La Rochelle (Francia)
Fort Boyard
Bordeaux (Francia)
Merignac (Francia)
Villa di Brungevin
Marc, Guillaume, Philippe, Laurent (Pescatori)
Amadou (Corrispondente di Caleb Lost)
Coralie (Collaboratrice di Amadou)
Madame Jagua (Sfruttatrice)
Eric, Bernard, Jacques (Protettori)
Christelle, Marie (Vittime nigeriane)
Bunjo (Cantastorie guineano)
"Noir et blanc" (Associazione)
05/03/2009
Testi: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Arturo Lozzi
Copertina: Enea Riboldi
Fort Boyard, 1942. Un gruppo di contrabbandieri francesi viene trucidato all'interno di Fort Boyard risvegliando e rinforzando con le proprie energie vitali una antica presenza tenuta prigioniera in quella fortezza.
Bordaux, oggi. Amadou, presidente della Noir et Blanc, una fondazione che si occupa dei diritti degli immigrati in Francia e corrispondente francese di Caleb Lost, chiede soccorso poiché, secondo lui, sembra essere accertata la presenza di non morti nella regione. Non morti, o qualcosa di simile. Amadou, infatti, fa riferimento ad alcuni cadaveri ritrovati rinsecchiti, privi di una sola goccia di sangue, mummificati, avendo già identificato il responsabile in Jean Brungevin.
Jean Brungevin, detto il divoratore di anime, era un negriero probabilmente originario del XVIII secolo, reso immortale da una maledizione africana che lo avrebbe reso capace di rafforzarsi assorbendo l’energia vitale di giovani vittime. Queste, una volta svuotate della loro energia, si trasformavano in mummie — una spiegazione che, secondo alcuni, starebbe all’origine della leggenda delle mummie della chiesa di Saint-Michel a Bordeaux, citata nell’opera di Victor Hugo Alpes et Pyrénées del 1890.
Brungevin, che quindi non sembra avere legami diretti con i Maestri della Notte o altre creature delle tenebre, dopo essersi recentemente rigenerato è riuscito a mettere in piedi un losco traffico che ha come vittime giovani donne di origine africana, "invisibili", giunte in Francia nei centri di accoglienza senza documenti. Le ragazze nigeriane che arrivavano in Europa con l’illusione di una vita migliore venivano in realtà letteralmente schiavizzate da Madame Jagua, una sorta di maîtresse che rispondeva direttamente a Jean Brungevin.
Collaborando con Harlan, Amadou e altri membri dell’associazione riescono a scoprire il nascondiglio di Brungevin e Jagua: una sontuosa villa a Mérignac, non lontano da Bordeaux. È lì che decidono di affrontare il divoratore di anime e bloccare i suoi loschi traffici.
Brungevin sembra invulnerabile alle pallottole al sangue di dampyr, ma Harlan trova comunque una soluzione per sconfiggerlo: brandisce una spada e mozza entrambe le mani del divoratore di anime. In questo modo, l’energia vitale assorbita dal negriero fuoriesce dal suo corpo con la forza di un fiume in piena, portandolo molto rapidamente alla morte e alla sua completa distruzione.
NOTE
Viene citato da Harlan lo scrittore Victor Hugo e la sua opera "Alpes et pyrénées".
NOTE SUGLI AUTORI
2° storia scritta da Giovanni Di Gregorio
6° storia disegnata da Arturo Lozzi.