Cittadella di Oroxi (Pirenei Baschi, Spagna)
Barcellona (Catalogna, Spagna)
Mondo del dipinto di Oroxi de Batzàn
Oroxi da Batzàn
Iker (Cane)
Eguzki (Amico di Jordi Amades)
Aran e Miguel (Custode notturno della diga)
Jordi Amades (Corrispondente di Caleb Lost)
Josu e Ibai (Agotek, amici di Eguzki)
Dipinto di Oroxi de Batzàn
02/02/2024
Paesi Baschi, Pirenei, Spagna. Durante i recenti lavori di svuotamento e manutenzione di un bacino idrico costruito in epoca franchista è riemersa un’antica cittadella dalle origini oscure e misteriose. Da quel momento si sono verificati eventi inquietanti, prima la morte di un escursionista e del suo cane, poi quella di due custodi della ditta incaricata dei lavori.
All’origine di tutto sembra esserci un antico dipinto, sorprendentemente ben conservato nonostante i decenni trascorsi sul fondo del lago. L’opera raffigura creature mostruose che il folklore basco collega al Gaueko, al Tartalo o alle Sorginak. Qualunque sia la loro identità, da quel dipinto sembrano fuoriuscire esseri terrificanti che uccidono chiunque si trovi di fronte a loro.
Per indagare sulla faccenda giungono Harlan, Kurjak e Tesla, accompagnati dall’esperta guida locale Eguzki, amico dell’antropologo Jordi Amades, corrispondente di Caleb Lost in Spagna. Eguzki è un Agot, membro dello sfortunato popolo che abitava la regione sin dal XIV secolo. Si trattava per lo più di emarginati, gitani e minoranze perseguitate dal signore locale Oroxi de Batzán, la cui crudeltà ispirò la creazione del grande dipinto riemerso con lo svuotamento della diga.
Decisi a comprendere l’origine del male liberato da quel luogo oscuro, Harlan, Kurjak, Tesla, Eguzki e i compagni agotek Josu e Ibai si avventurano di notte nella cittadella un tempo appartenuta a Oroxi de Batzán. Il primo ostacolo che incontrano sono le Sorginak, creature del folklore basco simili a streghe; dopo averle eliminate, Harlan ne riconosce la vera natura: demoni infernali di secondo livello, coriacei ma eliminabili.
Superato il primo attacco, il gruppo raggiunge le rovine della cittadella. Qui, di fronte all’enorme dipinto, viene avvolto da una nebbia innaturale e catapultato al suo interno… o forse in un altro mondo. Harlan si ritrova in abiti medievali, braccato in una caccia sanguinaria, proprio come gli agotek perseguitati secoli prima. I suoi cacciatori sono tre cavalieri armati di lancia e un mostro spaventoso: il Gaueko, il signore delle tenebre, un licantropo del folklore basco. Harlan riesce a sfuggirgli solo per poco, poi si ricongiunge con Eguzki e gli altri, anch’essi precipitati nella medesima dimensione e ridotti in schiavitù per la costruzione di una fortezza.
Kurjak e Tesla affrontano e sconfiggono le guardie infernali, ma il vero nemico è il Tartalo, un ciclope mostruoso che dà loro filo da torcere. Harlan, invece, riesce a raggiungere il vero volto dietro Oroxi de Batzán: il demone Nethunshiel, che assume nuovamente le sembianze del terribile Gaueko.
La battaglia è furiosa, ma Harlan riesce a trafiggere la creatura; poi, con la spada intrisa del suo stesso sangue, colpisce il dipinto, spezzando l’incantesimo e dissolvendo l’intero mondo infernale.
Nethunshiel è sconfitto. Gli ultimi discendenti agotek, attraverso Eguzki, ottengono la loro vendetta, e nel giro di poche ore i lavori alla diga termineranno, sommergendo di nuovo l’antica e oscura cittadella.
NOTE
Ultimo capitolo della trilogia iberica di Di Gregorio e Stassi. I precedenti capitoli erano Dampyr 175 e 195.
Jordi Amades, anziano e poco propenso all'azione, fa solamente un breve scambio di battute con Harlan al telefono a pagina 48.
Nethunshiel, il demone infernali già incontrato in Dampyr 175, viene definitivamente ucciso da Harlan.
Il Gaueko, le Sorginak ed il Tartalo sono effettivamente creature appartenenti realmente esistenti all'interno folklore locale.
Pur senza essere specificato chiaramente nella storia, il mondo nel quale viene catapultato Harlan può essere considerata una dimensione del Multiverso a se stante.