Giocondino (di Alessio Fortunato, Dampyr 248)
Giocondino era il gestore di una compagnia teatrale ambulante nel sud Italia tra il 1920 ed 1945, successivamente non morto del Maestro della Notte Vrana.
Nel 1922 accudisce il piccolo Mosè, un ragazzo affetto da sindrome di Ambras, accogliendolo nella sua compagnia di "Fenomeni" fino al 1945, anno in cui l'intera famiglia viene sterminata da un commando nazista. Sia Giocondino che Mosè vengono trasformati in non morti da Vrana capitato per caso sul luogo del massacro.
Venne relegato da Vrana nelle catacombe di Venosa per decenni fino al suo risveglio avvenuto nel 2020 e alla sua morte per mano dei licantropi di Matera nel 2020.
Giocondino compare in Dampyr 248.