Scozia (Regno Unito)
Byrnestane Castle (Roxburghshire)
Stornoway (Isola di Lewis, Ebidi Esterne)
Hebridean Celtic Festival
"Glasgow Royal Infirmary" (Ospedale)
"Bourder Inn" (Scozia, Meridionale)
Eidon Hills
Brughiera di Liddlesdale
Rocca di hermitage
Praga (Repubblica ceca)
Mark Robson (Fotografo dei Ghosthunters)
Teddy Foyle (Tecnico del "Ghostdetector")
Thor (Cane da fantasmi)
Stuart Morison (Frontman dei "Liannabh Shee")
"Padre di Stuart" (Principe degli Shee)
Vernon (Organizzatore "Scottisch Autumn")
Bill (Organizzatore "Scottisch Autumn")
Personaggi del poemetto "Sir Orpheus"
Richard Knout, conte di Keeldar
William de Soules (Lord Soules)
Margaret (Amata di Richard Knout)
"King Orpheus" (Ballata)
"Sir Orfeo" (Poemetto)
04/11/2011
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Alessandro Scibilia
Copertina: Enea Riboldi
Byrnestane Castle, Roxburghshire, Scozia. Nell'antico castello un tempo appartenente alla famiglia De Soules, di antica stirpe normanna e pretendenti al trono nel trecento durante il regno di Robert the Bruce, il professor Chad Halloway e Nicole Simmons organizzano un convegno sulle antiche tradizioni scozzesi, ospiti in via del tutto eccezionale i Ghosthunters dell'Università di York.
"Hebridean Celtic Festival", Stornoway, isole Ebridi. Durante un festival di musica folk, Stuart Morison ora divenuto leader della band "Liannabh Shee" suona una libera interpretazione di una antica ballata scozzese chiamata "King Orpheus", da lui conosciuta attraverso il suo mentore e amico Duncan McGillivray che proprio mentre lui è sul palco giace al "Royal Infirmary" di Glasgow privo di conoscenza dopo un incontro e una successiva caduta con Ayldon, il principe degli Shee, alcuni giorni prima. La ballata "King Orpheus" racconta la storia del cavaliere Orfeo, che sfida il re degli elfi per riprendersi la sua amata, ma secondo la leggenda recitare quella ballata avrebbe anche la capacità di risvegliare delle entità malvage provenienti dal Mondo degli Shee. E infatti poco dopo l'esibizione di Stuart una giovane ragazza muore all'improvviso, ma se per la polizia giunta sul posto non è altro che un normale attacco cardiaco, per il fidanzato che ha assistito alla vicenda non ci sono dubbi, è chiaramente opera di un "qualcosa", un "nano" entrato nella loro tenda, ad aver provocato la morte della ragazzina. In quegli stessi frangenti Duncan si risveglia nel suo letto di ospedale e la prima cosa che fa è prendere in mano il telefono e mettersi in comunicazione con Stuart, rimproverandolo di aver interpretato quella ballata in pubblico. Duncan avverte del pericolo anche l'amico Harlan a Praga, che desideroso di rivedere i suoi amici scozzesi decide di raggiungere la Scozia assieme a Kurjak.
Nicole Simmons ha deciso di soggiornare con Chad al "Bourder Inn", ma dopo la partenza di questo per non annoiarsi decide di fare un giro nelle Eidon Hills, le colline circostanti, e attirata dalle rovine di quello che sembra un antico castello incontra casualmente Duncan McGillivray. I due fanno subito amicizia, e dopo una breve chiacchierata si dirigono a Byrnestane Castle dove nel frattempo sono sopraggiunti Chad Halloway, Maud Nightingale, Fred Richard, i tecnici Mark Robson e Teddy Foyle, ed il cane Thor, oltre che l'organizzatore dell'evento dello "Scottisch Autumn" mister Vernon, e di li a poco giungono anche Harlan e Helen Darroch, la madre di Stuart, particolarmente legata ad Harlan.
Messi al corrente di quanto accaduto durante il concerto di Stuart e della leggenda legata alla ballata "King Orpheus", Chad Halloway racconta al resto del gruppo dell'esistenza di un poemetto chiamato "Sir Orfeo" con una storia molto simile alla ballata scoperta da Duncan. Il protagonista è un giovane che sfida un potente nobile accusato di avergli rapito la sua amata, attraverso il potere della musica....
Dal poemetto "Sir Orpheus"
Sir Richard Knout, conte di Keeldar, partì per ritrovare la moglie scomparsa, la bella Margaret che in sua assenza era stata sedotta e rapita dal malvagio lord William de Soules. La leggenda narra che il conte partì con 12 cavalieri e che al sopraggiungere della notte decise di fermarsi nella desolata brughiera di Liddlesdale. Il conte prese la sua arpa e suonò tre volte una magica melodia così da evocare il solitario e fatato abitatore di quelle brughiere, l'hob-goblin "The brown man of the muirs". Il conte gli chiese come poteva sconfiggere il malvagio Lord Soules, ed il goblin costretto a rispondere dalla melodia che sir Richard aveva appreso da Thomas the rhymer, disse che era impossibile. Lord Soules infatti godeva della speciale protezione del goblin Redcap, appartenente alla Corte Maledetta. Il conte di Keeldar non ascoltò il consiglio del goblin, e ripartì assieme ai suoi dodici cavalieri raggiungendo il castello di Lord Soules prima di mezzanotte.
Giunto al castello trovò il ponte levatoio abbassato e una cordiale accoglienza da parte di Lord Soules, che invitò il conte di Keeldar ed i suoi cavalieri ad un sontuoso banchetto. Ma una volta rotti gli indugi i due decisero di affrontarsi e Soules per fermare i suoi avversari lanciò una maledizione contro i cavalieri. Ma il conte riuscì grazie al potere della sua armatura a resistere all'incantesimo, e recitando una potente formula appresa anch'essa da Thomas the rhymer riuscì a spezzare la magia che paralizzava i cavalieri. Il conte riuscì a riprendersi l'amata Margaret per poi fuggire lungo le scalinate del castello, ma venne infine catturato dalle guardie del malvagio Lord Soules, che costrinsero il valoroso cavaliere ad affogare nelle acque del fossato che circondavano il castello.
Messo al corrente di quanto accaduto anche il re di Scozia Robert the Bruce decise di sbarazzarsi di Lord Soules, mai gradito ai reali di Scozia, ma affrontarlo nel suo castello non era possibile perché questo godeva della protezione magica di Redcap, tuttavia un giorno Lord Soules venne avvistato all'esterno del suo castello e con l'aiuto di Thomas the rhymer e Michele Scoto (che in passato aveva collaborato con de Soules) venne legato con corde fatte di sabbia e fuso vivo all'interno di un calderone con piombo bollente.
Così termina il racconto di Chad Halloway e del poemetto "Sir Orfeo". Ma è davvero una storia a metà tra mito e leggenda? Per Duncan McGillivray non ci sono dubbi, forse William de Soules è morto nel passato, ma vive ancora in quella canzone e può essere evocato da chi la recita, e ora sia lui che il goblin Redcap sembrano essere tornati dal Mondo degli Shee.
Nel frattempo a Byrnestan Castle i Ghosthunters iniziano ad avvertire i primi segni di un qualcosa di soprannaturale, se ne accorge il fotografo Mark Robson che vede impresse su pellicola immagini diverse da come appaiono ai loro occhi, segno che il castello sta lentamente regredendo e tornando all'aspetto che aveva ai tempi di Lord Soules. L'attenzione si sposta quindi verso il mastio centrale, ovvero la zona del castello di più antica costruzione. Anche gli altri iniziano ad avvertire qualcosa: Nicole è forse la più sensibile e dopo aver avvertito la presenza di Lord Soules vede gli spettri di alcune ragazze, forse quelle che in passato erano le povere vittime prima del definitivo faccia a faccia con Lord Soules e del folletto Redcap, abile illusionista e pericoloso ingannatore.
Nicole viene fatta prigioniera da Lord Soules, che poco dopo immobilizza anche Chad Halloway, ma riesce a creare una forte resistenza nei suoi confronti grazie alla presenza di Harold, la forma-pensiero dell'inconscio di Nicole che a quanto pare sembra essere anche pooka, una creatura fatata della "Seelie court", la Corte Benefica del mondo degli Shee.
La parola fine alla vicenda viene messa con l'arrivo di Stuart Morison, che suona la ballata "King Orpheus" ma senza la maledizione che secoli prima aveva posto Thomas the rhymer, grazie all'intervento del "padre elfico" di Stuart, il principe degli Shee. Redcap se la a gambe e torna nel suo mondo mentre Lord Soules viene sconfitto da Harlan, che lo colpisce con una mazza chiodata facendolo sgretolare in mille pezzi.
NOTE
Tesla non compare nella storia
Il nome del "padre elfico" di Stuart Morison rimane ancora sconosciuto. Verrà svelato in Dampyr 197.
In questa storia vengono utilizzati i termini Shee, Hod-Goblin e Goblin, come sinonimi del Piccolo Popolo in precedenza conosciuto nella serie (Dampyr 43, 44, 73) come Sidhe o Tylwyth Teg.
Viene svelato il nome completo di Mark, ovvero Robson.
In diverse occasioni vengono citati Thomas the rhymer e Michele Scoto, personaggi storici realmente esistiti, pur senza mai apparire.
The brown man of the muirs è un goblin realmente presente nel folklore britannico.
La trascrizione completa della ballata di re Orpheus ed il suo adattamento musicale sono consultabili nella pagina apposita
NOTE SUGLI AUTORI
95° storia scritta da Mauro Boselli
Esordio su Dampyr per Alessandro Scibilia