Lisbona (Portogallo)
Bairro Alto
Commissariato dalla Baixa
Cafè de Arcadia
Terreiro do paco
Largo do Carmo
Hotel do Carmo
Caffè Sintra (Sintra)
Boca do Inferno (Cascais)
Quinta da regaleira
Casa di Quintana (Medellin, Colombia)
Teatro dei Passi Perduti (Praga, Repubblica Ceca)
Ercilia Costa (Cantante)
Fernando Pessoa (Scrittore)
Moreira, Commissario Soares (Poliziotti di Lisbona)
Hanni Jaeger (Amante di Crowley)
Augusto Ferreria Gomes (Giornalista)
Ofelia Queiroz
Carvalho de Monteiro (Proprietario Quinta de regaleira)
Altro
04/09/2018
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Michele Cropera
Copertina: Enea Riboldi
Lisbona, 1930. Il magus Aleister Crowley si reca in Portogallo per incontrare il poeta Fernando Pessoa, con cui aveva intrattenuto una corrispondenza epistolare nei mesi precedenti. Pessoa, all’epoca in contatto con Caleb Lost, accompagna Crowley alla scogliera della Boca do Inferno, nei pressi della cittadina di Cascais. Con loro, almeno inizialmente, c’è anche Hanni Jaeger, la “dama scarlatta” — così Crowley era solito definire le sue muse e compagne rituali. È proprio in quell’occasione che il mago inscena il proprio suicidio: lascia un biglietto d’addio e scompare nel nulla. Ricomparirà giorni dopo a Berlino, come se nulla fosse accaduto.
Medellin, oggi. Ann Jurging, che ora vive a Medellín (Colombia) con il poliziotto e compagno Bobby Quintana, rivive in una visione lo storico e tragico terremoto di Lisbona del giorno di Ognissanti del 1755. In quella giornata devastante morirono oltre 60.000 persone. Al crollo degli edifici seguirono incendi — molti partiti dalle chiese — e infine uno tsunami che travolse ciò che restava dell’antica capitale portoghese.
La scienza ufficiale attribuisce il disastro al movimento della faglia atlantica, ma secondo Ann, Caleb Lost e Harlan, che stanno cercando di ricostruire gli eventi, potrebbe trattarsi di un cataclisma provocato da una forza ben più antica e terrificante: Iku-Turso, alias Cthulhu, uno dei Grandi Antichi, un gigantesco kraken marino, dalla forma flaccida e tentacolare, che secondo la leggenda popolare portoghese infesta l’oceano Atlantico, terrorizzando le navi e provocando naufragi.
Grazie alle preziose informazioni contenute nella Biblioteca dei Passi Perduti, Caleb Lost riesce non solo a identificare Cthulhu, ma anche il regno in cui dimora. Quel luogo mitico, noto nelle mappe nautiche del Quattrocento come l’arcipelago di Antilia, non lontano dalle Azzorre e mai confermato dalla realtà, corrisponde in realtà al regno sommerso di R’lyeh, l’isola nera dove Cthulhu riposa in uno stato di catalessi.
Individuati sia il nemico (Cthulhu) che il luogo (R’lyeh), resta da chiarire il vero scopo della missione di Crowley nel 1930. In quegli stessi giorni Fernando Pessoa, convocato dal commissario Soares per indagare sulla scomparsa del mago, conferma di averlo accompagnato alla Boca do Inferno insieme ad Hanni Jaeger, una giovane inglese dai facili costumi, da lui definita senza mezzi termini “ninfomane”. Hanni decise di rompere con Crowley quando scoprì che avrebbe dovuto partecipare a un rito sessuale che avrebbe avuto lo scopo di aprire un varco dimensionale per comunicare con un nuovo mondo. Terrorizzata da quelle parole, fuggì in Germania.
Crowley, non potendo proseguire il rito con lei, tornò a Lisbona e riuscì a coinvolgere la compagna di Pessoa, Ofélia Queiroz, persuadendola a partecipare alla cerimonia nel mistico pozzo iniziatico costruito secoli prima dai Rosacroce. Una volta completato il rito, Crowley si diresse di nuovo verso la Boca do Inferno, fingendosi un adepto del culto dei Grandi Antichi, riuscendo a raggiungere il regno intermedio di R’lyeh.
Ricostruita la vicenda e compreso lo scopo della missione di Crowley — che riuscì a ricacciare Cthulhu negli abissi — Ann Jurging e Bobby Quintana decidono di ripetere il rito nello stesso pozzo dei Rosacroce, a distanza di quasi cento anni. Durante la cerimonia, Ann riesce a percepire lo spirito di Crowley e apre il varco che conduce lei, Harlan, Tesla e Kurjak verso l’isola di Antilia, o meglio, il regno intermedio di R’lyeh: l’isola nera dove dimora Cthulhu, la mostruosa entità appartenente alla stirpe dei Grandi Antichi, che apparve in sogno a H.P. Lovecraft ispirandogli i suoi racconti.
Una volta giunti a R’lyeh, si trovano davanti a un paesaggio alieno: «Ampie angolazioni e superfici di pietra troppo grandi per appartenere a questo mondo, con immagini empie e orrende e inquietanti geroglifici. La geometria è anormale, non euclidea e repulsiva, fatta di sfere e dimensioni estranee alla nostra realtà.»
Guidati dallo spirito di Crowley, affrontano gli Shoggoth: esseri deformi e primitivi, schiavi dei Grandi Antichi. Il gruppo riesce a sconfiggerli, ma poco dopo si imbatte nella Progenie Stellare di Cthulhu, entità fatte di materia non appartenente a questo universo. Anche questi avversari vengono abbattuti prima che i protagonisti raggiungano la piramide dove Cthulhu li attende.
A quel punto, Kurjak viene investito dal potere della Pallida Maschera. In uno stato di trance, inizia a recitare l’incomprensibile formula: «Fthang Chtulhu! Hafh’drn ilyaa hai wsklthrll phleght nglui lliyanw» e con essa fa sprofondare Cthulhu e l’intera isola di R’lyeh negli abissi marini.
La Pallida Maschera, che vive sotto la pelle di Kurjak come un'infezione aliena — manifestazione del potere corruttivo dei Grandi Antichi — questa volta gli concede la forza e le parole necessarie per riportare Cthulhu nella sua catalessi, quello stato di morte apparente che per eoni ha caratterizzato il suo sonno.
NOTE
Di Aleister Crowley se ne riparla anche su Dampyr 244.
Cthulhu si rivedrà su Dampyr 232.