Barcellona (Spagna)
Barrio Gotico
Sagrada familia
Chiesa di Santa Anna
Casa di
Castello di Montjuic
Birreria all'Aquila verde (Praga, Repubblica Ceca)
Txus (Cameriere)
Ferran, Doménec (Cliente del ristorante)
Bernat Milà (Boia Nero)
Jordi Amades (Collega di Hans Milius)
Felipe (Ristoratore del Romesco)
Enriqueta Martì (Vampira di Barcellona)
El Buho (Sicario franchista)
Nuria Maragall (Vittima)
Confraternita dei Desemparats
Arnau Viladecans (Amico di Jordi)
Jane, Michael (Turisti, Vittime)
03/10/2014
Jordi Amades, amico e collega del professor Hans Milius, invia una richiesta d’aiuto da Barcellona. La città catalana è recentemente scossa da una serie di delitti di una ferocia inaudita. I corpi delle vittime recano segni di atroci torture e risultano orribilmente mutilati, probabilmente da un’arma da taglio pesante, forse un’ascia. Alcuni testimoni, inoltre, riferiscono la presenza di una misteriosa nebbia che accompagna gli omicidi. Secondo le descrizioni raccolte, l’assassino somiglierebbe in modo inquietante a Bernat Milà, noto come il Boia Nero.
La leggenda di Bernat Milà risale al 1391, anno che gli storici ricordano come quello della Matanza de los judíos. All’epoca, Milà era il boia ufficiale di Barcellona. Si dice che fosse tanto zelante nel suo mestiere da superare ogni limite di crudeltà. Accusato di pratiche sataniche e di aver compiuto stragi sotto l’influenza del demonio, venne arrestato dalle autorità catalane e condannato alla pena capitale, da eseguire in pubblica piazza. La città credette di essersi liberata di lui. Lo chiamavano il Boia Nero per la ferocia con cui torturava le vittime, e si diceva che il diavolo stesso fosse al suo fianco durante le esecuzioni. Ma, secondo la leggenda, il giorno seguente all’impiccagione, quando le autorità tornarono a recuperare il corpo, trovarono la corda che oscillava vuota al vento. Da quel momento nacque la credenza popolare che Bernat Milà, insieme alla sua ascia maledetta, sarebbe tornato per vendicarsi. Forse il suo cadavere fu davvero trafugato... o forse non si è mai trattato solo di una leggenda.
Prima di congedarsi da Harlan, Kurjak e Tesla, Jordi prosegue il suo inquietante racconto, evocando altri periodi oscuri della storia di Barcellona. Ricorda il 1912, quando Enriqueta Martí, soprannominata la Vampira di Barcellona, si macchiò di crimini orribili, sfruttando e uccidendo bambini per rituali e pozioni. Cita poi una leggenda più recente: quella de El Búho, uno spietato assassino al servizio della dittatura franchista, figura oscura rimasta avvolta nel mistero.
La mattina seguente, viene ritrovata un’altra vittima. Si tratta di una donna anziana, Núria Maragall. Per Harlan, l’ipotesi che il killer sia un non-morto, come si sospetta fu Enriqueta Martí stessa, prende corpo, anche se non si escludono altre possibilità. Il quadro si complica poche ore dopo, quando due turisti, Jane e Michael, vengono brutalmente uccisi in circostanze analoghe.
Harlan, Kurjak e Tesla affrontano un gruppo di creature ostili che si rivelano essere Demoni di terzo e quarto livello. Riescono a prevalere, ma non prima che alcuni di questi rapiscano Jordi e lo trascinino via.
Grazie all’aiuto di Arnau Viladecans, un vecchio amico di Jordi, il gruppo rintraccia la dimora di colui che ha orchestrato i crimini. Si tratta di un demone chiamato Nethunshiel, al servizio di Nergal e delle forze dell'Altra Parte. Nethunshiel utilizza candele magiche con cui riesce a richiamare le anime dei morti e renderle invulnerabili. Il Boia Nero, Bernat Milà, impegnato in uno scontro feroce con Kurjak, è solo una delle sue creazioni.
Harlan riesce a distruggere le candele maledette, spezzando il legame tra il demone e le anime evocate. Grazie a un messaggio inviato da Nikolaus, riesce a sventare il piano di Nethunshiel, che viene infine scacciato, anche se non definitivamente sconfitto.
NOTE
Primo capitolo della cosiddetta Trilogia iberica di Giovanni di Gregorio e Claudio Stassi. Il secondo capitolo è Dampyr 195.
Il personaggio di Bernat Milà, chiaramente ispirato a Jan Mydlàř, è un personaggio inventato.
Il contatto di Caleb Lost di Barcellona incontrato su Dampyr Speciale 6, Maxwell, a quanto pare si è trasferito.
Hans Milius viene solo menzionato, senza comparire. Idem per Nergal.
Il volto di Nethunshiel è chiaramente ispirato a Boris Karloff. Di lui se ne riparla su Dampyr 287.