West Darfur (Sudan)
Linea ferroviaria Khartoum - Wadi Alfa (Deserto del sudan)
Lago nasser
Dongola
Al Fashir (Darfur)
Zamzam (Darfur)
Faras (Lago Nasser)
Ain Farah
Amin Shady (Amin al Kufrah)
Colonnello Kazim
Rashad Musa (Maggiore RSF)
Sawar (Miliziani RSF)
Sayid (Figlio di Tahrah)
Medaglione di Rashad Musa di Marsden
Collana di capelli di Marsden
04/02/2025
Nelle puntate precedenti. La competizione per il possesso delle Tre Spade si fa sempre più feroce. Se la Curtain sembra ora essere nelle mani di Holger e Araxe, la ricerca della Durandal e della Flamberge resta completamente aperta. La pista principale conduce in Africa, in Sudan. Harlan riesce a stabilire un contatto con la Flamberge di Renaut de Montauban, che secoli prima combatté contro Jan Vathek proprio su quelle terre, ma l’ubicazione dell’arma resta ancora sconosciuta. Intanto Azara segue le stesse tracce dopo aver rapito Matthew Shady, mentre lo scenario di guerra travolge anche il Medical Team di Michel Dast e Arno Lotsari e il figlio adottivo di Samantha King, Amin Shady, sequestrato dal sanguinario maggiore delle RSF, Rashad Musa.
West Darfur, oggi. Dopo l’attacco delle RSF al campo di Nyala, Michel Dast, Aziza e altri volontari del Medical Team tentano di lasciare il Darfur per raggiungere la frontiera con il Ciad, ma lungo il tragitto vengono fermati da un altro commando delle RSF. Dast viene ferito, mentre Aziza è rapita. A salvarla dalla violenza dei predoni è Tesla, che irrompe nell’accampamento e la libera.
Nel frattempo, nel deserto sudanese, Azara e Matthew Shady — ancora prigioniero — salgono su un treno merci diretto a Wadi Halfa. La città, colma di profughi in fuga verso l’Egitto, è solo una tappa intermedia verso le antiche rovine di Faras, ciò che resta dopo l’allagamento seguito alla costruzione della diga di Assuan. Azara ipotizza che nella cattedrale sommersa possa trovarsi la Durandal o la Flamberge. Faras era infatti capitale del regno cristiano di Nobazia, caduto, secondo le leggende, sotto il dominio dell’emiro Jan Vathek. Così, giunta al Lago Nasser, Azara raggiunge la zona sommersa con un barchino, si immerge e scandaglia i fondali alla ricerca del frammento del Calderone di Dagda.
Dongola. Dopo il vano tentativo di recuperare la Durandal, Harlan e Samantha — ancora sconvolta per la sorte di Amin — cercano di riorganizzarsi. Poco dopo giunge la telefonata di Kurjak: la buona notizia è che Amin è vivo; la cattiva è che potrebbe essersi macchiato del massacro di una giovane donna Masalit e del suo bambino.
Nel frattempo anche Rashad Musa raggiunge alcune rovine di Faras con la sua milizia RSF. Fa scavare nei pressi di un antico rudere e, riaperto l’ingresso di una grotta, scende nelle gallerie insieme a Sawar e a due prigionieri Masalit. Li fa sgozzare senza pietà sopra una grata, lasciando che il sangue coli nella cripta sottostante, risvegliando così un non morto. È Carahue, che emerge con la Durandal al fianco. Grazie a un amuleto contenente materiale organico di Lord Marsden, Musa riesce a soggiogarlo e costringerlo all’obbedienza.
Non lontano, Amin Shady raggiunge il villaggio di Al-Fashir dopo aver disertato e ucciso alcuni miliziani RSF. Viene aggredito dagli abitanti che lo credono un predone, ma viene salvato da Tahrah, la giovane madre che aveva risparmiato, permettendo la fuga sua e del suo bambino.
Nel frattempo Azara, giunta alle rovine sommerse di Faras, esplora a lungo i fondali grazie ai poteri dei Maestri della Notte. Quando la ricerca sembra inutile, segue un’intuizione che la guida verso una luce, sotto alcune rocce: lì ritrova la Flamberge, che porta via fuggendo insieme a Matthew.
Al campo profughi di Zamzam, Arno si ricongiunge con Megan Ryan, Michel Dast, Aziza e Samantha King. Tesla e Kurjak, invece, raggiungono Al-Fashir sulle tracce di Amin, che si trova poco lontano con Tahrah e il piccolo Sayid. I miliziani di Musa li individuano, ma l’arrivo di Tesla — riconosciuta come la “Donna Djinn” — ribalta la situazione e lo scontro termina in suo favore.
Azara e Matthew raggiungono Ain Farah, ultima capitale dei Tuguri, ultima roccaforte cristiana contro l’avanzata musulmana nel XVII secolo. Azara aveva visto giusto, qui erano sepolti Carahue e la Durandal, ora risvegliati da Musa ma ormai lontani. Harlan, giunto sulle stesse tracce, si scontra con Azara, ma l’arrivo di Lord Marsden con il suo seguito di non morti — Carahue compreso — cambia tutto. Azara consegna la Flamberge a Harlan, che affronta Carahue armato della Durandal, mentre lei combatte Marsden. Quest’ultimo, tenta di aggirare il tabù imposto da Dagda tra Maestri della Notte, la tiene in pugno grazie a una collana intrecciata con i capelli della stessa Azara.
Harlan ferisce Carahue, ma Marsden apre un varco spazio-temporale, fugge e porta via Azara. Poco dopo anche Carahue riesce a sottrarsi allo scontro, fuggendo con la Durandal e cogliendo Harlan di sorpresa.
Il mattino seguente Harlan e Matthew Shady si ricongiungono agli altri. La Flamberge è ora nelle loro mani e il piano di Rashad Musa di conquistare Al-Fashir è stato sventato. Resta l’ultimo round: Marsden e Carahue possiedono la Durandal, Harlan ha la Flamberge, ma può contare su Holger con la Curtain e su Artos con l’Ala di Corvo.
L'epilogo Dampyr 300.
NOTE
Le origini di Amin Shady sono descritte per la prima volta su Dampyr 90.
Rashad Musa cita il padre di Amin, Amin al Kufrah. Il destino di questo è descritto nel finale di Dampyr 90.
Il corpo che si trova in fondo al pozzo assieme a Morlock (Pagina 59) è quello di Amin al Kufrah, il padre di Amin Shady. Per saperlo occorre riguardare la sequenza a pagina 95 di Dampyr 90.