Carahue del Marocco è stato un condottiero vissuto nell'VIII secolo, guerriero berbero dell'armata di Sulayman al-Arabi, miglior guerriero di Al-Andalus, promesso sposo di Laylah, possessore della spada Durandal ereditata da Roland.
Durante la battaglia di Roncisvalle ereditò la Durandal da Roland, che perì in quella occasione. Nell'esito di quella battaglia Carahue venne sconfitto e cadde nelle mani di Jan Vathek. Trasformato in un non morto, fece perdere le sue tracce (Dampyr 297).
Seppur con una minima parte di libero arbitrio, Carahue come schiavo di Jan Vathek combatté per lungo tempo tra le file dell'emiro Vathek in Africa. Ad un certo punto lui e la Durandal vennero sepolti nell'antica città di Ain Farah. Carahue viene risvegliato da Rashad Musa solo molto tempo dopo, grazie a un rituale di sangue compiuto sui prigionieri Masalit. Riemerso dalla cripta con la spada al fianco, viene temporaneamente soggiogato dal comandante RSF tramite un amuleto contenente materiale organico di Lord Marsden. Successivamente affronta Harlan, portatore della Flamberge, in un duro corpo a corpo mentre Marsden interviene con i suoi non morti. Ferito, Carahue riesce comunque a fuggire, portando via con sé la Durandal e lasciando la battaglia ancora aperta (Dampyr 299).
Nella dimensione parallela governata dall’avatar di Marsden nelle sembianze di Angus Og, Carahue ha l’ordine di torturare e solo in un secondo momento uccidere Azara, diventando lo strumento della crudeltà del suo padrone che non può agire in prima persona. Tuttavia, quando Araxe, Tesla e Holger raggiungono quella realtà per salvarla, Carahue viene trascinato in uno scontro decisivo. Durante il duello con Holger, riflettendo su ciò che Marsden lo costringeva a fare, che andava contro i suoi valori di onorevole guerriero, prende coscienza dell’assurdità del compito imposto e decide di ribellarsi. Così abbandona Angus Og e unisce le sue forze a quelle di Holger. Insieme si scagliano contro l’avatar di Marsden e, combattendo fianco a fianco, contribuiscono alla sua sconfitta finale, permettendo la salvezza di Azara. Lascia infine intendere di essere completamente redento e dalla parte di Araxe (Dampyr 300).