Sud Sudan
Campo del Medical Team
Kroniker, Hans (Soldati)
Gunnar (Vice-Responsabile del Medical Team)
Arno Lotsari (Responsabile del Medical Team)
Kamal (Volontario traditore)
Luc Laroux (Volontario francese traditore)
Nasir (Profugo sudanese)
Sacha (Figlio di Zenya)
Sergente Bashir (Esercito Sudanese)
03/09/2025
Testi: Giovanni Eccher (Soggetto e Sceneggiatura) - Gianmaria Contro (Sceneggiatura)
Disegni: Simone Delladio
Copertina: Michele Cropera
Sud Sudan. Il campo profughi del Medical Team viene continuamente bersagliato da un nemico che non ha ancora deciso di rivelarsi. L’ultimo attacco consiste in un’esplosione che ha devastato uno dei magazzini all’interno del campo. In quell’occasione perde la vita anche un giovane sudanese, Nasir, introdottosi al suo interno con l’intenzione di prendere per sé e per la sua famiglia qualche provvista.
Arno Lotsari e Gunnar, rispettivamente responsabile e vice di quella sezione del Medical Team, non hanno ancora ben chiara la situazione, ma sanno di poter contare su due pilote russe, Zenya e Polina, che con i loro piccoli aerei superano il confine tra Sudan ed Etiopia e trasportano provviste gratuitamente per il Medical Team. Gratuitamente, o quasi: in cambio chiedono soltanto qualche sacca di sangue per trasfusioni. Una richiesta piuttosto insolita, tanto che Arno, appena lo scopre, chiama subito Harlan, sospettando che possa trattarsi di due non morte.
Harlan raggiunge immediatamente il Sudan insieme a Kurjak e Tesla. Il loro obiettivo è prendere contatto con le due pilote russe, che stazionano nella rimessa del loro biplano poco distante dal campo profughi. Ad avvicinarle è Tesla, che intende fingersi una non morta di Jan Vathek, Maestro della Notte che operò in quelle zone nei secoli scorsi.
Ma la trappola non funziona e con le non morte iniziano subito un furioso combattimento. Tesla viene ferita da un proiettile incendiario, mentre Harlan, toccando l’aereo, entra in contatto con il Maestro della Notte che in passato generò le due creature.
Durante la Seconda guerra mondiale, Zenya Maytzeva e Polina facevano parte dell’Armata Rossa, nell’unità composta esclusivamente da donne sotto il comando di Yevdokiya Bershanskaya. Si infiltrarono in territorio tedesco, ma il loro aereo venne colpito da una mitragliatrice. Riuscirono ad atterrare, ma furono fatte prigioniere dai tedeschi. Poco dopo intervenne Grigor Vurdalak che, dopo aver massacrato i soldati tedeschi, offrì alle due donne una possibile via di fuga. Loro accettarono di seguirlo, ma vennero trasformate in non morte.
Ai suoi ordini parteciparono a diverse guerre, uccidendo molte persone. Tuttavia, da quando Vurdalak è morto, sono diventate libere e hanno scelto consapevolmente di redimersi, abbandonando definitivamente violenza e morte.
Harlan scopre così di avere due non morte in più dalla sua parte, ma per quanto riguarda gli attentati al Medical Team si ritrova nuovamente al punto di partenza.
Zenya e Polina, nonostante quest’ultima sia stata ferita dal sangue di Dampyr — con lesioni che dalla mano tendono a estendersi fino alla spalla e al volto — tornano al campo. Al loro arrivo, però, scoprono che i sabotatori hanno deciso di rivelarsi.
Si tratta di Luc Laroux e Kamal, due volontari della ONG che hanno preso con la forza il controllo del campo, tenendo Arno e gli altri in ostaggio.
I due prendono con sé Arno e Gunnar, li imbottiscono di esplosivo, e si dirigono verso la frontiera con l’Uganda, la via di fuga più vicina. Una granata lanciata dalle non morte dal loro biplano danneggia però la jeep dei fuggitivi, costringendoli a fermarsi.
Una volta a terra, Luc e Kamal vengono affrontati da Harlan, Kurjak e Tesla, mentre Arno e Gunnar vengono liberati. Zenya e Polina, a bordo del loro biplano, si allontanano nella notte.
NOTE
Harlan torna in Sudan dopo pochi mesi. L'ultima volta era in Dampyr 299.
A pagina 46 Zenya cita Baba Yaga. Quel nome appare anche nel finale di Dampyr 4.
NOTE SUGLI AUTORI
6° storia scritta da Giovanni Eccher, coadiuvato alla sceneggiatura da Gianmaria Contro, alla sua 4° storia.
7° storia disegnata da Simone Delladio.