Mandhur è il signore dei sogni, ma anche dei ratti, delle febbri e del sonno. E' il signore del mondo intermedio, un potentissimo essere in grado di mettersi in comunicazione con questo mondo. Intorno al XV secolo fu in grado di influenzare il corso della storia provocando la caduta dell'impero mamelucco a favore di quello ottomano, provocare la Peste Nera in Africa e Asia, oltre che imprigionare Eisheth Zenumium nell'Alam al-Mithal.
Attraverso il suo potere di persuasione riesce a persuadere il sultano mamelucco Qait-Bay presentandosi a lui come il maestro Sufi, un eunuco che praticava un severo ascetismo, auto-mutilato con un coltello rituale. Giunto di fronte a Eisheth riconosce immediatamente la sua natura demoniaca riuscendo a contagiarla con la "Malattia del sogno" e a tenerla prigioniera nell'Alam al-Mithal. Viene sconfitto da Harlan e Mulawa (Dampyr 168).
E' l'artefice di un contorto e ingegnoso piano, atto a prendersi gioco della Confraternita Kuen-Yuin, allo scopo di creare una fitta emanazione della perduta città Carcosa, prendendo le sembianze del Re in Giallo. Strappando il suo giallo mantello Harlan riesce ad indebolirlo ed ucciderlo, questa volta in maniera definitiva (Dampyr 188).
Si torna a parlare di lui come effettivamente sopravvissuto in Dampyr 192, ma è soltanto un bluff della Squadra del Bene per trarre in inganno Sho Huan. Mandhur è in realtà definitivamente fuori da giochi.