Borax Spring (Nevada, USA)
Statale 374
Rachel (Nevada, USA)
"Little A'le'inn"
Capanno di Desert Dog
Las Vegas (Nevada, USA)
Commissariato di polizia
"Hotel Mirage"
"Hotel Rialto"
"Flamingo"
"Mob Museum"
Chicago (Illinois, USA)
Casa di Benson
Florida Motel (Florida, USA)
Praga (Repubblica ceca)
Non morti di Borax Spring
Bob Warren (Sceriffo di Pioche)
Bud (Non morto branco di Ixtlàn)
Benson (Dirigente)
Joe (Guardaspalle di Lena)
Michelle Duprez (Polizia di Las Vegas)
Mike Newton (Polizia di Las Vegas)
Rosalinda Castro (Amante di Benson)
Tab Peters (Artista "Mob Museum")
Medaglione di Lord Marsden
03/07/2009
La storia prosegue da Dampyr 111.
Bugsy Siegel raggiunge la pompa di benzina abbandonata di Borax Spring (Nevada) mettendosi i comunicazione con un branco di non morti appartenuto a Ixtlàn, riuscendo con l'inganno a far credere loro di essere in comunicazione col loro defunto Maestro della Notte. In realtà Bugsy possiede un medaglione contenente materiale organico di Lord Marsden che gli ha permesso di acquisire notevoli poteri come il dono della vista o come il dono dell'illusione e di far credere ai non morti di essere in comunicazione con Ixtlàn. Bugsy riesce ad ingaggiare il piccolo branco, utile alla prossima mossa di Bugsy e della NEA.
Lenny Meyer invece raggiunge clandestinamente la cittadina di Rachel (Nevada) chiedendo ospitalità al vecchio amico Brett Dollin, alias Desert Dog, che gliela concede ma che è destinata a durare poco perché Bob Warren, lo sceriffo di Pioche e della contea di Lincoln, coadiuvato da alcuni controllers della NEA fanno irruzione riuscendo a catturare Meyer e torturare Desert Dog. In loro aiuto accorrono Harlan, Kurjak e Jim Fajella che riescono a liberare Lenny e prendere Warren come ostaggio.
Con la complicità di Warren i tre riescono a stabilire un contatto con gli altri uomini della NEA raggiungendo il loro campo. Lo scopo è fingersi uomini della NEA, vestirsi come loro e fingere di consegnare loro Lenny Meyer prima di riuscire a trovare il momento giusto per affrontarli e riprendersi il loro amico. Ad Harlan però si rompe la tuta e la copertura cade, ne parte una colluttazione nella quale ad avere la peggio sono gli ex non morti di Ixtlàn uccisi da Harlan e Kurjak, che in ultimo riescono ad avere la conferma che a manovrare i non morti era Bugsy Siegel, attualmente a Las Vegas. Ad avere la peggio nella battaglia è Bob Warren, colpito a morte da un proiettile dei suoi ex complici.
A Las Vegas invece Kelly, la ragazza che ha incastrato Lenny Meyer, si scopre essere Lena, l'amante di Bugsy Siegel e utile pedina di Lord Marsden ancor prima. Questa con un abile stratagemma riesce ad attirare nel suo appartamento i detective Michelle Duprez e Mike Newton, ma è una trappola. Nell'appartamento i due poliziotti trovano Lena, ma anche Bugsy Siegel, che riesce a ferire mortalmente Mike al collo. Michelle invece viene salvata dall'intervento di Harlan e Jim.
Nel frattempo Jeff Carter da poco sbarcato negli USA si mette in comunicazione con Tesla, in quel momento ancora a Praga, riuscendo a ottenere da lei un nuovo obbiettivo: il numero due della Temsek e della NEA Benson, luogotenente di Lord Marsden. Con le dovute indagini riesce a risalire a Rosalinda Castro, la sua amante, e da lei a dove vive Benson. In breve Jeff conclude la sua vendetta, niente esplosivi stavolta, ma una tanica di benzina per incendiare la sua casa col dirigente della Temsek e della NEA al suo interno.
Harlan, Kurjak, Jim Fajella e Lenny Meyer sono sulle tracce di Bugsy Siegel, che ha scelto come nuovo rifugio il "Flamingo" portando con se Lena ed i non morti superstiti di Borax Spring, prima dell'ultimo spettacolare attacco. In quei giorni a Las Vegas l'attenzione pubblica è catalizzata dal "Mob Museum", il museo della mafia, un museo che espone i principali gangster della Vegas degli anni ruggenti perfettamente ricreati in statue di cera dall'artista Tab Peters, lo stesso artista già contattato da Bugsy alcuni giorni prima e da poche ore ritrovato ucciso nel canale dell' "Hotel Rialto".
Il sindaco di Las Vegas inaugura la sala di fronte ai giornalisti ma in pochi minuti questa diviene il teatro dell'ultimo scontro, con Bugsy presente all'interno della mostra fingendosi la statua di cera che lo doveva rappresentare, e gli altri non morti sotto la maschera di cera degli altri mafiosi rappresentati. Jim attacca Bugsy Siegel ferendolo, ma questo riesce a fuggire raggiungendo il "Flamingo", salvo ritrovare al suo arrivo la sua amante Lena impiccata al soffitto, uccisa da Jeff Carter da poco sopraggiunto a Las Vegas. Gli altri non morti, gli ultimi superstiti, finiscono ammazzati da Harlan e Kurjak.
Quasi tutte le vicende sono concluse, tranne Bugsy Siegel di nuovo in fuga e Jeff Carter scomparso nel nulla. La NEA sembra aver subito un duro colpo.
NOTE
Si conclude la vicenda avviata in Dampyr 111.
Tesla è coinvolta in questa storia solamente da Praga, in una telefonata con Jeff Carter.
Escono di scena i personaggi di Benson, Bob Warren, Mike Newton e Lena.
NEA, Jeff Carter, Bugsy Siegel, Lenny Meyer e Jim Fajella tornano in Dampyr 139.
I mafiosi presenti citati nel "Mob Museum" sono: Moe Dalitz, Anthony Pilotra, Meyer Lansky, Tony Cornero e Bugsy Siegel.
A pagina 66 Bugsy Siegel chiama erroneamente Mike Newbert col cognome Nichols.
NOTE SUGLI AUTORI
81° storia scritta da Mauro Boselli
10° storia disegnata da Fabrizio Russo