Ulthar, la città dove i gatti sognano comunicando con i Grandi Antichi, è una città del Sogno, un mondo intermedio, tra i più stabili e con una parvenza di civiltà. Con i suoi tetti aguzzi, gli abbaini sporgenti e le strette vie lastricate che conducono alle nebbiose sponde del fiume Skai, attraversato da un antico ponte di pietra, Ulthar dista sei giorni di viaggio in carovana da Dylath-Leen.
Chiamata anche la città dei gatti, Ulthar pullula di felini. Si muovono liberi sui tetti, lungo le strade, sul ponte, ovunque. Grazie al loro potere onirico, la città si mantiene come un’isola di pace all’interno dei mondi del Sogno. Anche i suoi abitanti, quieti e riservati, portano nei gesti e nei tratti qualcosa di misteriosamente felino.
Ulthar, come Dylath-Leen, è una delle città che hanno trovato dimora nei sogni di H. P. Lovecraft, che ne ha colto il mistero e l’enigma, restituendola nei suoi racconti come un frammento perduto di un altro mondo.
Ulthar viene visitata su Dampyr 231.
Seguendo la via indicata dai gatti di Ulthar e attraversando il grande ponte di pietra che sovrasta il fiume Skai, si scorge in lontananza una torre nera. Alla sua sommità si erge un tempio dedicato ai Grandi Antichi, custodito dalle Sacerdotesse di Ulthar.
Le sacerdotesse di Ulthar, le adoratrici dal volto felino degli Antichi Dei, vivono in una sorta di isola benevola e non malvagia, grazie alla presenza dei numerosi gatti.