Praga (Repubblica Ceca)
Islanda
Aeroporto di Keflavik
Reykjavik
"Hòtel Reykjavik centrum"
Lögreglustöd (Commissariato di polizia)
Kjavelgur (Pista Reykjavik-Hólar)
Hvitàrnes (Rifugio)
Hólar
Cattedrale di Hólar
Guest house (Rifugio a Hólar)
Hólaskóli (Scuola di equitazione)
Ufficio di Adar Melek
Aula magna
Collegio dei mondi umani
Alloggio di Gottskalk
Portale Herdbruid
Ispettore Indridason
Sigurdur Gustafsson (Poliziotto)
Margreti (Vicevescovo di Hólar)
Gottskalk Nikulasson (Antico vescovo di Hólar)
Prof. Thorvaldsson (Hólaskóli)
Haborym (Haborym Melekson)
Shadvask (Segretario Svartà skola)
Adar Melek (Direttore Svartà skola)
Marchese Samigina (Insegnante Svartà skola)
Naberius (Insegnante Svartà skola)
Goap (Insegnante Svartà skola)
Haagenti (Insegnante Svartà skola)
Baronessa Gomorya (Insegnante Svartà skola)
Maresciallo Vapula (Insegnante Svartà skola)
Galdra-Loftur (Insegnante Svartà skola)
Draumstafir (quattro rune che rappresentano il desiderio di vedere in sogno quello che si desidera)
Grauskinna ("Libro dalla pelle grigia")
Raudskinna ("Libro dalla pelle rossa")
22/10/2013
Mentre Harlan Draka, a Praga, e Gudrun Finngadóttir, a Egillsandur, stabiliscono involontariamente un misterioso contatto onirico con Egil-una-Mano e Gudrun Eiríksdóttir, qualcosa di insolito accade anche a Brynjólfur Sveinsson, il vescovo di Reykjavík e principale contatto di Caleb Lost in Islanda. Sveinsson riceve una busta nera, contrassegnata dalla scritta Svartá Skóla e da una serie di inquietanti simboli runici.
Al Teatro dei Passi Perduti, Caleb Lost convoca Harlan per rivelargli i segreti della Svartá Skóla, la "Scuola Nera", una misteriosa istituzione leggendaria che secondo i miti nordici insegnerebbe arti occulte proibite ai mortali. Subito dopo, Harlan riceve l'incarico di partire per l'Islanda e indagare sulla situazione. Non appena Harlan raggiunge Reykjavík, però, scopre che il vescovo Sveinsson è scomparso nel nulla. Il mistero si infittisce, e Harlan si ritrova a dover affrontare non solo i pericoli legati alla Svartá Skóla, ma anche le ombre del passato nordico, incarnate nei legami inquietanti tra il mondo onirico e il presente.
La Svartá Skóla, o "Scuola Nera" è uno dei più oscuri misteri legati alla mitologia nordica. Si dice che nel XII secolo un uomo di nome Saemundur Sigfússon, conosciuto come Saemundur il Saggio, sfidò i pericolosi mari del Nord per raggiungere questa scuola maledetta. Era spinto da un desiderio insaziabile di conoscenza, ma anche da un’oscurità nel cuore: la volontà di sfidare le leggi naturali e ultraterrene. La Svartá Skóla, secondo la leggenda, non aveva un luogo fisso. Compariva e scompariva, come un'ombra nei ghiacci del Nord. Era aperta a tutti, ma accedere significava mettere in gioco non solo la propria vita, ma anche l’anima. Le sue aule erano spazi impossibili, tetre e asfissianti, illuminate solo da un fuoco spettrale che pareva provenire dal nulla. I professori della scuola non si vedevano mai. I loro insegnamenti apparivano come lettere di fuoco sospese nell’aria, a volte in lingue conosciute, altre in lingue aliene, così antiche da sfuggire alla comprensione umana. Chi riusciva a decifrarle veniva inevitabilmente cambiato: molti perdevano la ragione, alcuni preferivano suicidarsi piuttosto che affrontare gli orrori che avevano compreso. Ma c'erano pochi, pochissimi, che superavano i terrori di quegli studi proibiti e ne traevano potere e conoscenze oltre l'immaginabile. Tra questi sopravvissuti vi furono tre islandesi, i più celebri adepti delle scienze infernali: Saemundur, Kálfur e Halfdan. I loro nomi echeggiano ancora nelle leggende. Si dice che abbiano camminato su confini sottili, manipolando forze demoniache e sfidando le regole stesse dell’esistenza. Di Saemundur la leggenda dice che sia riuscito a tornare dalla Scuola Nera più saggio e potente, ma a un prezzo. Nella sua ricerca della conoscenza, avrebbe stretto un patto con l’inferno stesso.
La Svartá Skóla non solo metteva alla prova l'intelletto e l'anima, ma anche il coraggio e l'astuzia. La regola più crudele della scuola era semplice e ineludibile: il corso durava tre anni, né un giorno di meno né uno di più. Al termine del terzo anno, gli studenti potevano finalmente lasciare l'inferno di quelle aule, ma solo al preciso scadere dell'ultimo minuto. Tuttavia, c'era un prezzo da pagare: l'ultimo a uscire sarebbe diventato preda del diavolo, il direttore della scuola stessa. Saemundur non era un uomo comune, aveva un'intelligenza superiore e un cuore di pietra. Non temeva le regole della scuola né il maligno che la governava. Quando giunse il momento della grande fuga, si trovò insieme ai suoi due compagni di studio, Kálfur e Halfdan. Con una calma invidiabile, guidò i suoi amici verso la lunga scalata che portava alla luce del giorno. Saemundur insistette che Kálfur fosse il primo a uscire. Si dice che Kálfur, grazie alla conoscenza acquisita, divenne l'uomo più ricco d'Islanda, accumulando un'enorme fortuna sfruttando ciò che aveva imparato. Poi fu il turno di Halfdan, che scelse la via della fede e divenne un prete rispettato, anche se si mormorava che la sua anima fosse tormentata dal passato. Infine, rimase Saemundur. Ma proprio mentre si avvicinava alla luce del giorno, si accorse che il direttore della scuola, il maligno in persona, lo seguiva, le sue mani tese per reclamare l'anima dello studente. Saemundur, tuttavia, aveva previsto quel momento. Con un gesto rapido e deciso, si prese gioco del diavolo, lasciando indietro la sua ombra. Il maligno afferrò quell'ombra pensando di aver vinto, ma Saemundur uscì alla luce del giorno, libero e vivo. Da quel momento in poi, la sua ombra lo abbandonò per sempre. Alcuni dicono che l'abbia sacrificata per ottenere la saggezza definitiva, altri credono che fosse il prezzo della sua salvezza. Saemundur visse il resto della sua vita come l'uomo più saggio dei suoi tempi, rispettato e temuto. Ma la sua mancanza di ombra divenne una leggenda, un segno di quanto aveva osato sfidare il mondo e ciò che vi si nasconde oltre. Si dice che quella stessa ombra, in qualche modo, continui a vagare... o forse giace ancora nelle mani del diavolo. Il silenzio calò nella stanza, mentre Harlan rifletteva su quanto Caleb gli aveva appena raccontato, sapendo che la storia di Saemundur era più che un mito: era un monito per ciò che avrebbero potuto affrontare in Islanda.
Harlan contatta e raggiunge Gudrun Finngadottir a Reykjavik. I due tentano di raggiunge il Vescovo Sveinsson ma non sanno che è scomparso poche ore prima nel nulla rapito dal granduca Haborym delle schiere infernali. Visto l'arrivo di due stranieri l'ispettore Indridason della polizia di Reykjavik decide di interrogare Harlan e Gudrun a proposito della sparizione del vescovo, ma a parte vaghi collegamenti con la Scuola nera nessuno ha idea di cosa sia successo realmente a Sveinsson. Una volta fuori Harlan e Gudrun decidono di partire per Egillsandur per riportare da suo padre Freya, giunta nella capitale per salutare Harlan, con l'ispettore Indridason che decide di mettere sulle loro tracce l'agente Sigurdur Gustafsson.
A questo punto vale la pena ricostruire nel dettaglio la storia di Galdra-Loftur, Gudrun Eiriksdottir e Egil una mano vissute rispettivamente da Gudrun e Harlan attraverso i loro sogni.
Dal mondo di Egil una mano e Gudrun Eiriksdottir
Islanda 1636, Gudrun Eiriksdottir viene ingiustamente accusata di stregoneria per non essere riuscita a salvare il piccolo Olafur Nilson e per questo condannata da un tribunale al rogo. Ma all'accensione dei fuochi grazie ad una potente illusione l'incantatore Loftur (Galdra-Loftur) riesce a salvare la giovane strega e a portarla via. All'incantatore la ragazza è necessaria per lo svolgimento di una pericolosa missione allo stesso modo di come è necessaria la presenza di un valoroso guerriero... Giunto alla sua abitazione Galdra-Loftur mostra a Gudrun il Grauskinna, "il libro di pelle grigia", un libro di incantesimi al quale nessun mago può fare a mano, formato da una prima parte con incantesimi di magia bianca, ed una seconda parte che contiene antiche formule di magia nera. Si dice che all'interno del Grauskinna sono contenute tutte le lezioni della Scuola Nera. Attraverso i suoi poteri e alle antiche formule del Grauskinna Loftur riesce a richiamare anche Egil una mano, ma solo dopo averlo messo alla prova con una potente illusione facendolo combattere contro lo Jotnar Hrod, un gigante del gelo nella terra di Jotunheim.
I tre si mettono in pista in direzione Hólar per raggiungere la sede vescovile del nord, il luogo dove si dice che Saemundur "il saggio" abbia nascosto l'antico manoscritto con le rune diaboliche da lui apprese nella scuola nera. Si dice inoltre che gli ultimi vescovi cattolici riuscirono a scoprire quel nascondiglio, ma a differenza di Saemundur non erano in grado di padroneggiare quelle arti magiche, così uno di loro ne venne soggiogato avviando qui una succursale della Scuola Nera. Era il vescovo Gottskalk, detto "il crudele". Dopo la morte di Gottskalk la tradizione si perse e nessuno entrò più nella Scuola nera, con la scuola episcopale di Hólar che rimase per oltre un secolo equamente divisa tra la dottrina della luce e quella delle tenebre. Fu quì che studiò Galdra-Loftur, almeno fino alla sua esplusione avvenuta per aver tentato di ritrovare il Raudskinna, "il libro di pelle rossa", il libro maledetto di pergamena scarlatta inciso con rune d'oro in cui Gottskalk riversò gli studi occulti di Saemundur e la sua stessa conoscenza delle arti diaboliche.
Giunti nella cattedrale di Hólar Galdra-Loftur decide di evocare, con l'aiuto di Gudrun, il vescovo Gottskalk. Estrae il Grauskinna, e inizia a recitare le antiche formule. A comparire sono inizialmente due lupi mannari che vengono affrontati e sconfitti da Egil, ma subito dopo compare il vescovo Gottskalk Nikulasson. Galdra-Loftur riesce nel tentativo di strappargli di mano il Raudskinna, ma Gottskalk se lo riprende e lo blocca mentre la cattedrale va a fuoco. Gudrun Eiriksdottir riesce ad uscire in tempo, così come Egil, mentre Galdra-Loftur sembra perire tra le fiamme.... in realtà verra preso in consegna dallo stesso Gottskalk, tenuto prigioniero da Gottskalk per diventare successivamento suo allievo all'interno della scuola nera
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Preso atto della storia di Egil, della strega Gudrun e di Loftur l'incantatore, e dopo aver riconsegnato Freya a suo padre Jòn a Egillsandur, Harlan e Gudrun solcando la stessa pista dei loro "antenati" in direzione Hólar, vale a dire la strada nota come Kjavelgur. Secondo la leggenda è proprio ad Hólar che sarebbe posizionato un ingresso per la Svartà skola. Durante il loro percorso, proprio come Egil e Gudrun nei loro sogni, Harlan e Gudrun decidono di fare sosta al rifugio Hvitàrnes per poi riprendere la loro strada e raggiungere Hólar, oggi un piccolissimo centro abitato che possiede una sorta di maneggio adibito a scuola per veterinari e allevatori di cavalli.
Giunti nella piccola cittadina Harlan e Gudrun scambiano due chiacchiere con Margreti, la vice-vescovo donna, per poi tornare alla guest house che li ospitava e incontrare finalmente Sigurdur Gustafsson, l'agente di polizia che l'ispettore Indridason della polizia di Reykjavik ha messo sulle loro tracce. Sigurdur tenta un approccio sotto copertura ma viene immediatamente smascherato da Harlan. Tuttavia incuriosito dalla particolare missione di Harlan e Gudrun alla Hólaskóli, decide di unirsi a loro.
Ormai è chiaro c'è un collegamento tra la Svartà skola e la Hólaskóli, il maneggio di cavalli attualmente presente a Hólar. I tre (Harlan, Gudrun e Sigurdur) seguono il percorso guidato del cordiale professor Thorvaldsson fino all'incontro con Haborym Meleksson, docente di scienze ecologiche, che prosegue il tour al posto del collega. Ma una volta giunti al piano superiore della scuola, Meleksson scopre le sue carte: la sua reale identità è quella di Haborym "l'incandescente", granduca di primo livello delle schiere infernali, consigliere di sua altezza Adar Melek, che apro loro un varco per la dimensione della Svartà Skola.
L'ingresso della scuola nera si presenta come una sorta di labirinto formato da un intreccio di scalinate ripidissime e torri che riportano sconosciuti simboli runici. Harlan, Gudrun ed il poliziotto Sigurdur si trovano loro malgrado costretti a continuare il loro percorso nelle pericolose scalinate e successivamente nel sentiero che si è andato a formare di fronte a loro grazie a delle rune mobili. I tre giungono infine alla misteriosa grotta dove un individuo dal volto incartapecorito chiamato Shadvask, come fosse una sorta di burocrate/segretario ammette i tre ai corsi della Scuola nera che pare riaprire per l'occasione. Giunti a questo punto l'unico modo per sopravvivere è seguire i corsi e superare gli esami, che corrispondono a circa 10 anni terrestri. I tre sono raggiunti nuovamente da Haborym, che li conduce all'ufficio del direttore della scuola Adar Melek, posto in cima ad una torre all'interno del campus.
Adar Melek, colui che ha organizzato il rapimento del vescovo Sveinsson, è anche il responsabile dei messaggi subliminali che giungevano ad Harlan e Gudrun attraverso i loro sogni attirandoli prima in Islanda, poi a Hólar e infine alla Svartà skola. E' proprio in questo ufficio che Harlan ritrova il vescovo Sveinsson... ma Adar Melek sembra piuttosto intenzionato a portare Harlan "dalla sua parte" in maniera del tutto analoga a come fece Nergal in passato. Melek cerca di convincere Harlan che forse gli Amesha non sono i veri buoni e che se offrisse i suoi servigi alle schiere infernali potrebbe avere il dono dell'immortalità.... Harlan non ne sembra molto convinto, ma assieme a Gudrun ed al povero Sigurdur ora è difatto prigioniero nella Svartà Skola ed il gruppo è costretto ad attendere l'inizio dei corsi all'interno di una cella osservato dagli inquietanti occhi inquietanti di Adar Melek che sbucano dalle pareti.
Qualche ora dopo giunge nuovamente Haborym che conduce i tre all'Aula magna della scuola nera per la presentazione del corpo docente: il marchese Samigina, il professor Naberius, Goap, Haagenti, la baronessa Gomorya, il maresciallo Vapula, Gottskalk Nikulasson e con grande sorpresa anche Galdra-Loftur, allievo di Gottskalk, insegnante di scienze infernali applicate.
Sigurdur viene scelto dalla boronessa Gomorya, che vuole sperimentare con lui i segreti del piacere e del sesso, Harlan finisce sotto l'addestramento militare del Maresciallo Vapula, e Gudrun nell'addestramento delle arti magiche di Galdra-Loftur e Gottaskalk. In particolare Loftur è da secoli schiavo di Gottskalk e vuole aiutare Gudrun con l'intenzione anch'esso di andarsene al più presto.
Dopo un primo ciclo di lezioni i tre vengono portati al Collegio dei mondi umani, il campus dedicato alle razze umanoidi dei mondi alleati con l'Altra parte. Harlan e Sigurd proseguono il loro percorso, mentre Gudrun continuò i suoi studi con Gottskalk sugli incantesimi neri del Raudskinna.
Giunti nuovamente nella loro cella Gudrun, grazie alle potenti abilità militari apprese, disegna un cerchio magico sul pavimento creando una sorta di bolla spazio-temporale che li rende invisibili, con alcuni doppelgänger creati su misura a prendere il loro posto. Poco dopo sopraggiungono Loftur e Sveinsson che li conducono al portale Herdbruid, il varco per il mondo terrestre. Gottaskalk li raggiunge, ma il suo attacco viene respinto col raudskinna che finisce in fiamme. Poi è il turno di Vapula, che decide di attaccare Harlan per poi fingere di subire un colpo lasciando intendere una sorta di alleanza segreta con Caleb Lost.
Harlan, Gudrun, Sigurdue e Sveinsson sono nuovamente in Islanda sani e salvi. La storia sembra avere un lieto fine coi protagonisti tutti in salvo ma Galdra-Loftur, giunto sulla terra insieme a loro, riprende il suo naturale invecchiato e si polverizza all'istente concludendo la sua vita.