Malena Manzi abbraccia per l'ultima volta il padre adottivo Reynaldo Luquini (di Fabrizio Russo, Dampyr 67, pag 93)
Malena Manzi, conosciuta anche come Victoria Luquini, è una ragazza argentina, orfana a seguito della repressione sanguinaria della dittatura di Videla.
Figlia di Jaime e Micaela Manzi, Malena rimase orfana tra il 1976 e il 1977, negli anni più bui della dittatura argentina. Dopo la scomparsa dei genitori, venne “adottata” da don Reynaldo Luquini, complice del sanguinario colonnello Hernán Matos. Per anni Malena crebbe con lui, ignara delle proprie vere origini e del suo vero nome.
La verità emerse soltanto nel 2005, quando ricomparve il non morto Arturo Solanas, deciso a vendicarsi dei responsabili delle torture, tra cui lo stesso Luquini. In quel periodo, Malena stava maturando un forte senso di giustizia verso le vittime della dittatura, che la portò ad allearsi con Harlan Draka ed Ernesto de la Serna. L’aiuto di Harlan fu determinante nell’affrontare il momento più doloroso: la rivelazione delle proprie radici e l’assistere alla morte del padre adottivo, dilaniato non solo dall’assalto di Solanas ma anche dai propri sensi di colpa. Nonostante tutto, Malena scelse di rimanergli accanto fino all’ultimo istante (Dampyr 67).
Malena torna brevemente raccontando di essere diventata avvocato e di aver dedicato la sua vita all’associazione "Abuelas de Plaza de Mayo", impegnata a recuperare corpi, documenti e testimonianze sui desaparecidos della dittatura di Videla. È lei a contattare Harlan dopo aver ricevuto informazioni sulla presenza del capitano Luis Alberto Prieto, ex torturatore dell’ESMA, oggi non morto. In questa occasione, il suo ruolo resta marginale. Malena non prende parte diretta allo scontro contro Rothgar, limitandosi a sostenere l’indagine e a rinnovare il suo impegno civile e morale (Dampyr 274).