Matera
Barile nel Vulture
Craco
Bunker sotterraneo
Collina della Maddalena (Venosa nel Vulture)
Catacombe di Venosa
Giulia
Padre di Giulia
Sonia (Fidanzata di Stuart)
Fratello di Giocondino
Squadrone di nazisti
Beppe e ??? (Vecchi)
Quaderni di Simone Altafoglia
"Autunno folk Matera" (Festival musicale)
Medaglione di Vrana
04/11/2020
Matera, 1922. Una giovane donna dà alla luce un bambino affetto dalla sindrome di Ambras, una rara patologia che si manifesta con un’eccessiva peluria su tutto il corpo, volto compreso. Temendo si trattasse di un lupo mannaro, la famiglia decide di abbandonare il neonato, lasciandolo in una cesta su un rigagnolo ai piedi della città. Il piccolo viene raccolto, accudito e infine adottato da Giocondino e dalla sua compagnia di "Fenomeni", che — seppur in buona fede — lo trasforma in una delle principali attrazioni dei suoi spettacoli, insieme al mangiafuoco, alla donna forzuta e alla donna con i baffi.
Nonostante le mille difficoltà legate alla sua condizione, Mosè — questo il nome che gli viene dato dopo essere stato "salvato dalle acque" — continua a esibirsi nella compagnia teatrale di Giocondino fino al 1945. Dopo uno spettacolo tenuto a Barile nel Vulture, la sua vita viene spezzata da un commando nazista, deciso a sterminare la sua famiglia: padre, madre, zio, e infine lui stesso.
Al Maestro della Notte Vrana non piace trasformare gli umani in vampiri, ma quella notte, giunto per caso a Barile, trova il luogo del massacro ancora fresco. Riconoscendo le origini Arbëreshë di Giocondino, ancora agonizzante, decide di strapparlo alla morte trasformandolo in un non-morto. La stessa sorte tocca al giovane Mosè; per la madre, purtroppo, non c’è più nulla da fare.
Nei mesi successivi, Giocondino si vendica del proprio destino trucidando l’intero squadrone nazista. Successivamente viene rinchiuso insieme ai suoi simili nelle antiche catacombe ebraiche e cristiane del Vulture. Mosè, invece, grazie a un medaglione magico in suo possesso, ha libero accesso al mondo esterno e può uscire e rientrare a piacimento. Non si macchia però mai di alcun crimine, nutrendosi esclusivamente del sangue di piccoli animali.
Matera, oggi. Il non-morto Mosè vaga indisturbato per le strade della città, dove stringe amicizia con una giovane di nome Giulia, che, nonostante il suo aspetto mostruoso, non mostra alcuna paura nei suoi confronti. Ma la verità è un’altra: la ragazza è in realtà una licantropa, e inconsapevolmente si è già macchiata di un crimine sanguinoso, uccidendo un giovane.
Nel frattempo, Harlan riceve una telefonata da Stuart Morison, frontman dei Liannabh-Shee e sua vecchia conoscenza, in quel periodo impegnato in una tournée per l’Autunno Folk Festival, proprio a Matera. Stuart racconta di aver sognato l’amico Duncan McGillivray, che gli ha lasciato un messaggio criptico riguardante i licantropi.
Harlan prende sul serio le parole di Stuart e decide di approfondire la questione insieme a Caleb Lost, al Teatro dei Passi Perduti. In effetti, in Basilicata esistono antichi culti legati alla licantropia: leggende narrano di un capo villaggio di origine celtica che si trasformò in lupo per proteggere il suo popolo; Virgilio, in un manoscritto, associa il culto del lupo ai Galli; e nei quaderni di Simone Altafoglia, alias Vrana, si fa riferimento a un “Lupo Mannaro di Matera”. Sebbene frammentarie, queste informazioni bastano a giustificare un viaggio a Matera da parte di Harlan, Kurjak e Tesla.
Giunto in città, Harlan si ricongiunge con Stuart Morison, mentre Kurjak e Tesla, esplorando Matera, incontrano nientemeno che Marnesh, il fidato non-morto al servizio del conte Vrana. Dopo le iniziali incomprensioni, Marnesh racconta loro la storia del licantropo di Matera, ovvero Mosè, e degli eventi che lo portarono a diventare non-morto.
Marnesh li guida poi verso le catacombe nei pressi di Venosa e Craco, e grazie al suo medaglione magico riescono a entrarvi. All’interno raggiungono una sala dove riposa, in stato dormiente, l’esercito di non-morti del Maestro della Notte. Proprio in quel momento, anche Giocondino si risveglia. Avvertendo il pericolo imminente per suo figlio, decide di intervenire in suo aiuto. Nel frattempo, a Craco, Harlan e Stuart scoprono un bunker sotterraneo dove Mosè e Giulia sono tenuti prigionieri.
Lo scontro finale vede Harlan, Kurjak, Tesla e Marnesh affrontare i licantropi di Matera. Mosè, Giulia e Giocondino muoiono nel combattimento, mentre l’identità degli altri licantropi coinvolti rimane avvolta nel mistero.