"Bendix art gallery"
Highgate Hill (Casa di Dean Barrymore)
Edgware (Casa di Kristina Reibman)
"British library"
"Victoria station"
James (Aiutante di Vera Bendix)
Kristina Reibman (Nipote di Reibmann)
Edgar (Maggiordomo di Martin De Vere)
Taccuino di Vera Bendix
Dal "Taccuino di Vera Bendix" (Anni '40)
Luoghi
Uffici del SOE (Londra, Regno Unito)
Nantes (Francia)
Polonia
Rovine del castello di Kongsberg (Masuria)
Russia
Vera Bendix (Agente del SOE)
Edward Foster (Agente del SOE)
Miss Devlin (Agente del SOE)
Sir Collin (Agente del SOE)
Lamont (Agente SOE in Bretagna)
Fritz Reibmann/Fred Reibman (Agente SD)
Charles Houghton (Agente del SOE scomparso)
Edward Smith (Agente del SOE scomparso)
Robert Harrigan (Agente del SOE scomparso)
Bill, Roy (Agenti complici di Vera in Russia)
Donald Paine (Ex SOE, Thule)
Dal "Quaderno di Epraim" (Anni '40)
Luoghi
Polonia
Masuria
Varsavia
Maniero di Kongsberg - Napòla (National Politische Erziehunsanstalten)
Fortezza di Kongsberg
Personaggi
Magda (Strega)
Stefan, Ladislav ("Ditta")
Dottor Hassel (Napòla di Kongsberg)
03/04/2008
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Alessandro Bocci
Copertina: Enea Riboldi
Praga, Teatro dei passi perduti. Harlan inizia ad avere degli strani sogni, o meglio delle visioni, proprio in concomitanza con l'inizio della fluttuazione della swastika del sole, il manufatto magico tanto ricercato da Draka e recuperato a Castello De Vere quattro anni prima (Dampyr 46). Caleb Lost decide di utilizzare la Macchina dei sogni per dare un senso a quelle visioni, o meglio al messaggio telepatico che sta giungendo Harlan molto probabilmente da parte di suo padre Draka.
Viene visualizzato un ragazzo ebreo che fugge inseguito in una foresta in pieno inverno, accolto e protetto da una strega sfregiata in volto. Poi altri flash: un collegio per giovani nazisti, un misterioso uomo col monocolo, una seconda swastika del sole e le visioni di Edward Foster e Dolly MacLaine. A tutto questo si aggiungono altri enigmatici e frammentari indizi lasciati da Dolly MacLaine già in possesso di Harlan <<Laghi masuri. Inverno 44-45. Foster cerca una spia britannica scomparsa, Vivian Baine. Sandy. Armata di ombre. Ultima battaglia. Re del mondo>>.
Nel tentativo di riunire le tessere di questo complicato puzzle Harlan alza il telefono contatta e Vera Bendix, vecchia amica ed ex spia SOE durante la seconda guerra mondiale, in passato strettamente legata a Edward Foster. Quando era in azione, negli anni 40, Vera era solita appuntare i dettagli delle sue missioni in un taccuino, lo stesso che ora prende in mano con l'intenzione di rileggere e rivivere quelle emozionanti storie che potrebbero fornire qualche interessante indizio per Harlan.
Dal taccuino di Vera Bendix.
Londra, uffici del SOE, 1943. Foster e Miss Devlin rilevano una anomalia dall'agente Lamont operativo in Bretagna. La loro linea di comunicazione segreta è ormai inquinata con l'infiltrazione degli uomini della SD, il servizio segreto tedesco, e a tutto questo fa seguito la perdita della sezione N operativa in Olanda, anch'essa completamente occupata dai tedeschi. Foster decide di partire per la Francia per fare luce sulla vicenda ma viene fatto prigioniero e condotto nel quartier generale dell' SD non distante da Nantes. Ma si tratta di una montatura per permettere un blitz da parte degli inglesi coadiuvati dagli speciali poteri del non morto Godwin Brumowski (al servizio di Draka e all'occorrenza al servizio del SOE). Foster viene liberato e viene prelevato Fritz Reibmann, uno dei pezzi grossi del controspionaggio tedesco, una personalità che avrà una certa rilevanza negli sviluppi futuri, che viene condotto velocemente in Inghilterra per essere interrogato. Tuttavia Reibmann non rivelò mai il nome del doppiogiochista inglese nelle "Rete Ariel", ma di lui se ne riparlerà più avanti.
Il chiodo fisso di Foster era ricostituire la rete spionistica in attesa del D-Day, tuttavia il maggiore non aveva dimenticato gli agenti caduti o deportati nei campi di sterminio, e con grande altruismo dopo la liberazione di Nantes del 1944 tornò nuovamente nella città francese per recuperare gli agenti perduti, finiti nei lager o caduti prigionieri. Ma non trovò quasi nulla. I tedeschi infatti, per ordine del führer avevano fatti sparire i registri contabili coi nomi dei prigionieri più pericolosi, si trattava della direttiva "Nacht und nebel", "Notte e nebbia". Foster allora si diresse a est, in pieno conflitto, ma da quel momento i colleghi del SOE persero le sue tracce...
Passano i mesi e si arriva al 1945. La guerra è terminata. Negli uffici inglesi si diffonde la notizia che il SOE, mai ben visto dal servizio segreto reale MI6, avesse esaurito la sua funzione e che fosse a rischio chiusura, tuttavia Vera Bendix che ammirava sopra ogni cosa il maggiore Foster decise di farsi dare le autorizzazione necessarie per partire alla volta dell'Europa orientale alla ricerca degli agenti prigionieri e dello stesso Foster, disperso da mesi. Una volta giunta in Polonia, Vera qualche risultato lo ottenne: seppe che l'agente Charles Houghton si unì ai partigiani polacchi, mentre che gli agenti Edward Smith e Robert Harrigan furono rimpatriati dai sovietici. Stuzzicava la sua curiosità l'agente Donald Paine alias "Robin", della sezione F della "Rete Ariel", che le ultime notizie davano in mano ai sovietici. E fu in Russia che Vera si diresse, e grazie alla sua abile parlantina e alla conoscenza della lingua russa riuscì a ottenere un accordo per la liberazione di Paine, che riuscì a coinvolgere nella sua personale ricerca del maggiore Foster in Polonia.
Vera riesce inoltre a ricostruire gli ultimi movimenti di Foster. Nel 1944, di comune accordo, SOE e governo polacco decisero di inviare una missione di soccorso per l'AK, l'esercito di liberazione polacco che era ormai allo stremo. Foster che aveva sempre a cuore il recupero dei prigionieri nei lager si mise a capo di sette uomini e dopo vari tentativi partì in volo da Brindisi e sorvolando Romania e Bulgaria si paracadutò oltre il confine polacco. E' lì che Vera Bendix crede sia ancora Foster, ma appena riesce a costituire una squadra a 4 con Paine, Bill e Roy per mettersi alla sua ricerca scopre di essere stata tradita da Paine ai "Wehrewolfe", i "Lupi mannari", uno sparuto gruppo di irriducibili combattenti del reich, in pratica utili pedine della Thule ora alla ricerca della seconda "swastika del sole" dopo essere entrata in possesso della prima nel 1941 (Vedere Dampyr 46).
Fatta prigioniera dei "Wehrwolfe", Vera viene condotta nei ruderi del castello di Kongsberg e viene interrogata. Gli viene chiesto di rivelare il nascondiglio della seconda swastika del sole, la stessa che si dice sia stata custodita in passato proprio nel Castello di Kongsberg prima della sua distruzione, proprio come ribadito da un misterioso taccuino in loro possesso, scritto in polacco. Vera non ha idea di cosa parlano i nazisti, e grazie ad alcuni piccoli trucchi da spia (una piccola lama infilata nella cerniera della borsa) riesce a liberarsi, ma è fondamentale l'arrivo del non morto Godwin Brumowski per sterminare il piccolo gruppo di nazisti.
Vera abbraccia affettuosamente Brumowski, che afferma di conoscere con precisione dove si trova Foster ma di non poterglielo rilevare, e prima di congedarsi prende con se il taccuino scritto in polacco che avevano in mano ai "Wehrwolfe", un piccolo diario con alcune indicazioni per raggiungere la seconda swastika del sole. Anche Brumowski, e quindi Draka, è alla ricerca della seconda swastika del sole.
---
Londra, oggi. Il racconto di Vera termina qui. Dalla sua preziosa testimonianza Harlan è riuscito a decifrare alcune delle visioni che gli aveva inviato Draka. Al castello di Kongsberg, in Masuria, era conservata una seconda swastika del sole, ma prima di partire per la Polonia (oggi la Masuria si trova entro i confini dello stato polacco), Harlan e Kurjak passano da Matthew Shady al "Globetrotters club" dove riepilogano brevemente la situazione. In sostanza la ricerca delle due swastike del sole non è nient'altro che un'altra partita a scacchi che stanno giocando Draka e Marsden, Draka compie i suoi passi attraverso Harlan, Marsden attraverso un piano ancora da decifrare che verrà svelato solamente più avanti. Resta ancora da decifrare il potere di questi due manufatti. Sono davvero così potenti da scatenare una forte competizione tra due Maestri della Notte?
Riunitisi il giorno successivo ad Highgate hill, nella casa di Dean Barrymore (però assente) e accolti da Sati, Shady elabora una nuova pista. Riguarda Fritz Reibmann, l'agente dell'SD portato a Londra da Foster nel 1943. Questo dopo essere entrato nell'MI6, il servizio segreto reale, ha assunto l'identità "inglese" di Fred Reibman modificando in parte il suo nome e con ogni probabilità continuando a fare il doppio gioco per la Thule. Il giorno successivo Harlan, Kurjak, Vera e Matthew si dirigono in quello che era l'ultimo recapito conosciuto di Reibman scoprendo che lì vive sua nipote Kristina, apparentemente una ragazza ingenua che non sapeva nulla degli affari del nonno, in realtà l'amante di Martin De Vere, l'ultimo leader dei Lupi Azzurri, la società segreta che discende direttamente dalla Thule di cui Reibman era membro.
Ma il colpo di scena avviene il giorno successivo: Vera riceve la visita di Timothy O'Brien, giornalista già conosciuto da Harlan e famoso per l'intervista che gli concesse Dolly MacLaine prima della sua scomparsa (Se ne è parlato in Dampyr 43). Questo afferma di essere stato contattato dallo spirito di Dolly (o meglio, da Dolly in forma incorporea), che gli ha fornito le informazioni necessarie per recuperare il vecchio quaderno scritto in polacco, lo stesso che era in mano ai nazisti "Wehrwolfe" nel 1945 e che prese con se Brumowski. Tutto lascia pensare che Dolly MacLaine e O'Brien siano solo dei tramite di Draka per consegnare quel prezioso diario alla squadra di Harlan per la ricerca della seconda swastika del sole. O'Brien afferma di essere completamente estraneo a quanto sta accadendo, non sa nulla dell'esistenza di Maestri della Notte ne di Swastike del sole, ma viene comunque invitato da Harlan alla lettura del diario da parte di Vera, l'unica in grado di leggere e tradurre dal polacco...
Dalla lettura del "Quaderno di Ephraim".
Prussia occidentale, Anni 40. Un bambino fugge dalla foresta. Viene accolto da Magda, una strega che pratica la magia, che riesce a scacciare i suoi inseguitori. Il ragazzo si chiama Ephraim, proviene dal villaggio ebreo ormai distrutto di Yadowiye, nella Prussia occidentale, viene accolto a accudito dalla fattucchiera ma nei giorni successivi gli attacchi alla casa della strega si fanno più intensi ed Ephraim si vede costretto nuovamente a fuggire con la casa di Magda che finisce in fiamme.
Fuggendo nei boschi il ragazzo si imbatte nella "Ditta", un tempo i "Figli dell'orsa maggiore", un gruppo di uomini armati che stringe affari con partigiani polacchi, tedeschi e armata rossa trafficando in armi, un traffico di facciata che in realtà nasconde un solido appoggio al fronte di liberazione polacco (AK). Entrando nella "Ditta" Ephraim apprese il tedesco e assunse una nuova identità combattendo per loro, almeno fino al 1944 quando Stefan e gli altri suoi compagni caddero a Varsavia abbandonati da partigiani polacchi e dall' "Armata rossa". Tuttavia Ephraim riuscì miracolosamente a fuggire da Varsavia e imbattendosi in una battuta di caccia di alcuni ufficiali nazisti, e identificato per il suo aspetto come volksdeutscher, un tedesco etnico che viveva oltre il confine del reich, viene preso e condotto nella napòla alla fortezza di Kongsberg, nella Prussia orientale, ultima roccaforte tedesca, dominio secolare dei cavalieri teutonici e dei nobili junckers. La napòla (letteralmente National Politische Erziehunsanstalten) è un collegio d'elite per ragazzi di razza ariana selezionata che avrebbero dovuto formare la classe dirigente del terzo reich millenario), ed il giovane ebreo Ephraim si trova suo malgrado proprio in quel collegio...
...continua su Dampyr 98
NOTE SUGLI AUTORI
69° storia scritta da Mauro Boselli
5° storia disegnata da Alessandro Bocci.