Russia
Mosca
Laboratori del Dipartimento Stella
Hotel Metropol
Casa di riposo per ex ufficiali
Base di Kholm Lisitsy
Campo di lavoro correttivo (Kolyma, Siberia)
Praga (Repubblica Ceca)
Ponte Carlo
Progetto Stella
Dimitar Jusopov (Ufficiale KGB)
Kostin (Telepate del 1955)
Sergente Roman Borodin
Ivan (Sgherro)
Kostin (Telepate di oggi, nipote)
Yuri Kolotovkin (Scrittore russo)
06/05/2014
Mosca, 1955. Il tenente Dimitar Jusopov, giovanissimo e ambizioso ufficiale del KGB, conduce esperimenti di parapsicologia e telecinesi su esseri umani in una sezione riservata denominata Dipartimento Stella. Al suo fianco si avvicina Zarema Vurdalak, che ne favorisce l’ascesa grazie alle conoscenze del fratello Grigor.
Oggi, a quasi sessant’anni di distanza, Zarema torna a far visita a Jusopov, nel frattempo divenuto generale, ma ormai vecchio e agonizzante, in attesa della morte. La vampira, però, ha ancora bisogno di lui e lo trasforma così in un non morto.
Jusopov riprende gli esperimenti esattamente dal punto in cui li aveva interrotti. Attraverso uno speciale amplificatore e un telepate da lui scelto, intende stabilire un contatto con una vittima designata. Osservandone una fotografia, il sensitivo dovrà entrare nella sua mente e condurla alla follia e alla morte.
Zarema ha già individuato il primo bersaglio, si tratta di Emil Kurjak, che in quel momento si trova a Praga, a passeggio sul Ponte Carlo insieme a Tesla e Harlan. Il telepate, il ragazzo telepate di nome Kostin, nei laboratori Stella a Mosca, riesce tramite l’amplificatore a penetrare nella mente di Kurjak. Nel giro di pochi istanti l’uomo impazzisce, non riconosce più i suoi amici e li aggredisce. Tesla riesce però ad avere la meglio e lo stende, per poi condurlo insieme ad Harlan al Teatro dei Passi Perduti. Lì il contatto telepatico si interrompe.
Kurjak ricorda poco o nulla dell’accaduto, ma riesce a disegnare su carta un simbolo che ha visto nella sua mente. Poche ore dopo, Harlan lo identifica immediatamente: appartiene al Dipartimento Stella, una struttura militare sovietica che si occupava di sistemi di difesa e controspionaggio basati su studi riguardanti telepatia, telecinesi e poteri ESP nell’ambito della Guerra Fredda.
Come primo passo, Harlan decide di contattare Yuri Kolotovkin, uno scrittore russo ben informato sul Progetto Stella. È autore di un sito dal quale Harlan ha tratto le prime informazioni, nonché di un romanzo in cui racconta in dettaglio cosa fosse e di cosa si occupasse il progetto. Il viaggio in Russia potrebbe rivelarsi inutile — Kolotovkin potrebbe aver inventato tutto — ma Harlan resta ottimista. Inoltre, la pista sembra condurre verso un nemico con cui ha già avuto a che fare: Zarema Vurdalak.
Dalle informazioni fornite da Kolotovkin, Harlan e Tesla intuiscono che le cavie del progetto provenivano dai cosiddetti “invisibili”, senzatetto, piccoli criminali e immigrati irregolari. Riescono così a intercettare alcuni uomini di Jusopov, ma accade l’imprevisto, il telepate Kostin riesce a prendere il controllo di Harlan, che cade a terra privo di sensi.
Harlan viene condotto nel nascondiglio degli uomini di Zarema. Qui riesce dapprima a resistere a un nuovo attacco mentale del telepate, poi a contrattaccare, facendolo morire arso vivo a distanza grazie ai suoi poteri.
Ormai allo stremo delle forze, Harlan viene affrontato direttamente da Zarema. Ma conserva ancora un’ultima carta, una lama nascosta nella manica sinistra. Con un gesto improvviso riesce a conficcarla nell’occhio destro della Maestra della Notte. L’ultimo pensiero di Zarema, prima di morire, è per suo fratello Grigor, caduto anch’egli per mano del Dampyr.