Le torri della città di Carcosa (di Corrado Roi, Dampyr 234)
Carcosa è la città immaginaria del racconto di Ambrose Bierce "An Inhabitant of Carcosa", del 1886. Viene descritta come una antica e misteriosa città ormai distrutta, un tempo abitata dal protagonista di quel racconto.
Successivamente, lo scrittore americano Robert W. Chambers prese in prestito il nome di questa città creandone un mito letterario e aggiungendone dettagli per la sua antologia di racconti "Il re in giallo", del 1895, ispirando generazioni di autori a utilizzare il mito di Carcosa nelle proprie opere.
I pochi testi che fanno riferimento alla mitologica città di Carcosa ed al suo sovrano il Re in giallo si limitano a qualche antologia di racconti fantastici, in gran parte inutili, e al famigerato dramma maledetto che fa impazzire chi lo legge, "Le roi en jaune". Carcosa, mito, simbolo o realtà che sia, è materia di leggenda in diverse civiltà del multiverso. I dettagli variano, ma dovunque è un'impossibile città perduta e maledetta, fatta di torri mutevoli e fatiscenti che cambiano aspetto a seconda di chi le sogna. Non è nemmeno chiaro se sia reale o il prodotto di un sogno. Forse era reale in passato, prima che fosse strappata dal suo mondo originario, probabilmente a opera dei Grandi Antichi, e situata nelle membrane tra gli universi, che vengono impropriamente definitive "Mondi intermedi". Esistono diverse versioni di Carcorsa, che hanno solo una parvenza di quella originale, quasi impossibile da raggiungere e nella quale possono vivere solo i seguaci del Re in giallo e degli antichi dei.
Carcosa, la cui ubicazione è ignota, e probabilmente instabile, in continuo spostamento lungo le membrane e gli interstizi degli universi reali fu strappata al suo mondo dai Grandi Antichi. Si favoleggia che nella sua città gemella Ythill, il cui re cadde nella guerra contro quelle terribili divinità, il tempo si sia fermato. E' una sola, immutabile e interminabile giornata che si ripete, quella vissuta dalla stirpe regnante di Ythill nel palazzo reale sulle rive del lago Hali, in vista delle torri spettrali di Carcosa, al di quà delle acque la profezia dice che il tempo ricomincerà a scorrere quando il fantasma della verità, con la pallida maschera sul viso, entrerà nel palazzo per consegnare il marchio giallo... e allora il re in giallo aprirà la strada al ritorno dei Grandi Antichi. Ma Ythill è ben nascosta, nessuno sa se esiste davvero o dove si trovi e se la regina Cassilda ed i suoi figli Camilla e Aldones siano persone reali o non soltanto i personaggi fittizi di un mito polveroso.
Carcosa non obbedisce alle leggi di nessun pianeta, fa parte dei mondi di mezzo del sogno, sospesi tra realtà e sogno. nella vera Carcosa possono vivere solo i seguaci del Re in Giallo e dei Grandi Antichi
Carcosa nelle sue fittizie emanazioni viene visitata in Dampyr 188, e Dampyr 234. La vera Carcosa, l'inafferrabile città di Confine, è quasi introvabile per tutti, perduta nel fluido dello spazio-tempo compare in Dampyr 235.
Viene citata anche su: Dampyr 192, 225, 231.
<<I miei fratelli (i Grandi Antichi) stanno abbandonando questo universo e io non li posso fermare. La nostra spinta si ferma qui, ma io Nyarlathotep ho conquistato metà del tuo regno e non sono solito abbandonare le mie conquiste, la mia vittoria è solo rimandata. Guardati attorno Hastur, re di un regno fantasma, i tuoi soldati ed i tuoi sudditi sono stati marchiati e non sono più ciò che erano. Lo scontro tra la tua scienza ed i miei poteri ha corroso i loro organismi e la stessa esistenza di questi luoghi, un vortice spazio-temporale in cui nemmeno io posso oppormi sta trascinando il tuo mondo nelle membrane degli universi, nel non-dove. Non ho superato il tuo baluardo ma il tuo sfibrato regno ha iniziato la corsa verso il nulla. Puoi gustare questa vittoria sovrano di Ythill? Guarda la fuori, Carcosa, la tua capitale, sprofonda nell'irrealtà. Le sue torri si deformano, svaniscono e presto saranno solo un riflesso di sogno. Ma questo palazzo è ancora solido, tua moglie Cassilda, i tuoi figli Camilla e Aldones... loro possono conservare il loro aspetto umano. Ma a un patto. Tu te ne andrai e io posso isolare questo palazzo, fermare il tempo. Sarà un'isola immobile nel multiverso e i suoi abitanti giovani in eterno. Questo marchio, il marchio giallo, è una parte di me. Accettalo. Potrai salvare la tua stirpe, Hastur, perché insieme a Carcosa stai per perderti dove neppure io potrò mai trovarti. Chi vedrà Carcosa e il sovrano del marchio giallo avrà dunque sognato, perché tu sarai lontano da ogni realtà nota o ignota. Ma se, in un immaginabile futuro Carcosa e il palazzo di Ythill si reincontrassero il tempo di nuovo riprenderebbe a scorrere, la guerra riprenderebbe da dove si era fermata e io aprirei per me e gli altri dei la strada per il dominio sul multiverso e tu allora diventeresti il mio araldo.>> (Nyarlathotep ad Hastur, Dampyr 235)