Ephraim (di Alessandro Bocci, Dampyr 97)
Ephraim è un ragazzo ebreo originario del paesino di Iadowiye, Polonia.
Perseguitato durante la guerra viene accolto per un breve periodo dalla fattucchiera Magda, ma nei giorni successivi gli attacchi alla casa della strega si fanno più intensi ed Ephraim si vede costretto nuovamente a fuggire, con la casa di Magda che finisce in fiamme.
La storia di Ephraim è stata ricostruita attraverso le sue stesse parole scritte in un quaderno a mo' di diario.
"Il quaderno di Ephraim" è un taccuino scritto sottoforma di diario da Ephraim, che racconta la vita del giovane ragazzo dalla fuga del suo villaggio nativo a quando venne accolto dalla fattucchiera Magda, fino al periodo passato nella napòla nazista di Kongsberg.
Il quaderno si interrompe dopo la sua fuga dal castello, è infatti durante il percorso nelle gallerie segrete di Kongsberg che il taccuino cade a terra venendo recuperato da Godwin Brumowski. Questo passò nelle mani di Draka, che attraverso Dolly MacLaine e Timothy O'Brien venne fatto recapitare ad Harlan oltre cinquant'anni dopo per fornire una flebile traccia sulla posizione della seconda swastika del sole. Il quaderno di Ephraim si inserisce in una complessa storia raccontata in Dampyr 97 e 98.
Dopo essere stato accolto dalla fattucchiera Magda, che riesce momentaneamente a mettere in fuga i superstiziosi inseguitori del giovane ebreo, Ephraim passa un po di tempo con la vecchia strega che decide di accudire e prendersene cura di lui come fosse suo figlio. Ma la pace dura solo per poco, perché di lì a poco avviene un secondo attacco alla casa di Magda che finisce in fiamme, col ragazzo costretto a fuggire nei boschi.
Fuggendo nei boschi Ephraim si imbatte nella "Ditta", un tempo i "Figli dell'orsa maggiore", un gruppo di uomini armati che stringe affari con partigiani polacchi, tedeschi e "Armata Rossa" trafficando in armi, un traffico di facciata che in realtà nasconde un solido appoggio al fronte di liberazione polacco (AK). Entrando nella "Ditta" Ephraim apprese il tedesco e assunse una nuova identità combattendo per loro, almeno fino al 1944 quando Stefan e gli altri suoi compagni caddero a Varsavia abbandonati dai partigiani polacchi e dall'avanzata dell' "Armata rossa".
Tuttavia Ephraim riuscì miracolosamente a fuggire da Varsavia, si imbatté in una battuta di caccia di alcuni ufficiali nazisti, e identificato per il suo aspetto come volksdeutscher, un tedesco etnico che viveva oltre il confine del reich, viene preso e condotto nella napòla alla fortezza di Kongsberg, nella Prussia orientale, ultima roccaforte tedesca, dominio secolare dei cavalieri teutonici e dei nobili junkers. La napòla (letteralmente National Politische Erziehunsanstalten) è un collegio d'elite per ragazzi di razza ariana selezionata che avrebbe dovuto formare la classe dirigente del terzo reich millenario. Ephraim trovò così rifugio suo malgrado nella tana del lupo.
Castello di Kongsberg 1944. Ephraim viene a tutti gli effetti accolto come un giovane membro dell'elite nazista. Dopo una breve visita col dottor Hassel, che pur riconoscendo i segni della circoncisione evita di denunciare il giovane ebreo alle autorità naziste, Ephraim, che ha cambiato nome nel più tedesco Ludwig Meister, fa la conoscenza di August Von Rolfe, anche lui jungmannen (giovane membro) della scuola iniziando il suo addestramento da giovane studente.
Durante una esercitazione vedendo il compagno e amico August cadere nel lago ghiacciato Ephraim non si tira indietro e con grande coraggio riesce a salvare il compagno da morte certa. L'eroico gesto sarà apprezzato moltissimo dal colonnello e comandante supremo Otto Von Korngold, junker di antichissima nobiltà e comandante in capo del castello di Kongsberg, ma anche da Helga, una giovane ragazza di cui Ephraim sembra essersi innamorato.
Il fronte di guerra si avvicina al castello di Kongsberg e per i nazisti sembra mettersi male. A peggiorare la situazione di Ephraim c'è una confidenza fatta ad Helga, la cameriera di cui si era innamorato, dove in sostanza ammetteva di essere un intruso, un ebreo in una scuola di nazisti. Grave errore quello del giovane ragazzo. Helga denuncia Ephraim ai suoi superiori col ragazzo che per sopravvivere si vede costretto ad uccidere il maggiore Blattchen. In sua protezione giungono però August, che non ha dimenticato di essere stato salvato dal giovane ebreo, ed il conte Otto Von Korngold, comandante in capo del castello di Kongsberg in rottura con le decisioni e gli ufficiali nazisti.
Korngold per salvare i due ragazzi, ormai compromessi, dona loro la seconda swastika del sole e li fa fuggire attraverso un cunicolo segreto che parte dal retro della libreria del suo alloggio. Korngold descrive la swastika come un antico simbolo solare di cui i nazisti si sono indegnamente appropriati. Si tratta di un oggetto in grado di aprire un varco verso nuovi mondi in grado di permettere ai due ragazzi di raggiungere lo Yiddischland. Ephraim e August faticano a seguire quanto Korngold gli sta dicendo, tuttavia i due ora si ritrovano al buio, in fuga nei cunicoli segreti del castello mentre all'esterno l'Armata rossa iniziava i suoi bombardamenti a Kongsberg.
In queste condizioni di buio Ephraim non riesce più a scrivere e lo scritto si interrompe.
Vera Bendix e Harlan col quaderno di Ephraim
Ephraim
Magda (Fattucchiera)
Stefan e Ladislav (Membri della "Ditta")
Dottor Hassel
Helga