In omaggio il poster di Dampyr!
New Orleans
New Orleans (Louisiana, USA)
Creole Jazz Paradise (Bourbon Street)
Casa ai due serpenti (Praga, Repubblica ceca)
Nyarlathotep (Uomo Nero, Benvolio)
C-Val (Sacerdotessa del Tempio)
Ghoul della palude
Ydharr (Capitano della marina mercantile delle Due Lune)
Ghoul guardiani
Marinai delle Galee Nere
"The Dream quest of Unknow Kadath" (Racconto di Lovecraft)
Citazioni: Leng, Carcosa, Re in Giallo, Lovecraft
05/06/2019
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Nicola Genzianella
Copertina: Enea Riboldi
Come già visto in Dampyr 230, le ricerche su Agrat Bat Mahlat e Carmen Duprez conducono Harlan, Eisheth, Jim Fajella e Michelle Duprez al Creole Jazz Paradise, un locale situato in Bourbon Street, a New Orleans, gestito segretamente dal non-morto Baron Samedi.
Harlan e Michelle riescono a sconfiggere il piccolo branco di non-morti al servizio di Baron Samedi e a liberare Carmen, tenuta prigioniera nei sotterranei del locale. Eisheth, invece, affronta il signore dei cimiteri al piano superiore, decisa a ottenere da lui informazioni sulla sorella Agrat. Eisheth e Harlan riescono infine a eliminare Baron Samedi, ma, nonostante il disgustoso morso inflitto dal dampyr, Harlan non riesce a scoprire nulla su Agrat. A fornire indicazioni utili è invece Kurjak, grazie alle rivelazioni ricevute da Samael poche ore prima alla Casa ai Due Serpenti, di fronte alla Scacchiera del Destino. Secondo il principe infernale dei seduttori, la succuba Agrat Bat Mahlat gestisce un sordido bordello per i Marinai delle Due Lune nel mondo intermedio di Dylath-Leen, la città dalle torri nere di basalto prigioniero di Nyarlathotep, l'Uomo Nero, il Caos Strisciante, profeta e messaggero dei Grandi Antichi.
Ad Harlan, Kurjak, Eisheth, Jim e Michelle non resta che mettersi in viaggio verso quel mondo misterioso. Per raggiungere la sfuggente Dylath-Leen, però, è necessario un passaggio intermedio attraverso la città di Ulthar, più facilmente accessibile grazie a C-Mell, originaria di quei luoghi e legata indissolubilmente ad esso, nonostante le sue amnesie.
Con C-Mell come guida, il gruppo giunge a Ulthar, la città popolata dai gatti che comunicano nei sogni con i Grandi Antichi. Le case dai tetti aguzzi, gli abbaini e le strette vie lastricate conducono fino alle nebbiose sponde del fiume Skai. Qui, C-Mell stabilisce un contatto con i gatti di Ulthar, che, in fila indiana, invitano i viaggiatori a seguirli.
Attraversato il grande ponte di pietra che sovrasta il fiume, il gruppo raggiunge il quartiere degli dei, un luogo sospeso nel tempo e dedicato al culto delle antiche divinità, proprio come descritto nei racconti di Lovecraft. Al centro si erge un'imponente torre nera, è il tempio, e proprio lì i gatti li invitano ad entrare. Una scalinata a spirale conduce i visitatori alla dimora della sacerdotessa di Ulthar, C-Val, devota agli Antichi Dei, che eccezionalmente in questa città mostrano il loro volto benevolo.
La gran sacerdotessa di Ulthar, C-Val, conferma quanto il gruppo già sospettava: Agrat è prigioniera dell’Uomo Nero, Nyarlathotep, e Dylath-Leen è effettivamente raggiungibile. Tuttavia, li mette in guardia dallo scegliere la via più semplice. Navigare il fiume Skai, che collega direttamente le due città, è un’opzione da escludere poichè i marinai delle Due Lune rendono quel tratto estremamente pericoloso.
Secondo la sacerdotessa, l’alternativa più sicura è unirsi a una delle carovane mercantili che attraversano regolarmente la Grande Pianura. Un viaggio forse meno rischioso, ma che richiede sei giorni di cammino. Così, dopo aver attraversato le fertili e pacifiche pianure, un territorio sotto la protezione delle sacerdotesse di Ulthar, il gruppo raggiunge le rovine di un villaggio ancora segnato da un’antica battaglia contro i monaci di Leng. Poi proseguono attraversano il deserto dei Sogni Interrotti e la Foresta degli Incubi Neri, fino a giungere alle Paludi dei Ghoul. Qui, sono costretti a respingere un feroce attacco da parte di queste creature, ma riescono infine a superare le alture ventose che segnano la fine del deserto. Al settimo giorno, approdano finalmente a Dylath-Leen, la città delle nere torri di basalto.
Una volta entrati tra le inquietanti strutture della città, Harlan decide di mantenere un basso profilo facendosi passare per semplici mercanti e si mescoleranno alla folla nel quartiere portuale. Tuttavia, Eisheth decide di uscire allo scoperto. Quando alcuni marinai delle Due Lune tentano di approfittare di lei, la succuba libera i suoi letali poteri, eliminandoli senza esitazione.
Superato il primo ostacolo, il gruppo è più determinato che mai a raggiungere il bordello di Agrat. Tuttavia, il locale si trova in una zona estremamente pericolosa, riservata ai Marinai delle Galee Nere, individui che trafficano in pietre preziose e droghe in cambio di schiavi. Si vocifera che nelle stive delle loro navi siano rinchiusi rematori uomini-pesce provenienti dagli abissi.
Una volta individuato il bordello, Eisheth decide di entrare chiedendo esplicitamente di Agrat. Il suo atteggiamento però è ostile e provoca l’ira di due ghoul posti di guardia, che vengono eliminati senza difficoltà da Harlan e Kurjak. La presenza di estranei attira l’attenzione di Nyarlathotep, il Caos Strisciante, padrone sia del corpo sia della volontà di Agrat Bat Mahlat.
Nyarlathotep si sbarazza con facilità di Yddhar, un nobile mercante di Leng che aveva osato pretendere del tempo con Agrat, e decide di affrontare personalmente i nuovi intrusi giunti a Dylath Leen con l’unico scopo di sfidarlo.
Jim Fajella incontra Agrat, ormai duramente provata da secoli di prigionia e da ripetuti rapporti forzati con gli orripilanti mercanti di Leng, mentre Eisheth si confronta con le molteplici emanazioni del Caos Strisciante: l’Uomo Nero, l’illusionista Benvolio, il Faraone Nero, la Puttana di Babilonia, il Capro, il Vagabondo tra i Mondi.
I proiettili si rivelano inutili contro Nyarlathotep, il quale afferma di avere già il controllo di Kurjak, portatore della Pallida Maschera e di una parte della volontà dell’Uomo Nero. Tuttavia, la volontà del soldato sembra prevalere, e almeno inizialmente il suo immenso potere viene impiegato per contrastare l’offensiva del nemico.
Nyarlathotep interrompe lo scontro e avanza una richiesta enigmatica: non distruggerà i suoi avversari, poiché in futuro intende che sia Kurjak a evocare per lui il Re in Giallo. Il soldato non comprende appieno il significato di quelle parole, ma Nyarlathotep, il signore di tutti i mondi, svanisce davanti a lui in un vortice, dandogli appuntamento a Carcosa.
Pur comprendendo poco di quanto accaduto, il gruppo riesce a tornare sano e salvo nel proprio mondo. Camen, seppur provata, è finalmente al sicuro, così come Agrat Bat Mahlat, riconsegnata tra le braccia del principe infernale Samael, che farà di tutto per salvarla.
Kurjak, invece, fa ritorno alla clinica del dottor Kergaz e affronta il primo ciclo di chemioterapia insieme a Tesla. Ma, accanto alla sua stanza, scorge la presenza inquietante dell’illusionista Benvolio.
NOTE
Si conclude la storia iniziata in Dampyr 230. La saga dei Grandi Antichi prosegue su Dampyr 232, fino a Dampyr 235.
Tesla compare solamente a pagina 97, quando l'attenzione si sposta nella Clinica del dottor Kergaz.
La questione relativa alla malattia di Kurjak avrà risvolti importanti nelle prossime storie.
La storia possiede ha numerose citazioni dei racconti “I gatti di Ulthar” e “La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath” di H. P. Lovecraft
Benvolio evoca diverse creature provenienti da mondi intermedi. Si tratta di Gryllos, Bogart, Farvann, Goblin e Grilloi