdenek. Ma il legame più profondo di Jeanne resta quello con l’uomo sfigurato.
Quando Zdenek muore nel 1940, Marc rimane solo nel castello. Ufficialmente è morto da anni; in realtà continua a esistere nell’abbandono del maniero, nutrendosi in segreto grazie all’aiuto della nipote di Jeanne, Delphine. Ancora negli anni successivi dipinge sui muri affreschi che raccontano la guerra e l’orrore, tanto recenti da tradire la sua sopravvivenza.
Scoperto da Harlan e Nikolaus, Marc viene graziato dal Dampyr, al quale promette di non uccidere più nessuno e di lasciare libera Delphine.
La sua storia viene raccontata su Dampyr 153.