Palermo (Italia)
Teatro Ajovolasit
Osteria San Giuseppe
Fontana di Piazza Pretoria
Masseria di Don Tano
Barone Lauria
Padre Gondrano
Padre Silvestro da Gubbio
Rosalinda Lauria (Figlioletta del Barone Lauria)
Padre Michele
Salvo (Puparo dell'associazione SottoSopra)
Luigi (Testimone degli omicidi)
Ignazio (Attore teatrale)
Nico (Cronista)
Agata (Vecchietta)
Padre Luca
Don Tano (Boss di Cosa Nostra)
Cosimo, Avvocato, Rocco (Uomini di Don Tano)
Mimì, Vito Spinosa (Profanatori)
Manoscritto di Padre Silvestro da Gubbio
03/12/2011
Testi: Claudio Falco
Disegni: Fabio Bartolini
Copertina: Enea Riboldi
Palermo. La "Pietra Nera" è uno speciale manufatto già ricercatissimo nell'anno 1000 e originario della Dimensione Nera di cui si diceva fosse in grado di allungare la vita di chi lo possiede o lo porta con se. Dopo essere finito nelle mani della famiglia Lauria questo venne gelosamente conservato e tramandato di generazione in generazione fino al 1920, quando l'ultimo discendente dei Lauria ricevette la visita di un tale di nome Saviani che reclamava il possesso di quella pietra. Il barone però si oppose a tale richiesta, e questo per vendetta rapì sua figlia Rosalinda. Alla vicenda intervenne anche Padre Michele, un sacerdote amico di Lauria che attraverso uno speciale rito riuscì ad imprigionare Saviani, ma solo dopo che questo aveva già ucciso la piccola Rosalinda. Saviani rimase imprigionato nella tomba di Rosalinda per decenni, fino a quando nel 2011 due profanatori ignari di quella vecchia storia scoperchiarono la tomba della piccola Rosalinda rievocando lo spirito di Saviani, ancora deciso a riprendersi la vita per poter recuperare la pietra. Saviani, soprannominato secondo la tradizione come "Il Gigante" (U giganti) inizia a vagare per Palermo uccidendo passanti a caso prosciugandoli del loro sangue per acquisire la loro energia vitale, sempre accompagnato per mano dallo spirito della piccola Rosalinda alla ricerca della "Pietra nera"...
La serie di omicidi messi a segno dal Gigante accompagnate dalle bizzarre testimonianze di alcuni passanti richiamano l'attenzione di Harlan e Kurjak che decidono di saperne di più raggiungendo per la seconda volta in pochi mesi Palermo. Alle indagini partecipa anche Salvo, il puparo e impresario dell'associazione SottoSopra già conosciuto nella loro precedente esperienza palermitana, scoprendo poi che gli omicidi del Gigante hanno infastidito anche il mafioso Don Tano, boss di Cosa Nostra intenzionato a porre fine a quella strana scia di omicidi che fa parlare così tanto i media locali.
Dopo una breve visita alla masseria di Don Tano, piuttosto infruttuosa, Padre Luca attraverso gli antichi scritti di Padre Silvestro da Gubbio scopre il nascondiglio della Pietra Nera nella cripta della sua chiesa, ma vengono raggiunti dopo pochi minuti dal Gigante e da Rosalinda, nei confronti dei quali la Pietra esercitava una potente attrazione. Questo attraverso gli omicidi è riuscito a ottenere l'energia vitale sufficiente per riprendere il volto di Saviani, ma Harlan con un colpo di pistola distrugge la Pietra, con Saviani che viene dirottato nella Dimensione Nera dove viene raggiunto e giustiziato dalle Sentinelle Nere.
NOTE
Non compare Tesla.
Storia che si ricollega al filone della Dimensione nera. Non è chiaro se Saviani sia un essere proveniente da quella dimensione.
Questa è la seconda storia di Dampyr ambientata a Palermo. La precedente era Dampyr 114. Dei personaggi di quella storia ricompare solamente Salvo.
Il modo in cui il Gigante uccide le sue vittime prosciugandole del loro sangue ricorda quello di Jean Brungevin in Dampyr 108.
La Pietra Nera non ha nulla a che fare con la Pietra Nera di Abraxas vista in Dampyr 76.
NOTE SUGLI AUTORI
4° storia scritta da Claudio Falco
6° disegnata da Fabio Bartolini