Giappone
Teatro Suheiro-Tei (Quartiere di Shinjoku)
Baia di dan-no-ura
Casa di Kenshin e Keiko
Casa di Hitane Yurobei
Teatro dei Passi Perduti (Praga, Repubblica Ceca)
Hitane Yurobei (Scrittore di kwaidan)
Yoemon, il contadino
Sugi, vedova
Sukè, figlio di Sugi
Clan Tokugawa
Ishima Yagoru, samurai ronin del clan Ishida
Orui, ragazza che salva Yagoro
Noriko, geisha
Ishiyama Saemon (Samurai, precedente vita di Kenshin)
Toshusai Sharaku (Pittore, precedente vita di Kenshin)
Tomoki, poliziotto
"Le paludi di Kasane" (Kwaidan di Hitane Yurobei)
04/04/2026
Dan-no-ura, Giappone, oggi. Kenshin Hasegawa fa un sogno netto e distinto. Si trova nell’era Meiji, e il protagonista è Hitane Yuroberi, lo scrittore di kwaidan che è anche una delle sue vite precedenti. Si trova al teatro Suheiro-Tei, nel quartiere di Shinjuku, intento a raccontare una delle sue storie horror davanti al pubblico. La storia si intitola “Le paludi di Kasane” e inizia così.
Le paludi di Kasane, I parte. Il protagonista è Yoemon, un contadino giapponese che, pur di mettere le mani sulle terre di una giovane vedova, Sugi, arriva a sposarla. Tuttavia, Yoemon ama Sugi, anche se questa ha avuto un figlio dal precedente matrimonio. Questo figlio, Sukè, è menomato nella parte sinistra del corpo, dalla testa ai piedi, e Yoemon lo detesta a causa dei suoi difetti fisici. Un giorno, durante una battuta di pesca, coglie l’occasione per sbarazzarsi di lui, spingendolo in acqua e facendolo annegare. Tornato a casa, finge di aver avuto un incidente; riesce infine ad avere un rapporto con Sugi e, da lì a nove mesi, nascerà una bambina. La seconda parte del sogno riguarda invece il samurai ronin Ishima Yagoru. Durante l’epoca Sengoku è tra i pochi valorosi in grado di contendere in battaglia i samurai del clan Tokugawa, che ormai hanno preso il controllo del territorio. Tuttavia, nonostante le sue eroiche imprese, viene gravemente ferito. Ormai in fin di vita, viene soccorso da una giovane ragazza di nome Orui; quando però riesce a guardarla in volto, scopre che è sfregiata nella metà sinistra del viso.
Dan-no-ura, Giappone, oggi. Il sogno scuote Kenshin, che la mattina successiva racconta tutto alla moglie Keiko. Per Kenshin non si tratta di un semplice sogno, bensì di un frammento perduto nel ciclo delle reincarnazioni, ciclo nel quale fanno parte sia lui che Keiko. A quel punto, la donna avverte una profonda consapevolezza: sente di essere lei stessa l’ennesima incarnazione di Taira Yumi, la guerriera da cui tutto ha avuto origine (Vedere Dampyr 77 e 78). Qualcosa la lega a quelle oscure vite passate e percepisce il bisogno di recuperare la Spada senza tempo, l’antica katana di Munechika gettata anni prima da Kenshin nella baia.
Chiedendo aiuto a Susanoo, il kami delle tempeste e del mare, Keiko si immerge nella baia alla ricerca della spada. Ma nelle profondità dell’acqua trova Tako, il mostruoso demone piovra che, con i suoi tentacoli, la cattura trattenendola sott’acqua. Keiko sta per soffocare quando, improvvisamente, sotto la sabbia ritrova l’antica katana. La impugna e riesce ad amputare i tentacoli del demone che la tenevano prigioniera. Keiko emerge dall’acqua, e con lei la katana.
Kenshin chiede aiuto chiamando Harlan, ma a Praga dall’altro capo del telefono risponde Caleb Lost. Per comprendere davvero il significato di quei sogni, dovrà proseguire la sua esperienza del “Kasane-ga-Fuchi”, l’orrore delle paludi di Kasane. Indotto da Caleb, Kenshin entra in una sorta di trance e prosegue il racconto della kwaidan esattamente da dove si era interrotto.
Le paludi di Kasane, II parte. Grato per avergli salvato la vita, il samurai Ishima Yagoro decide di sposare Orui, nonostante la grave menomazione al volto che le è costata il soprannome di Kasane, ovvero “molteplice”, a indicare il suo volto diviso. Orui è felice, ma Yagoru, da quel momento, sprofonda in una profonda depressione e inizia a ubriacarsi, entrando in una crisi sempre più cupa. Una sera, in una locanda, incontra il valoroso samurai Ishiyama Saemon, appartenente al clan avversario. Questi, notando che Yagoru è ubriaco fradicio, decide di non affrontarlo. Yagoru, per tutta risposta, fugge vigliaccamente e torna a casa, dove mette in atto il suo piano diabolico. In quella stessa locanda che frequenta spesso, Yagoru ha conosciuto una nuova donna, la geisha Noriko. Decide così di iniziare una nuova vita con lei e, per farlo, uccide sua moglie Orui, affogandola. Ma Orui muore solo nel corpo, e il suo spirito ritorna sotto forma di yurei, uno spirito in cerca di vendetta. Una mattina Yagoro si ridesta e trova Noriko morta accanto a lui, con metà del volto deformata in una smorfia innaturale. Da quel giorno, ovunque vada, vede accanto a sé lo spirito di Orui, che non mostra alcuna ostilità, al contrario, lo colma di attenzioni e premure. Finché, incapace di sopportare quella presenza costante, Yagoru decide di porre fine alla propria vita, uccidendosi con la katana, come un vero samurai.
La leggenda narra che lo spettro di Orui continui a vagare per le paludi maledette di Kasane, colpendo gli sfortunati viandanti che attraversano quelle terre. Un giorno, un gruppo di contadini, nel tentativo di porre fine alla maledizione, decide di dare fuoco alla casa infestata. Ma — forse per il legno umido, forse per la maledizione stessa — le fiamme non attecchiscono. La vendetta dello yurei è inesorabile e uno dopo l’altro, i contadini vengono uccisi, e le paludi di Kasane diventano definitivamente terra maledetta.
Dan-no-ura, Giappone, oggi. Kenshin si riprende dalla visione e incontra Harlan, che lo invita a proseguire la trance. Secondo lui, quel racconto non può finire così. Kenshin chiude gli occhi e torna nella visione, questa volta nel corpo di Ishiyama Saemon, finora solo sfiorato da quella storia.
La storia prosegue su Dampyr 314.
NOTE
La storia prosegue su Dampyr 314.
NOTE SUGLI AUTORI
183° storia scritta da Mauro Boselli
6° storia disegnata da Giorgio Gualandris