Nikolaus ritrova l'athanor nello scantinato della "Casa all'angelo custode" (di Luca Rossi, Dampyr 12)
L'Athanor è il fornello alchemico di Michael Sendivogius, il discusso alchimista e filosofo vissuto a Praga nel XVI secolo. Si dice che ad un certo punto della sua vita questo cadde in disgrazia riuscendo a corrompere un ufficiale delle guardie agli ordini dell'imperatore Rodolfo che viveva nel Vicolo d'oro, e che questo fosse interessato a conoscere i segreti dell'alchimia. A distanza di oltre quattro secoli l'Athanor, il leggendario fornello alchemico appartenuto a Sendivogius, è ancora in quella abitazione, nella "U andela strazce", ovvero la Casa all'angelo custode.
A differenza degli altri forni alchemici, l'Athanor non veniva semplicemente utilizzato per trasformare i comuni metalli in oro. A suo modo Sendivogius era un antenato dei moderni psicanalisti, e aveva capito che trasmutare i metalli è solo un simbolo. Quello che l'alchimista aveva intenzione di fare è trasformare le anime, ma se vi fosse riuscito non avrebbe conquistato soltanto la conoscenza dell'oro, ma l'onniscienza assoluta degli angeli. Tuttavia Sendivogius dovette lasciare il suo lavoro a metà, ed il suo prezioso oggetto rimase per secoli sepolto in una cantina di una vecchia casa del Vicolo d'oro.
Dopo aver scoperto la sua ubicazione attraverso i poteri da veggente di Matylda Prusova, Nikolaus riesce ad impossessarsi dell' athanor ma viene obbligato da Nergal ad utilizzare il leggendario forno per purificare il dybbuk dalla malvagità di Jan Mydlar, non riuscendo nel suo intento. L'athanor viene rovesciato da Harlan per utilizzare il suo contenuto, zolfo e mercurio, al fine di fermare una piccola legione di demoni guidata da Nergal. Non ci sono ulteriori informazioni a riguardo.
Dell'athanor e di Sendivogius si parla in Dampyr 12.